Daniel Hurtubise: la creatività è parte fondamentale del BIM

Abbiamo intervistato Daniel Hurtubise grande esperto di BIM e grande esperto di Revit che è stato BIM Manager di RPBW a Parigi e oggi è BIM Manager di Data | Shapes.  A lui, che è un grande esperto di Revit, abbiamo chiesto il suo punto di vista sul BIM e  sulla digitalizzazione dei processi nel mondo delle costruzioni.

Che cosa l’ha portata al BIM?
L’anno era il 1999 quando ho conosciuto per la prima volta il disegno parametrico applicato all’architettura. Nessuno allora parlava ancora di BIM ma eravamo tutti molto esaltati dalla possibilità di non dover ridisegnare la stessa cosa tre volte. Questo software che si è evoluto nel tempo è oggi conosciuto de facto come lo strumento BIM per eccelelnza: Autodesk Revit.

Quali sono le principali caratteristiche che un BIM Guru deve avere?
In assoluto la prima cosa che un BIM Manager deve avere è esperienza nel settore delle costruzioni. Non c’è nessuna possibilità che tu possa essere un efficiente BIM Manager se hai semplicemente seguito un corso. È fondamentale comprendere il lavoro e le esigenze di tutti prima di poter applicare qualsiasi processo e software. Il BIM è un processo e questo non vuol dire che se anche conosci tutti gli strumenti necessari tu possa in grado davvero di gestirlo in maniera completa. Questo vuol dir, ad esempio, che bisogna imparare come un ingegnere strutturista lavora anche se sei un architetto altrimenti è difficile poter essere un buon BIM Manager. In più devi mettere in pratica queste conoscenze utilizzando diverse tecnologie che devono essere a loro volta coordinate per poter farle interagire tra loro. Non è un compito facile e per riassumere devi avere esperienza sul campo nella progettazione e nella costruzione devi essere resiliente, curioso e in qualche modo un po’ geek e appassionato delle nuove tecnologie.

Quali sono i benefici dell’utilizzo del BIM nel suo lavoro?
Lasci che sia io a farle una domanda come si può pensare di costruire qualcosa al giorno d’oggi senza questo processo? La collaborazione è il cuore centrale di qualsiasi nuovo progetto e questo è stato tradotto con la parola BIM: essere in grado di vedere, predire, reagire e quindi costruire in un modo migliore è la cosa più emozionante che si possa sperimentare.

Come potrebbe spiegare il suo ruolo come BIM Manager di Data | Shapes?
Il mio ruolo copre così tanti ambiti, ma sicuramente posso dire che la mia routine quotidiana consiste nel formare sia chi approccia per la prima volta il BIM sia professionisti già competenti, definisco poi i workflow per diversi compiti e progetti, mi incontro con i clienti e soprattutto mi prendo cura cura di una amorevole moglie e due bambine. Devo dire che è un lavoro molto soddisfacente aiutare le persone a realizzare progetti complessi e vedere fin dove riescono a spingersi e quando diventano sempre più sicuri e fiduciosi delle loro capacità.

Quanto è importante per lei creare una cultura dell’innovazione?
L’innovazione è la chiave per essere sempre competitivi quando le persone cominciano a parlare di realtà virtuale bisogna già essere in grado di muoversi nella direzione dalla realtà aumentata. È anche un fantastico strumento per mantenere le persone contente del loro lavoro. Detto questo creare questa cultura dell’innovazione all’interno dei processi organizzativi di un cliente non è un impresa facile. È un continuo impegno tra coloro che sono favorevoli e quelli che non lo sono per niente.

Il BIM funziona davvero?
Si funziona, ma richiede un po’ di sforzo non si può pensare che funzioni immediatamente come premendo un pulsante. Più ci metti impegno più ottieni vantaggi migliori. Se ti aspetti che un progetto BIM possa vivere la sua vita da solo quel progetto è destinato a fallire. La fase di progettazione è in generale la fase più semplice dove è possibile implementare il BIM perché devi confrontanti con meno attori. Più il progetto cresce più crescono le entità cui ti devi rivolgere e confrontarti e ognuno di loro ha le proprie necessità e richieste. È qui che il coinvolgimento del cliente è fondamentale perché funzioni. È molto importante educare il cliente molto presto nel processo in modo che possa essere un attore di tale processo ed essere coinvolto appieno nell’ottenere tutti i benefici possibili.

Per qualcuno l’approccio BIM al progetto può uccidere la creatività lei cosa ne pensa?
È divertente (o forse no!) quante volte ho sentito questa affermazione. Tristemente non potrebbe essere più lontana dalla realtà. Il BIM è solo un processo un modo per fare le cose, la creatività è una parte fondamentale del BIM non è staccata dal processo. Il BIM permette in più che ci si possa concentrare su tutte le problematiche che possono sorgere nella progettazione. Anche la tecnologia è un fattore abilitante basti pensare a qualcosa di semplice come la programmazione visuale questo semplice strumento ti permette di passare più tempo su un progetto come non era mai stato possibile. Ci sono ovviamente degli sforzi che bisogna fare per imparare ad utilizzare bene questi strumenti ma poi sono assolutamente preziosi per il processo.

Mi può raccontare qualche suo importante progetto realizzato in BIM?
La lista dei progetti in cui sono fiero di aver partecipato è veramente lunga. Ho vissuto e lavorato in progetti letteralmente in ogni parte del mondo. Penso che il progetto della Columbia University di New York realizzato con RPBW (Renzo Piano Building Workshop) è entrato di diritto in cima alla mia lista visto che è durato tanto tempo. Ma ne ho anche qualcuno nuovo che è tra i miei favoriti come la torre di Montparnasse realizzata con Nouvelle AOM che posso vedere tutti i giorni dalla finestra del mio soggiorno.

Che cosa ne pensa del future del mondo delle costruzioni?
Io penso sarà luminoso molto luminoso. Le persone si stanno aprendo sempre di più, le tecnologie stanno rendendo il processo sempre migliore e il mondo sta diventando più piccolo ogni giorno.

 

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Giornalista professionista della redazione di BIMportale, dopo i primi anni a rincorrere notizie di cronaca e attualità ha deciso di fermarsi per seguire più da vicino il mondo dell’architettura e del design. Collabora con diverse testate di questo settore alla ricerca di progetti e nuove iniziative da raccontare e descrivere con una particolare attenzione alle idee più innovative approfondendo anche tematiche legante al rispetto dell’ambiente e alle fonti rinnovabili.