Cristina Greco: il BIM può accrescere il grado di attrazione del capitale dall’estero

L’arch. Cristina Greco dopo la laurea in Architettura all’Università La Sapienza di Roma e diverse esperienze di progettazione nel nostro Paese oggi lavora soprattutto tra Svizzera e Germana.

Quale è stato il suo percorso professionale che l’ha portata al BIM?
Agli inizia della mia carriera professionale ho lavorato per un’impresa romana privata operante nel design and Build e qui avevamo la necessità di progettare congiuntamente ai costi negli scenari „what if” nel settore residenziale. Questa esperienza grazie alla sua piccola scala operativa mi ha permesso di valorizzare l’interoperabilità degli strumenti nelle diverse fasi coinvolte, dalla progettazione, alla manutenzione, alla vendita, con un’elevata attenzione all’utente finale: il tutto in un ambiente con un alto “grado di sicurezza psicologica” (cfr. Alison Kuhn di “triple C change”). La collaborazione richiesta nella progettazione ospedaliera in ambito digitale (e non) è stata poi causa ed effetto del continuo sviluppo di capacità professionali legate alle sintesi di processo, metodo e di progetto.

Quali sono le principali caratteristiche della sua figura professionale?
Le “hard skills” richieste nella filiera sono infinite, e tutti sappiamo che l’information management subisce la continua accelerazione indotta dalla spinta tecnologica, dalla ricerca e dal mercato. La flessibilità al cambiamento, lo spirito di ricerca e collaborazione professionale sono i principali tratti; l’ambiente e i colleghi che ho incontrato e con cui lavoro mi hanno insegnato molto. Sono le conoscenze e le idee che le persone apportano che aggiungono davvero valore. La responsabilità come architetto legata alla sostenibilità finanziaria, ambientale e sociale nel lungo termine è per me l’ambito di maggiore passione.

Quali vantaggi secondo lei porta il BIM alla progettazione?
La collaborazione e la snellezza procedurale sono obiettivi da ricercare al massimo in ogni fase, non solo nella progettazione, ma anche in ambito operativo. È importante collegare il progetto prima possibile al suo utilizzo futuro coinvolgendo tutti gli stakeholder interessati sia nella fase costruttiva che in quella di facility, fino al riutilizzo, alla rifabbricazione ed eventualmente al riciclo dei prodotti.

Come si lavora in BIM all’interno della sua realtà aziendale?
Attualmente gli strumenti collaborativi rivestono un’importanza strategica. Molteplici piattaforme e articolati strumenti di information management, tempi molto precisi per i data drops garantiranno l’efficienza e la precisione delle informazioni nel modello, ad oggi finalizzato alle varie autorizzazioni degli enti coinvolti. È molto interessante lavorare con enti terzi preposti alla qualità del processo nelle diverse fasiEd ancora una volta sono testimone di quanto sia fondamentale che il Committente sia coinvolto e consapevole dei benefici e dei risultati attesi in ogni fase del processo.

Può raccontarci qualche progetto su cui sta lavorando?
Tra Svizzera e Germania sto attualmente seguendo un interessantissimo progetto di un ospedale con una forte visibilità e un alto grado di specializzazione. Sto poi finalizzando una modellazione as built di un edificio per uffici a Milano per un grande asset italiano.

Quali sono secondo lei le prospettive future del BIM in Italia?
Il mio sogno e il mio auspicio è che venga presto realizzata una grande piattaforma di gestione degli immobili che lavorano in ambito di partenariato pubblico privato, il cui progetto era stato già sviluppato con Anafyo (Creating Value hub) per accrescere il grado di attrazione di capitale dall’estero, lavorando sul ritorno dell’investimento. In tale modo il patrimonio del nostro paese, unico al mondo per le sue valenze storiche e artistiche, potrebbe incontrare in modo innovativo gli investitori internazionali, giustamente spaventati dal grado di burocrazia e dalla mancanza di trasparenza, in un ambiente altamente collaborativo con responsabilità pubbliche totalmente integrate nella progettazione, fino alla gestione ed oltre.

 

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Giornalista professionista della redazione di BIMportale, dopo i primi anni a rincorrere notizie di cronaca e attualità ha deciso di fermarsi per seguire più da vicino il mondo dell’architettura e del design. Collabora con diverse testate di questo settore alla ricerca di progetti e nuove iniziative da raccontare e descrivere con una particolare attenzione alle idee più innovative approfondendo anche tematiche legante al rispetto dell’ambiente e alle fonti rinnovabili.