Federico Malleni, Bonifica: il mercato si sta muovendo in favore del BIM

Dopo l’università l’Ing. Federico Malleni è subito entrato nel mondo del lavoro sperimentando il BIM e la modellazione tridimensionale. Dal 2015 è entrato a far parte di Bonifica S.p.A., dove nel 2017 ha assunto la carica di BIM Manager.

Quale è stato il suo percorso professionale fino a diventare BIM Manager?
Sicuramente il percorso parte dall’università, durante un convegno “illuminante” del Professor Francesco Ruperto che mi ha introdotto al tema e mi ha spinto ad approfondire i concetti legati alla metodologia BIM: curiosità che è scaturita in un lavoro di tesi sul 4d e 5d Modeling. Era il 2014.
La società di ingegneria SETIN s.r.l., già operante nel campo della progettazione attraverso software orientati al BIM, mi ha assunto appena neolaureato ed ho avuto la prima esperienza come modellatore delle strutture che avrebbero ospitato l’EXPO 2017 di Astana, in Kazakistan.
La mia esperienza nello studio dell’Ing. Daniele è stata molto intensa ma breve; nel 2015 ho iniziato a lavorare presso la società Bonifica SpA come strutturista affinando le mie competenze tecniche. Forte di una grande complicità con il nostro Direttore Tecnico, Ing. Franco Bocchetto, e il Responsabile della progettazione, Ing. Federico Momoni, che volevano introdurre con forza le nuove metodologie di progettazione nell’azienda, si è presto affacciata una nuova responsabilità, quella di implementare i processi aziendali in direzione del BIM. Dal progetto della Sr n.2 Via Cassia, al progetto di 2 km dell’AV/AC Verona-Padova, è stata fatta molta strada e attraverso la continua formazione su nuove piattaforme software, sui concetti di Project Management, sulle normative di riferimento e grazie all’applicazione pratica su progetti reali ho raggiunto la consapevolezza completa di questa nuova metodologia di sviluppo, realizzazione e gestione del progetto di un’opera.

Quali sono le caratteristiche principali della sua figura professionale?
Si esprimono in 3 concetti: sguardo attento all’innovazione, competenze tecniche e capacità di gestione.
L’innovazione è la chiave di lettura: per quanto si parli di processi e della condivisibile importanza, è proprio grazie alle nuove tecnologie che il settore delle costruzioni ha abbracciato il paradigma dell’industria 4.0. Altri concetti saranno disruptive oltre al BIM e si integreranno completamente: la Blockchain e l’Intelligenza Artificiale.
La capacità di gestione è fondamentale: organizzare il flusso delle informazioni, controllare lo scambio di dati, l’integrazione dei modelli e garantire la coerenza informativa fino a rendere l’intero processo progettuale completamente collaborativo rientrano nelle attività di un BIM Manager.
Ultimo, ma non per importanza è il riferimento alle competenze tecniche. In tal senso credo fortemente che un BIM/Project Manager debba essere prima di tutto un valido progettista (e con delle skills importanti nell’utilizzo delle piattaforme software): solo la conoscenza e la visione dei problemi operativi permettono una gestione efficace dell’intero sistema.

Come opera quotidianamente, con quali strumenti e con quali obiettivi?
Quotidianamente mi occupo sia dell’implementazione delle linee guida procedurali, come incipit alle attività progettuali, sia dello sviluppo delle stesse. Oltre alla gestione delle attività di coordinamento dei modelli digitali, mi assicuro che lo sviluppo informativo sia in linea con gli obiettivi progettuali, implemento procedure di scambio dati per ottimizzare l’interoperabilità attraverso il formato IFC, supervisiono il flusso di informazioni nell’Ambiente di Condivisione Dati e nel campo della ricerca e dello sviluppo, realizzo definizioni attraverso la modellazione algoritmica per superare i limiti dei singoli software di modellazione nella progettazione delle infrastrutture di linea.
L’obiettivo principale è portare il BIM, ormai a regime nella nostra realtà aziendale, ad un livello sempre più funzionale alle nuove sfide progettuali che si presentano.

In che modo viene utilizzata la metodologia BIM all’interno del vostro studio?
L’utilizzo della metodologia BIM nella nostra società è orientata ad un unico obiettivo: l’aumento della qualità della progettazione, che può essere vista sia in termini di miglioramento della collaborazione, della condivisione e dei flussi di lavoro sia come implementazione della produzione.

Mi può parlare di un suo progetto, di recente realizzazione, progettato con metodologia BIM?
Bonifica ha recentemente sviluppato un progetto pilota che si può definire, a tutti gli effetti “innovativo”: è stato applicato il BIM ad un’opera infrastrutturale lineare che al suo interno contiene sia caratteristiche fisiche (opere ferroviarie) che caratteristiche tecnologiche avanzate (sistema Alta Velocità).
Questo approfondimento sperimentale, effettuato su un segmento di 2 km sulla tratta AV/AC Verona-Vicenza- Padova (dal km10+725 al km 12+725), risulta emblematico per la quantità di dati rilevanti che abbiamo raccolto, combinato e collegato digitalmente ai modelli delle diverse discipline che definiscono l’infrastruttura.
Se entriamo nel merito dei processi, poi, non ci si è accontentati del semplice possesso di tutte le informazioni inerenti le componenti dell’opera, ma si è provveduto all’implementazione delle attività per ottimizzare la condivisione e la gestione delle stesse.
Tutto è iniziato dalla pianificazione del PdGI e dall’elaborazione, in piattaforme specifiche, dei modelli tridimensionali che rappresentano l’opera nel suo complesso. Fondamentale, è stata la possibilità di aggregare i modelli delle diverse discipline in un ambiente di condivisione dei dati, analizzare le criticità e risolvere già in fase progettuale possibili problemi di realizzabilità dell’opera.
La società, al fine di sperimentare l’impatto del BIM nei processi aziendali e di rendere le nuove metodologie di progettazione uno strumento reale ed efficace di lavoro, ha pianificato una formazione mirata a implementare sia la conoscenza dei software più adatti, ma soprattutto a creare nuove figure di riferimento capaci di gestire i nuovi processi. Grazie ad una squadra di giovani tecnici, preparati e motivati, siamo riusciti a risolvere i limiti dei singoli software di modellazione, riuscendo a definire e correlare la posizione delle parti d’opera al tracciato ferroviario e alla morfologia del terreno, attraverso tecniche avanzate di modellazione algoritmica. Modificando tali parametri si possono facilmente generare diverse soluzioni progettuali. Tutto questo significa quindi diminuzione dei tempi di progettazione, ottimizzando operazioni ripetitive e laboriose.
Rispetto una progettazione tradizionale, la verifica delle interferenze possibile con il BIM permette di diminuire drasticamente le varianti, perché offre la possibilità di risolvere problemi di realizzabilità delle opere a monte della fase di costruzione vera e propria.
Per attuare un processo orientato al BIM è necessario riferirsi a un formato di scambio aperto e neutrale: l’IFC. L’ambiente collaborativo oltre a facilitare la gestione dei processi e dei flussi di lavoro, è stato a tutti gli effetti il database di raccolta finale delle informazioni di progetto.

Quali sono secondo lei le prospettive future del BIM in Italia?
I dati parlano chiaro: nel 2018 siamo finalmente di fronte a quella che può definirsi una “domanda” di mercato. Se, infatti, nel 2017 le gare pubbliche con richiesta di BIM sono state solo 83 (ossia meno del 2% delle gare), nel 2018 si è arrivati a oltre 260, ossia il 300%, che diventa il 500% se ragioniamo in termini di valori delle gare. I numeri fanno ben sperare, lo stato dell’arte effettivo dice che c’è ancora molto da fare: le società di progettazione fanno sicuramente da apripista, ma una svolta reale si avrà quando non solo le imprese, ma soprattutto la committenza pubblica inizierà una profondo cambiamento culturale volto a saper “leggere” un progetto orientato al BIM.

 

 

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Giornalista professionista della redazione di BIMportale, dopo i primi anni a rincorrere notizie di cronaca e attualità ha deciso di fermarsi per seguire più da vicino il mondo dell’architettura e del design. Collabora con diverse testate di questo settore alla ricerca di progetti e realtà da raccontare e descrivere con una particolare attenzione alle idee più innovative approfondendo anche tematiche legante al rispetto dell’ambiente e alle fonti rinnovabili.