DBA Pro: ingegneria intelligente per gestire le infrastrutture

DBA Pro. è una società operativa di DBA Group ed eroga servizi di “Ingegneria Intelligente” a supporto della “Gestione del Ciclo di Vita di Infrastrutture” singole o a rete: progetta infrastrutture fisiche e sviluppa piattaforme telematiche in grado di dialogare in real time con i loro gestori e utenti. BIMportale ha intervistato Stefano De Bettin, CEO di DBA Pro. S.p.A.

Stefano De Bettin, CEO di DBA PRO. S.p.A

Può tracciare un breve profilo della società?
DBA Pro. offre servizi di architettura e ingegneria, di project management office e ICT nei seguenti settori: media e telecomunicazioni, alternative fuel & oil, trasporto e logistica, energy, utilities e building. Il Gruppo DBA nasce nel 1991, per iniziativa di noi fratelli De Bettin, oggi conta oltre 600 risorse, 20 sedi tra Italia ed estero e un fatturato di 73 milioni di euro.

Come avete approcciato il tema BIM e come lo avete implementato nella vostra realtà?
Dal 2005 l’approccio dell’azienda nell’erogazione dei servizi si è basato sui principi fondanti del Project Management di matrice anglosassone e ciò ha consentito una gestione efficiente ed efficace dei processi. Dal 2015 l’evoluzione verso la trasformazione digitale e la metodologia BIM è stata, quindi, certamente più semplice. Sono stati avviati dapprima dei corsi di formazione interni, poi le nostre risorse sono state formate in maniera più strutturata e sono state conseguite le necessarie competenze e certificazioni. Progressivamente, con la maggiore divulgazione e diffusione dei concetti BIM, abbiamo partecipato attivamente a tavoli di lavoro tecnici nazionali (UNI 11337) e internazionali, essendo convinti dell’effettiva necessità della divulgazione dell’Open BIM. Dal 2018 siamo membri di BSI International, attraverso il quale contribuiamo con il nostro know how negli approfondimenti connessi alle “Rooms Infrastructure & Regulatory”.

Come operate per assistere i vostri clienti nella conoscenza e implementazione del BIM?
L’utilizzo della metodologia BIM viene proposta sin dalla fase di ideazione del progetto e applicata alle successive fasi di progettazione e direzione lavori in ambito buildings (BIM Verticale) e infrastrutturale (BIM Orizzontale) e in tutte le nostre Business Unit di divisione interna.
Grazie al nostro settore “Innovation” abbiamo approfondito e testato sul campo anche altre tematiche connesse al BIM, quali l’IoT, il Digital Twin, la Virtual & Augmented Reality.

Copertura edificio – impianto fotovoltaico, impianti CDZ e Gruppi elettrogeni

Riteniamo che “il mondo BIM” sia in continua evoluzione, ma che sia necessario approfondire le tematiche connesse con l’interoperabilità nelle fasi successive allo sviluppo dei modelli 3D e adottare software e soluzioni digitali specifiche per la gestione evoluta dell’asset (singoli o multi site-rete).

Quanto è importante secondo voi per una società del mondo delle costruzioni, dell’architettura e dell’ingegneria implementare il BIM?
Consideriamo l’implementazione del BIM importante per molteplici fattori. Innanzitutto, crediamo che non debba essere implementato solo perché il mercato si stia muovendo in quella direzione. La metodologia BIM è, infatti, un valido strumento sia per ottimizzare i processi e le attività di progettazione interne all’azienda, sia per aumentare la qualità del progetto sviluppato per il cliente.
La scelta di implementazione del BIM permette di adeguare il livello qualitativo e di controllo della delivery di progetto su tutta la filiera di sviluppo progettuale. Attualmente in DBA Pro. stiamo estendendo l’implementazione a tutte le nostre Business Unit operative e la certificazione BIM conseguita è un’ulteriore dimostrazione degli obiettivi raggiunti in termini di ottimizzazione dei processi.

Quali sono le vostre tipologie di clienti in ambito BIM? Avete avuto richieste anche dalla committenza pubblica?
Attualmente le tipologie di clienti vedono la presenza di grandi gestori immobiliari, di operatori in ambito infrastrutturale (autostradale e distributori di energia), di operatori in ambito di telecomunicazioni mobile e fissa per interventi singoli o a rete. Rispetto al 2017, momento di divulgazione della norma UNI 11137, la tipologia di clienti è diventata sempre più disomogenea, andando di fatto a coprire progressivamente sempre più settori o

Spaccato 3D dal modello BIM – Data Center

interventi.
Per quanto riguarda la committenza pubblica, partecipiamo a numerosi bandi che richiedono l’applicazione della metodologia BIM. Attualmente abbiamo all’attivo due interventi in ambito scolastico (area Regione Veneto) e un intervento infrastrutturale per i lavori di Cortina 2021, Direzione lavori e CSE.

Può raccontarci un progetto recente che è esemplare del vostro percorso nell’implementazione del BIM?
Uno degli ultimi progetti sviluppati con metodologia BIM riguarda il Data Center della Regione Veneto. Nel caso specifico abbiamo sviluppato il progetto per la fase definitiva ed esecutiva con un LOD di sviluppo pari al D secondo la scala italiana (350 secondo scala USA) andando a coprire, oltre alla modellazione, gli ambiti del 5D relativo al QTO e cost estimation e del 4D relativo alla programmazione delle opere per la fase di esecuzione.
L’implementazione ha coinvolto tutti i dipartimenti specialistici dell’azienda (opere civili e strutturali, opere impiantistiche, sicurezza, acustica ed efficienza energetica, prevenzione incendi). L’adozione del BIM non è stata richiesta espressamente da parte del committente, ma è stata uno degli elementi vincenti della nostra offerta. Il progetto è stato sviluppato secondo le nostre specifiche BIM interne, garantendo quindi la copertura delle richieste contrattuali e il raggiungimento di tutti gli obiettivi richiesti dal cliente.
È stato di fondamentale importanza il coinvolgimento tempestivo del committente (pubblico), in tutte le fasi, ma in particolare in quelle propedeutiche all’avvio del servizio. Abbiamo messo a disposizione il nostro know-how nell’ottica di diffusione dei concetti BIM.

Qual è secondo voi lo scenario BIM in Italia? Quali prospettive, quali sviluppi?
A oggi l’adozione dei modelli BIM, ma più in generale la digital transformation di tutta la filiera connessa con lo sviluppo e l’evoluzione del “Progetto”, ritengo non abbia ancora raggiunto la maturità attesa e sperata.

Modello BIM MEP – Distribuzione impianti

Il decreto Baratono che, per gli ambiti pubblici, ha fissato degli step di implementazione obbligatoria del BIM fino al 2025, è innovativo e sicuramente ci guiderà verso la digitalizzazione del Paese. Per il momento, però, nella nostra esperienza è il settore privato il veicolo di mercato principale attraverso il quale si sta assistendo a una diffusione più capillare del BIM Verticale e del BIM Orizzontale.
Al momento, per le aree di competenza di DBA Pro., il 90% dei clienti che richiede specificatamente implementazione BIM è di natura privata. Ritengo che uno degli elementi utili ad accelerare la trasformazione sia da ricercare nell’evoluzione dei rapporti cliente/fornitore verso una fidelizzazione di lungo termine (tipica per esempio degli Accordi Quadro) e con operatori strutturati che possano mettere in campo innovazione e competenze multidisciplinari. Questi sono solo alcuni degli elementi necessari per “risolvere” in modo semplice ed efficace le sfide più complesse.

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Giornalista professionista della redazione di BIMportale, lavora da molti anni nell’editoria B2B per la stampa tecnica e specializzata. Ha scritto a lungo di tecnologia, business e innovazione. Oggi orienta la sua professione nel campo delle tecnologie applicate alla progettazione architettonica e all’imprenditoria delle costruzioni.