Deleo, il BIM per una visione sull’intero ciclo di vita dell’opera

Deleo lavora nel settore dell’edilizia da cinquant’anni, quando Gino Deleo fondò l’impresa di famiglia nel 1968. Da allora, l’azienda è cresciuta ed è passata ai figli, garantendo per mezzo secolo competenza e qualità nel mondo dell’edilizia, degli impianti tecnologici e della progettazione. Abbiamo intervistato Giovanni Deleo, Amministratore Unico di Deleo srl.

Può tracciare un breve profilo dell’impresa?
Deleos Srl è una realtà aziendale con oltre cinquant’anni di esperienza nel settore della costruzione e progettazione di abitazioni, uffici, infrastrutture civili e impianti tecnologici per gli edifici e le infrastrutture. Vanta competenze, oltre che nel settore delle costruzioni civili e industriali, anche nella realizzazione di impianti tecnologici e sistemi di telecomunicazioni. Da anni siamo partner di grandi gruppi nazionali e internazionali del settore telecomunicazioni per la realizzazione della componente opere civili e impiantistica a supporto dei sistemi TLC/energia sull’intero territorio nazionale. Recentemente abbiamo implementato anche una divisione che si occupa del restauro e consolidamento di immobili andando così a completare la nostra capacità di offrire servizi integrati nell’ambito del processo di costruzione e mantenimento del valore degli edifici. Deleo srl, nel continuo processo di sviluppo e crescita, sta implementando nell’organizzazione dei processi aziendali la metodologia BIM, ottenendo recentemente anche il riconoscimento dalla Regione Lombardia ove siamo risultati assegnatari con Politecnico di Milano e con i componenti della nostra rete di imprese Bi-Smart di uno dei progetti nell’ambito del programma regionale Smart Living. Siamo particolarmente soddisfatti di essere tra gli undici finalisti del premio “Essere avanti” dedicato alla memoria di Claudio De Albertis, siamo stati selezionati per aver introdotto tecnologie BIM con una visione sul ciclo di vita dell’intera opera, integrate in un intervento di elevata complessità per l’ampliamento di una base NATO.

Anche il mondo delle costruzioni è entrato nel processo di “trasformazione digitale” comune a tutto il mondo. Come state affrontando questa “rivoluzione”?
Il settore delle costruzioni è forse quello che storicamente più di altri sconta una notevolissima resistenza al cambiamento. Nonostante ciò, già da qualche anno la prorompente velocità delle trasformazioni che coinvolgono la società, trainate da una rapidissima evoluzione tecnologica, ha introdotto numerose innovazioni che in tanti nel nostro settore stanno adottando. In Deleo siamo molto attenti a queste rapide trasformazioni, parte dei nostri processi aziendali sono digitalizzati da tempo, altri, quelli più inerenti la produzione, lo stanno per essere, per farci trovare pronti quando anche tra committenti e professionisti si sarà diffusa la giusta sensibilità all’argomento.

In tema di digitalizzazione, il BIM è la “rivoluzione” forse più drastica. Come avete approcciato il tema BIM e come lo avete implementato nella vostra realtà?
È vero, il BIM è per il settore una rivoluzione molto più drastica di quella che può essere stata circa 30 anni fa l’introduzione del CAD nelle aziende edili e negli studi di progettazione. Tra gli innumerevoli motivi per cui il BIM è rivoluzionario mi piace segnalare e porre l’attenzione su come sia imprescindibile per il BIM condividere scelte e decisioni tra i diversi attori del processo edile e come, fino a oggi, paradossalmente gli stakeholders del processo di produzione edile (dall’ideazione alla realizzazione e gestione dell’opera) abbiamo operato con uno scarsissimo grado di collaborazione. In azienda abbiamo cercato di far comprendere e diffondere proprio lo spirito di collaborazione e di condivisione che deve accompagnare il progetto e la successiva produzione in BIM.

Avete riorganizzato l’organico inserendo personale appositamente formato per il BIM? Ci sono professionalità certificate ai sensi della UNI 11337?
Dall’analisi compiuta all’inizio del processo di implementazione del BIM è apparso chiaro sin da subito come l’impatto della metodologia BIM in azienda vada ben oltre l’acquisto di un software e di come sia necessario procedere verso l’integrazione nell’organico aziendale di nuove figure professionali (generalmente giovani) da affiancare alle persone già presenti in azienda caratterizzate da una buon grado di esperienza nella gestione di commesse “no BIM”, da formare secondo le metodologie della modellazione e dalla digitalizzazione spinta di tutti i processi.

Quali vantaggi ritenete possa apportare il BIM alla gestione di commessa e alla qualità in generale del vostro lavoro?
Abbiamo individuato nella modellazione delle fasi di cantiere, nella programmazione visuale delle fasi, nella determinazione delle quantità direttamente dal modello le principali opportunità di miglioramento dell’organizzazione delle attività di cantiere, ci aspettiamo da questa ottimizzazione una riduzione degli errori e degli sprechi di materiali.

Come cambia il rapporto con il progettista dovendo gestire un progetto BIM? Lo scambio di dati e la collaborazione è una realtà o ci sono delle criticità ancora da superare?
Le criticità sono ancora tante, la ricerca del partner giusto con cui condividere una diversa visione di sviluppo della propria attività si scontra ancora oggi con resistenze e prese di posizione delle varie categorie di professionisti e di imprese

Quali progetti significativi avete già realizzato in BIM?
Il progetto più significativo che abbiamo realizzato in BIM è la modellazione della Base NATO F14 di Lughezzano (VR) che abbiamo ampliato e ammodernato nel 2018. L’intervento si è distinto anche per il fatto che al modello BIM, arricchito dei dati raccolti durante l’esecuzione, è stato affiancato e integrato un sistema per la gestione delle infrastrutture edili e impiantistiche. In pratica si è realizzato il modello virtuale della base aderente al modello fisico realizzato, su cui sono state fatte confluire tutte le informazioni utili alla fase di gestione e di manutenzione dell’opera. Grazie all’implementazione di specifici software, le attività di registrazione delle attività di manutenzione e l’aggiornamento del modello sono automatizzate, garantendo al Committente innumerevoli vantaggi (riduzione dei costi durante tutto il ciclo di vita dell’edificio, riduzione degli errori in fase di gestione dei processi di manutenzione, miglior condivisione delle informazioni e dei dati in possesso, l’adozione di tecniche di manutenzione predittiva). Con questo progetto abbiamo partecipato al premio “Essere avanti” dedicato alla memoria di Claudio De Albertis e siamo stati selezionati tra gli undici finalisti. Recentemente con i nostri partner della rete B-Smart ci siamo aggiudicati il concorso “Reinventing Cities” a Milano sull’area di Viale Andrea Doria; insieme al gruppo di progettisti, stiamo partendo per la progettazione in BIM.

Il BIM negli appalti di lavoro pubblici, che gradualmente è introdotto, può essere un elemento di maggiore trasparenza e di reale competitività nelle gare?
Sicuramente le tempistiche di implementazione del BIM negli appalti pubblici introdotte dal “decreto Baratono” sono sfidanti sia per la Pubblica Amministrazione che deve per tempo organizzarsi e formarsi sia per le aziende, che se sapranno anticipare i tempi potranno godere di un reale vantaggio competitivo sul mercato.

E la committenza privata è sensibile alla novità BIM?
Dipende dalla dimensione della Committenza: i grandi gruppi privati già si stanno organizzando e muovendo per progettare e realizzare secondo la metodologia BIM, i piccoli committenti secondo noi dovrebbero essere introdotti al BIM dal loro professionista di fiducia; dobbiamo attendere che tra geometri, architetti e ingegneri si diffonda l’uso delle tecnologie BIM per assistere ad una diffusione capillare nel mercato di progetti ed edifici nativi digitali.

Qual è secondo voi lo scenario BIM in Italia? Quali prospettive, quali sviluppi?
A nostro modo di vedere il BIM rappresenta per tutte le componenti del settore edile una opportunità da cogliere. Dopo anni di crisi, in cui molte imprese sono scomparse, il mercato si sta riprendendo ma sta seguendo logiche differenti rispetto al passato, logiche che prevedono per professionisti ed imprese uno sforzo per anticipare nuove tendenze e metodologie. L’impegno che l’introduzione del BIM in azienda richiede è notevole forse più in termini temporali che economici, partire per tempo e darsi anche il tempo per fare i necessari errori riteniamo sia la chiave per arrivare preparati e non rischiare di morire per selezione del mercato.

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Giornalista professionista della redazione di BIMportale, lavora da molti anni nell’editoria B2B per la stampa tecnica e specializzata. Ha scritto a lungo di tecnologia, business e innovazione. Oggi orienta la sua professione nel campo delle tecnologie applicate alla progettazione architettonica e all’imprenditoria delle costruzioni.