COVID 19 – La trasformazione digitale del cantiere: da Opportunità a Necessità per ripartire

Nei giorni del progressivo contenimento dell’evento pandemico COVID 19, ci si interroga sulle misure che dovranno essere adottate dai vari comparti produttivi al fine di far ripartire l’economia, preservando e tutelando la salute degli operatori a vario titolo coinvolti. Il distanziamento sociale, che fin dai primi momenti emergenziali è apparso come misura efficace e che presumibilmente guiderà le prossime azioni di graduale ripresa, ha avuto l’effetto di indurre  nel tessuto produttivo una maggiore consapevolezza di quanto una adozione matura delle tecnologie digitali possa mitigare i tragici effetti di un lock down generalizzato. Anche grazie ai recenti DPCM, termini quali Remote/Smart/Agile Working sono entrati improvvisamente, anche se in maniera non sempre pertinente, nel lessico comune, facendo risaltare da una parte il basso livello di cultura digitale del Paese (registrato da anni di studi e ricerche) ma dall’altro hanno finalmente condotto ad un maggiore sensibilità al tema, che rimarrà in termini di eredità culturale di questo tragico momento storico anche nelle parti più resistenti al cambiamento.

Pure nell’attesa di disposizioni normative specifiche, che regolino la graduale ripresa, appare evidente che ogni attività post-emergenziale sarà fortemente connotata dall’adozione di modelli organizzativi abilitati nella loro operatività, da tecnologie digitali, che possano consentire ad esempio il tracciamento e monitoraggio degli spostamenti di persone, attrezzature e materiali e ridurre il numero di trasporti di cose e persone pur dovendo garantire livelli di servizio e/o di prodotto di livello pre-COVID.

Da questa generale riflessione non può sfuggire come anche il settore costruzioni debba predisporsi ad una revisione delle modalità produttive anche in considerazione degli effetti moltiplicativi sull’economia derivanti da una domanda significativa di spesa in costruzioni e puntare finalmente ad una organizzazione del lavoro finalizzata ad una migliore efficacia ed efficienza nel raggiungimento degli obiettivi attraverso la combinazione di flessibilità, autonomia e collaborazione e puntando sull’ottimizzazione degli strumenti digitali. Tale trasformazione delle organizzazioni di comparto (Committenti, Progettisti, Imprese) consentirebbe infatti, in una fase post emergenziale e di graduale ripresa delle attività, vincolata da probabili restrizioni, di assicurare comunque elevati livelli di conoscenza dell’operatività e di collaboratività tra le parti coinvolte, riducendo anche la necessità di spostamenti non strettamente necessari. Verticalizzando le medesime considerazioni all’ambito del cantiere, appare evidente come una gestione digitale dell’opera non può prescindere da una modellazione informativa dei dati relativi anche ai principali fattori della produzione, manodopera, attrezzature, materiali/componenti, che permetta una pianificazione e monitoraggio in streaming della commessa anche da parte delle autorità competenti, ottimizzando la pianificazione delle fasi di lavoro, le risorse necessarie in termini di personale, aree di stoccaggio e trasporti ecc., migliorando i livelli di safety e la security dei luoghi di lavoro, qualità del prodotto, rispetto dei tempi e di ogni altro obiettivo valutato come particolarmente sensibile.

Le esperienze sinora condotte, nella realizzazione di opere o di piani di interventi a diversi livelli di complessità, ci hanno fatto constatare come solo una transizione verso infrastrutture e servizi cloud possa consentire alle organizzazioni un decisivo cambiamento di paradigma che non sia una nominale o sostanziale realizzazione di modelli tridimensionali ad oggetti (che pure aumentano livelli di coerenza delle informazioni di progetto e/o permettono simulazioni in grado di irrobustire il processo progettuale e realizzativo). Con la Modellazione di risorse riconducibili al così detto CDE (ISO 19650:2018) o ACDat (UNI 11337: 2017) che dire si voglia, si riscontrano i miglioramenti in efficacia ed efficienza dei processi in grado di generare un ritorno sull’investimento dell’organizzazione aziendale. Dei possibili Usi di CDE aziendali abbiamo già scritto riferendoci alla prospettiva della Stazione Appaltante e/o dell’Owner di patrimonio immobiliare   ma se ne vogliono ampliare di seguto gli ambiti come riconducibili ad esempio anche ad organizzazioni che si occupano della esecuzione delle opere (imprese, subesecutori, fornitori ecc.).

Il perseguimento degli obiettivi aziendali e la strutturazione della soluzione digitale a supporto presume, oltre alla revisione del modello organizzativo, anche la selezione di un ambiente di sviluppo, che consentendo l’integrazione con dispositivi  IOT, RFID (ad esempio di rilevamento della presenza e della posizione in cantiere di personale ed attrezzature o dei principali parametri ambientali ecc.), basato su tecnologie che garantiscano robustezza e affidabilità rispetto a diversi criteri tra cui: sicurezza, costo, portabilità su diversi device (PC, tablet, smartphone), interoperabilità e integrabilità con strumenti già in uso alle aziende, possibilità di sviluppare app proprietarie.  I vantaggi nell’adozione di una piattaforma CDE-ACDat per le  imprese di costruzione includerebbero: tracciabilità delle responsabilità delle paternità delle informazioni; riduzione dei tempi e dei costi nella produzione di informazioni coordinate; disponibilità di un verifica della produzione dell’informazione durante e dopo ogni attività di esecuzione  dell’opera; trasparenza informativa anche in tema di disponibilità temporale delle informazioni; comunicazione tra le parti interessate attraverso moduli e interfacce standardizzate; interrogazione e conservazione di dati. Ed ancora. Procedure e tecnologie allineate in un manuale di gestione informativa aziendale consentirebbe allora uno smart working collaborativo di cantiere permettendo tra l’altro:

  • Comunicazione e collaborazione unificata: architettura di sistemi telematici che fa uso di mezzi diversi a seconda delle esigenze. Sono fruiti attraverso un’unica interfaccia comune di sistemi ICT che consente di gestire in maniera coordinata il flusso di informazioni (scritte, audio e video) che circolano dentro e fuori all’azienda.
  • Smart Decisions: – analisi e capacità di indagine su una molteplicità di dati, strutturati (es.  xlm, ifc, json o altri) e non (es e-mail o .pdf); -integrabilità con tutti i sistemi aziendali; -disegno di procedure e workflow per automatizzare i flussi di attività tra i vari reparti interni e verso l’esterno (es. fornitori, committenti, enti, ecc.).
  • Reportistica specifica: per permettere la creazione di report allineati alle continue e diverse esigenze di analisi collegando in maniera dinamica i dati e le informazioni. La rivoluzione più importante di questa tipologia di applicazioni è la possibilità di lavorare direttamente su dati (e non su documenti).

La transizione verso processi di gestione aziendale per il tramite di soluzioni digitali cloud based può quindi efficientare da subito l’organizzazione coinvolta, in termini collaborativi, ma, travalicando la mera trasposizione di processi tradizionali, l’evoluzione di processi di analisi delle informazioni strutturate in dati elementari, consentirebbe, per il mezzo di algoritmi, di migliorare le performance generali dell’azienda. Se da una parte quindi i vantaggi della digitalizzazione di immediato perseguimento possono essere considerati quelli incentrati sul miglioramento delle prestazioni in termini di automazione dei flussi di lavoro, di riduzione di ore/uomo avvalendosi anche di Intelligenza Artificiale, dall’altra va considerato che l’obiettivo a cui tendere sia quello di prevedere e migliorare i processi decisionali da parte  gestori delle piattaforme (CDE Manager) a supporto del management aziendale.  Sistemi di metriche aziendale condivise e che consentano la formazione di un early warning system possono permettere infatti al Project Manager di agire conseguentemente fungendo da risk triggers, finalizzati a minimizzare gli impatti dei rischi relativi ai parametri da esse misurati anche con applicazioni di business intelligence.

Francesco Ruperto è Architetto laureato alla Facoltà di Architettura di Sapienza Università di Roma e Dottore di Ricerca in Rappresentazione e Rilievo dell’Architettura e dell’Ambiente Università “G.D’Annunzio di Chieti-Pescara” , iscritto all’ Ordine degli Architetti di Roma e Provincia. Profilo Linkedin



  • Responsabile del progetto OpenCortina – Ambiente di Condivisione dei Dati delle opere Cortina 2021. Supporto al Commissario straordinario di Governo per applicazione ed utilizzo del metodo e delle tecnologie BIM-building information modeling nella realizzazione degli interventi ricompresi nel Piano degli interventi per il progetto sportivo dei Mondiali di sci Cortina 2021;

  • Coordinatore UNI CT033/SC05/GL05 “Capitolato Informativo” – norma UNI 11337;

  • Responsabile per conto di CITERA – Centro Interdipertimentale Territorio Edilizia Restauro ed Ambiente del progetto di ricerca per l’implementazione del BIM nelle organizzazioni complesse. ENEL Ingegneria e Costruzioni;

  • Coordinatore scientifico del Master BIM Sapienza Università di Roma;

  • Docente del Corso di Laurea di Gestione del Processo Edilizio. Facoltà di Architettura Sapienza Università di Roma;

  • Supporto al RUP per la progettazione e verifica della Pianificazione Informativa del Concessionario Opera Strategica Provincia Autonoma Bolzano;

  • Supporto al RUP per redazione di capitolato informativo, criteri a base di gara, validazione, verifica e coordinamento dei modelli BIM, per Presidenza del Consiglio dei Ministri, Struttura di Missione per gli Anniversari di Interesse Nazionale;

  • Coordinatore Scientifico del Master BIM Facoltà di Architettura Sapienza Università di Roma;

  • Coordinatore Scientifico del Workshop 3D Modeling&BIM organizzato dalla Facoltà di Architettura Sapienza Università di Roma;

  • Ha svolto attività di Ricerca presso Consiglio Nazionale delle Ricerche – Istituto di Tecnologie Applicate ai Beni Culturali ed Istituto Applicazioni per il Calcolo;

  • Ha supportato Stazioni Appaltanti e Amministrazioni Concedenti, quali la Presidenza del Consiglio dei Ministri e la Provincia Autonoma di Bolzano nella definizione delle azioni necessarie alla adozione di metodi e strumenti BIM negli Appalti di progettazione e di esecuzione lavori e nelle Concessioni;