Ristrutturazione BIM per la sede del Financial Times a Londra

Acclamato come un importante esempio di architettura del ventesimo secolo, il palazzo londinese Bracken House racconta una storia di cambiamento degli stili architettonici e mostra come un restauro del XXI secolo in BIM possa dare nuova vita a un vecchio edificio storico. Lo studio John Robertson Architects (JRA) è stato incaricato di ristrutturare l’edificio, migliorando i progetti dei precedenti architetti. Ora la ristrutturazione è stata completata e il Financial Times è “tornato a casa” dopo un’assenza di 30 anni dall’edificio.

Allo studio JRA è stato affidato l’incarico di adeguare l’edificio agli standard attuali, lavorando a stretto contatto con la società di ingegneria Arup per revisionare la parte strutturale. L’intero progetto è stato seguito in BIM sin dall’inizio, sia durante la ristrutturazione che successivamente per la gestione delle strutture.  Come strumento di authoring è stato utilizzato ARCHICAD.
Bracken House (dalle dimensioni significative di 26.000 m2) è stato il primo progetto di ristrutturazione che JRA ha portato al BIM Level 2. Interagire con l’edificio esistente, con le sue stranezze e restrizioni dimensionali, e poi tradurlo in un modello BIM, ha rappresentato una sfida significativa per il team. Fin dall’inizio, il modello BIM ha fornito a JRA uno strumento visivo per facilitare la comunicazione con il cliente e il team di progetto. Questo è stato utile per favorire la comunicazione con le parti interessate e per ottenere successivamente l’autorizzazione a procedere.

Situato nel cuore della città di Londra, con vista sulla Cattedrale St Paul, l’edificio Bracken House fu costruito da Sir Albert Richardson nel 1959 come quartier generale e stamperia del Financial Times. Ma a metà degli anni ’80 aveva bisogno di un rinnovamento. Gli uffici del quotidiano si trasferirono e l’edificio fu venduto alla Obayashi Corporation. Nel 1987 è diventato un “Monumento classificato”, ovvero riconosciuto dal Regno Unito come di elevato interesse e protetto per il suo valore architettonico e storico, diventando il primo edificio del dopoguerra in Inghilterra a ricevere questo status. A seguito della classificazione, l’architetto Michael Hopkins ne ha curato il restyling ed è stato deciso di demolire e sostituire la parte centrale dell’edificio che un tempo ospitava le macchine da stampa del Financial Times, mantenendo le due ali esterne di roccia arenaria rosa. Nel corpo centrale, Hopkins inserì tra il 1988 e il 1992 un elegante blocco di vetro e acciaio tra le due ali. Ed è così che l’edificio è arrivato ai giorni nostri.

L’intervento di riqualificazione, da poco concluso, ha previsto l’installazione della ventilazione meccanica e la modernizzazione dell’impianto situato nel seminterrato dell’edificio, all’avanguardia in termini di consumo di energia, luce e requisiti di spazio. I locali degli uffici sono stati ristrutturati per soddisfare i più elevati standard degli impiegati nella City e sono stati dotati di un’illuminazione a LED all’avanguardia e di sistemi di climatizzazione ad alta efficienza energetica. Sul tetto dell’edificio è stato creato un grande terrazzo, progettato rispettando i vincoli architettonici imposti dalla vicinanza con la storica Cattedrale St Paul. Uno degli interventi principali è stato quello di unire l’atrio centrale alle due ali che erano state precedentemente isolate dal resto dell’edificio. La soluzione di JRA era quella di creare una sala d’ingresso allargata e due cortili interni. Questi cortili hanno richiesto anche l’approvazione da parte della City of London Corporation. Il tetto dell’atrio è stato modificato, aumentando notevolmente la quantità di luce naturale che raggiunge l’atrio centrale.
“Il tetto dell’atrio in blocchi di vetro era una delle caratteristiche principali dell’edificio originale. Abbiamo esaminato diverse opzioni per portare più luce nell’edificio. Abbiamo modellato ciascuna iterazione in ARCHICAD e consegnato i dettagli ad Arup, che ha svolto studi dettagliati. La realizzazione delle parti centrali del tetto dell’atrio con vetri trasparenti, ha aumentato la quantità di luce naturale nell’atrio del 150%” ha spiegato Zemien Lee, project director a JRA.

Un primo rilievo della nuvola di punti è stato utilizzato per disegnare il modello 3D dell’edificio esistente, creato in arcARCHICAD. Successivamente, gli elementi 3D esistenti sono stati mantenuti, adattati o rimossi utilizzando ARCHICAD, che ha consentito di eliminare tutto quello che sarebbe stato demolito. Durante la fase di progettazione, il software BIM di casa GRAPHISOFT ha consentito di presentare le nostre proposte di progettazione alla committenza. Il modello BIM è stato poi prezioso per favorire la comunicazione tra l’ingegnere strutturale e MEP, l’appaltatore principale e i subappaltatori e tra i team di architetti.

Sonia Brims, architetto a JRA, ha spiegato: “Abbiamo scambiato informazioni con gli ingegneri MEP, ingegneri strutturali e appaltatori tramite IFC e abbiamo usato Solibri per creare il modello federato. Dopo il processo BIM di livello 2, abbiamo avuto incontri una volta alla settimana per esaminare tutte le incongruenze rilevate. Ciò ha ridotto significativamente il numero di problemi che abbiamo dovuto affrontare sul posto. Inoltre, ArchiCAD ci ha permesso di produrre pianificazioni 2D e 3D molto rapidamente”.

Il risultato di questa delicata ristrutturazione è quindi un equilibrio perfetto tra conservazione e progressione – preservando le qualità dei disegni originali Richardson e Hopkins ma migliorando l’edificio per i suoi inquilini moderni.

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Lavoro nel settore della comunicazione b2b da alcuni anni sia per testate giornalistiche che agenzie di comunicazione. Focus della mia attività è il confronto quotidiano con le nuove modalità di gestione ed elaborazione delle informazioni, le nuove tecnologie digitali, le trasformazioni in corso nelle professioni e nell’industria.