Ambiente di Condivisione dei Dati della Stazione Appaltante. CDE Management per la gestione dell’organizzazione complessa di committenza pubblica (e privata)

Tra gli adempimenti preliminari previsti dal decreto di obbligatorietà dei metodi e strumenti elettronici presso stazioni appaltanti ed amministrazioni concedenti , quello indicato all’art. 4 c. 2 risulta quello che necessita di maggiore metabolizzazione da parte degli Operatori del settore: “I flussi informativi che riguardano la stazione appaltante ed il relativo procedimento si svolgono all’interno di un ambiente di condivisione dei dati, dove avviene la gestione digitale dei processi informativi, esplicitata attraverso un processo di correlazione e di ottimizzazione dei flussi informativi digitalizzati e i processi decisionali che riguardano il singolo procedimento”. L’enunciato della previsione legislativa pone l’accento sulla necessità che, in una ottica di miglioramento delle performance del committente pubblico in termini di economicità, efficienza ed efficacia, principi cardine della azione amministrativa pubblica, si possa ricorrere,  a tecnologie digitali abilitanti di migliori livelli di conoscenza, controllo e monitoraggio delle procedure e dei processi realizzativi delle opere pubbliche. Obiettivi dunque molto ambiziosi il cui raggiungimento però obbliga ad un progressivo ma inevitabile cambio di paradigma l’intero corpo delle organizzazioni pubbliche che si occupano dell’approvvigionamento di opere e servizi ad essi correlabili; una transizione che deve gradualmente riconoscere la propria azione sempre meno fondata su adempimenti documentali e sempre più invece orientata a gestire e monitorare il patrimonio immobiliare e/o infrastrutturale su dati articolati in contenitori informativi. Questa trasformazione digitale  se da una parte consente quindi una ottimizzazione delle risorse pubbliche impone dall’altro una strategia generale finalizzata ad accrescere attendibilità e disponibilità dei dati sulla base di regole preventivamente condivise all’interno dell’organizzazione e contrattualizzate nei rapporti con i fornitori esterni sulle singole procedure. Anche con riferimento alla normativa ISO 19650:2018 in termini di glossario e definizioni si indicano sinteticamente di seguito le principali linee di azione del project management delle opere pubbliche abilitato da tecnologie digitali:

  • Analisi e valutazione dell’organizzazione di committenza verificandone gli obiettivi strategici, le funzioni principali, la pianificazione pluriennale, i vincoli normativi, e legislativi o legati a particolari atti di indirizzo tecnico/amministrativo. Strutturazione della linea decisionale, dei ruoli e delle responsabilità e degli iter approvativi e definizione dei fabbisogni necessari e dei flussi informativi a risposta utili al raggiungimento degli obiettivi;
  • Analisi e valutazione della natura dei cespiti da gestire mediante la definizione degli aspetti gestionali, commerciali e tecnici della produzione di informazioni circa i cespiti. I primi due ambiti definiscono gli standard informativi e i metodi e le procedure di produzione che devono essere implementati. Gli aspetti tecnici definiscono le parti di informazione necessarie al soddisfacimento dei bisogni informativi dell’organizzazione.
  • Analisi e valutazione delle modalità di approvvigionamento di servizi progetti e lavori identificando i requisiti informativi utili al raggiungimento di obiettivi strategici specifici in corrispondenza di ciascuna delle milestone decisionali nelle varie fasi di realizzazione dell’opera;
  • Allineamento dei sistemi di gestione dei processi dell’organizzazione valutata in relazione alla natura dei cespiti e alle modalità di approvvigionamento, mediante attività di audit finalizzata ad individuare carenze informative e a strutturare flussi informativi a risposta basati su dati utili e preferibilmente strutturati in formati aperti interoperabili necessari alla restituzione di indicatori significativi;
  • Definizione di schemi contrattuali che regolino l’azione delle parti in termini di modalità e responsabilità, in ambito digitale, nella catena di fornitura, ed in dipendenza della fase arrivando a strutturare anche metriche di penalità in caso di inadempimenti;
  • Verifica delle tecnologie digitali abilitanti, acquisizione ed implementazione delle stesse, valutando la natura delle opere, la tipologia di progetti, la competenza del personale ed eventualmente strutturando piani formativi coerenti con il ruolo ricoperto nell’organizzazione;
  • Sorveglianza, manutenzione e miglioramento continuo della piattaforma e dell’ambiente di condivisione dei dati nel ciclo di vita delle procedure ed eventuale progresivo sviluppo di algoritmi di intelligenza artificiale utile al miglioramento delle performance dell’organizzazione.

Da quanto sinteticamente esposto risultano dunque evidenti alcune prime considerazioni derivate che di seguito si riassumono:

  • L’Ambiente di Condivisione dei Dati richiamato dal D.M. 560/2017 come anche confermato dalla integrazione alle Linee Guida ANAC n. 1 è una risorsa informativa (Cloud) nella disponibilità della Stazione Appaltante e/o della Amministrazione Coneedente ove la stessa, indipendentemente dai diversi affidatari, gestisce il proprio patrimonio immobiliare ed infrastrutturale in tutte le fasi, con regole preventivamente condivise e contrattualizzate mediante Capitolato Informativo/Piano di Gestione Informativa;
  • L’Ambiente di Condivisione dei Dati diviene il “luogo” di esecuzione del contratto consentendo di monitorare costantemente le performance del gruppo di lavoro interno e/o dei fornitori esterni della stazione Appaltante e/o della Amministrazione Concedente (si veda in proposito anche art. 181 del D.Lgs. 50/2016 e successiva Linea Guida ANAC);
  • L’Ambiente di Condivisione dei Dati riflette gli assetti organizzativi della Stazione Appaltante ed eventualmente ne abilita migliori livelli e su questa deve essere tailorizzato con soluzioni scalari e con costi preventivamente stimati e tarati sugli obiettivi ritenuti strategici.

In conclusione, l’Ambiente di Condivisione dei Dati diviene esso stesso un asset strategico dell’organizzazione in grado di restituire valore in termini di efficienza, efficacia ed economicità (cui si faceva cenno più sopra), in misura tanto maggiore in dipendenza della specificità della soluzione adottata e dalla Visione di medio/lungo periodo in grado di mettere in campo l’apparato tecnico/amministrativo ( e probabilmente politico) della Pubblica Amministrazione, riconoscendone un Valore anche in termini di sostenibilità ambientale (supportando la ottimizzazione delle risorse e riducendo gli sprechi), economica (mitigando il rischio di allungamento di tempi e di sforamento del budget), sociale (potendo abilitare livelli superiori di sicurezza dei cantieri), ed etica (favorendo maggiore trasparenza e riducendo il rischio  moral hazard).

Francesco Ruperto è Architetto laureato alla Facoltà di Architettura di Sapienza Università di Roma e Dottore di Ricerca in Rappresentazione e Rilievo dell’Architettura e dell’Ambiente Università “G.D’Annunzio di Chieti-Pescara” , iscritto all’ Ordine degli Architetti di Roma e Provincia. Profilo Linkedin



  • Responsabile del progetto OpenCortina – Ambiente di Condivisione dei Dati delle opere Cortina 2021. Supporto al Commissario straordinario di Governo per applicazione ed utilizzo del metodo e delle tecnologie BIM-building information modeling nella realizzazione degli interventi ricompresi nel Piano degli interventi per il progetto sportivo dei Mondiali di sci Cortina 2021;

  • Coordinatore UNI CT033/SC05/GL05 “Capitolato Informativo” – norma UNI 11337;

  • Responsabile per conto di CITERA – Centro Interdipertimentale Territorio Edilizia Restauro ed Ambiente del progetto di ricerca per l’implementazione del BIM nelle organizzazioni complesse. ENEL Ingegneria e Costruzioni;

  • Coordinatore scientifico del Master BIM Sapienza Università di Roma;

  • Docente del Corso di Laurea di Gestione del Processo Edilizio. Facoltà di Architettura Sapienza Università di Roma;

  • Supporto al RUP per la progettazione e verifica della Pianificazione Informativa del Concessionario Opera Strategica Provincia Autonoma Bolzano;

  • Supporto al RUP per redazione di capitolato informativo, criteri a base di gara, validazione, verifica e coordinamento dei modelli BIM, per Presidenza del Consiglio dei Ministri, Struttura di Missione per gli Anniversari di Interesse Nazionale;

  • Coordinatore Scientifico del Master BIM Facoltà di Architettura Sapienza Università di Roma;

  • Coordinatore Scientifico del Workshop 3D Modeling&BIM organizzato dalla Facoltà di Architettura Sapienza Università di Roma;

  • Ha svolto attività di Ricerca presso Consiglio Nazionale delle Ricerche – Istituto di Tecnologie Applicate ai Beni Culturali ed Istituto Applicazioni per il Calcolo;

  • Ha supportato Stazioni Appaltanti e Amministrazioni Concedenti, quali la Presidenza del Consiglio dei Ministri e la Provincia Autonoma di Bolzano nella definizione delle azioni necessarie alla adozione di metodi e strumenti BIM negli Appalti di progettazione e di esecuzione lavori e nelle Concessioni;