Comune di Pesaro: il BIM passa prima di tutto dalla formazione

Da qualche anno il Comune di Pesaro sta lavorando a introdurre le nuove tecnologie e la digitalizzazione dei processi all’interno delle sue attività operative. In questo contesto non fanno eccezione gli uffici dedicati agli appalti pubblici. Già ad ottobre del 2018, in aderenza alla normativa comunitaria sull’obbligo di digitalizzazione degli appalti pubblici, il Comune di Pesaro ha fatto ricorso all’attivazione di una specifica piattaforma telematica per la gestione delle proprie gare nei settori dei lavori, forniture e servizi. A seguito dell’entrata in vigore del “Decreto Delrio” (DM 560/2017), noto anche come “Decreto BIM” dal 1°gennaio 2019 che obbliga le stazioni appaltanti ad attrezzarsi gradualmente per seguire le nuove direttive e implementare la metodologia BIM negli appalti pubblici, il Comune di Pesaro sta già lavorando alla sua implementazione per seguire la gestione informativa dei bandi di affidamento dei servizi di progettazione promossi dal comune che richiedono come il BIM come elemento contrattuale della prestazione.

Nel bando per il progetto SPRINT (Spazi Periferici Rigenerati Nuovi Traguardi), ad esempio, che prevede quindici interventi tra via dell’Acquedotto, stazione e cavalcaferrovia, si fa preciso riferimento alla metodologia BIM. Se lo richiede il Comune deve essere quindi in grado di poter dialogare come stazione appaltante con le parti in causa e i diversi professionisti che lavorano alla realizzazione di un’opera.

Per questo motivo il percorso avviato dal Comune di Pesaro è partito prima di tutto con l’acquisto di licenze di software di authoring e corsi specifici tenuti da esperti in materia BIM per lo sviluppo delle competenze necessarie al lavoro di tecnici e operatori. Dal Comune si dicono assolutamente convinti delle potenzialità e dei benefici di questa metodologia per la riduzione dei margini di errori nella progettazione e il maggior controllo della qualità dell’opera in costruzione oltre che per la futura gestione e manutenzione del costruito. Sullo sviluppo futuro del BIM in Italia si possono immaginare prossime deroghe e rimandi dell’entrata in vigore del decreto per consentire anche ai soggetti minori, sia P.A. che liberi professionisti, l’adeguamento normativo.

Per le difficoltà maggiori che la diffusione del BIM può riscontrare sono prima di tutto a livello di filiera, non è facile trovare interlocutori adeguati con cui poter dialogare che abbiamo sviluppato le giuste competenze in materia BIM. Questo ovviamente rallenta tutti i processi. Il “salto” al BIM non è molto diverso da quello visto anni fa verso l’introduzione del CAD; è un percorso ormai avviato che non può essere rallentato, ma cui tutti devono adeguarsi a partire dalle stazioni appaltanti.

 

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Giornalista della redazione di BIMportale, professionista della comunicazione e del marketing per il settore AEC – Architetture Engineering & Construction. Ha lavorato per molti anni nell’editoria B2B dirigendo una delle principali testate specializzate per l’industria delle costruzioni, per la quale è stato autore di numerosi articoli, inchieste e speciali. Durante questa lunga esperienza editoriale ha avuto modo di vivere e monitorare direttamente l’evoluzione del settore e la sua continua trasformazione, lavorando a stretto contatto con i principali protagonisti del mercato: imprese edili, progettisti, committenti, produttori. Su tali premesse nel 2007 ha fondato l’agenzia di comunicazione e marketing Sillabario, che si occupa delle attività di comunicazione e ufficio stampa di importanti marchi industriali del settore delle costruzioni.