Ernesto Sacco, ANAS: Il BIM porta al dialogo e alla collaborazione

Il DecretoBIM dispone l’obbligo di questa metodologia negli appalti pubblici con importi superiori a 100 milioni di Euro dall’1 gennaio 2019, per poi abbassare l’importo di anno in anno fino a zero nel 2025. Visto l’ordine di grandezza, saranno proprio le infrastrutture le prime che verranno coinvolte per questo abbiamo voluto intervistare Ernesto Sacco, Responsabile Processo BIM di Anas del Coordinamento Progettazione.

Qual è l’importanza del Decreto 560/2017 (denominato BIM) nel mondo degli appalti e delle committenze pubbliche?
Con l’entrata in vigore del Decreto, il Legislatore pone al centro dello sviluppo dell’uso della metodologia BIM le committenze pubbliche. Si tratta quindi di un passaggio determinante per l’effettiva implementazione del BIM. Tale scelta da un lato consente di capitalizzare i risparmi e i vantaggi promessi dal metodo, che con l’uso intensivo da parte delle Stazioni Appaltanti Pubbliche potranno essere misurati e resi strutturali per il settore delle costruzioni, dall’altro contribuisce in maniera significativa alla digitalizzazione del processo di progettazione, costruzione e gestione delle opere, della cui necessità e benefici oggi nessuno può dubitare.

Come avviene l’implementazione del BIM in una stazione appaltante?
Il Decreto BIM impone dei passaggi obbligati per l’implementazione della metodologia, quali un Piano Formativo del personale, un Piano di acquisizione e manutenzione Hardware e Software e un Atto Organizzativo “che espliciti il processo di controllo e gestione, i gestori dei dati e la gestione dei conflitti”. Anas, ben prima che l’attuale obbligo normativo lo imponesse, ha varato nel 2015 l’iniziativa “avvio BIM” all’interno del proprio piano industriale, individuando un intervento pilota, realizzandone il modello informativo e procedendo al suo appalto richiedendo in fase esecutiva all’Appaltatore l’aggiornamento dei contenuti informativi in fase di as-built. Oggi ANAS ha proprie linee guida BIM che definiscono figure, ruoli e flussi di lavoro. La vera sfida per l’attuazione del BIM sarà trasformare le strutture organizzative aziendali, pensate per la gestione della modalità tradizionale di progettazione/esecuzione/manutenzione, secondo le previsioni delle nuove linee guida .

Quali vantaggi può portare l’implementazione del BIM a tutta la filiera delle costruzioni?
Il BIM, con la sua metodologia che vede quale tratto distintivo la costante comunicazione e condivisione in ambienti di lavoro trasparenti e tracciati, può contribuire a istaurare un dialogo fattivo tra i diversi attori coinvolti nel processo di realizzazione delle opere pubbliche. Questo rappresenterebbe un cambiamento potenzialmente in grado di conseguire risultati ben superiori ai pur importanti risparmi attesi.

Quali sono i principali passi che una committenza pubblica deve fare per approcciare al BIM?
Ovviamente, con l’entrata in vigore dell’odierno Codice Appalti, ANAS ha rimodulato l’iniziativa ricomprendendo gli obblighi di cui al citato Decreto BIM, dotandosi di Capitolati Informativi a completamento della documentazione di gara e avviando le azioni necessarie all’adeguamento dei criteri di gara e dei sistemi di qualificazione dei fornitori.
Il passaggio più complesso per le Stazioni Appaltanti pubbliche è rappresentato dalla gestione del significativo cambiamento imposto dal BIM, che sarà tanto più agevole e rapido quanto i vantaggi prodotti dalla metodologia appariranno evidenti e innegabili.
Dovranno essere superate le tradizionali resistenze presenti negli individui, nei gruppi, e nelle società alle transizioni da un assetto esistente ad uno nuovo. Inutile dire che questo sarà tanto più facile quanto i vantaggi prodotti dalla metodologia, appariranno evidenti e innegabili.

Quali Grandi opere avete già avviato seguendo il processo di digitalizzazione?
Nell’aprile del 2017 Anas ha bandito, con la gara dei “lavori di sistemazione della curva “Carrai” e della curva “Acquabona” sulla SS12 dell’Abetone e del Brennero” il primo appalto di una infrastruttura mediante metodologia BIM. Inoltre, il Capitolato Informativo Anas è parte integrante della documentazione contrattuale di circa € 280 milioni di Accordi Quadro per servizi di ingegneria e architettura.

Quali invece avvierete nel prossimo anno?
Cinque tra gli interventi previsti all’interno del Contratto di Programma 2016-2020 di Anas, ricadono nei termini dell’obbligatorietà definiti dal Decreto, per un importo lavori previsto di circa 600 milioni di eruo. Anche altri interventi che andranno in appalto successivamente al 2020 saranno avviati secondo la modalità BIM sin dai primi livelli progettuali.

Che cosa pensate dello sviluppo del BIM in Italia e quali possono essere le prospettive future?
Secondo il Rapporto OICE sulle gare BIM nel 2018, i bandi in cui è richiesto l’uso della metodologia BIM sono stati 268, con un balzo del 219,0% sull’anno precedente, di cui 104 nel solo mese di dicembre. Tra questi il numero di bandi per opere puntuali (92,5%) è nettamente maggiore rispetto a quelle lineari (7,5%). È facilmente intuibile che la tendenza riscontrata sarà invertita già dal prossimo anno, poiché gli importi legati alla progressiva obbligatorietà del BIM imposti dal Decreto impatteranno maggiormente sulle opere lineari.
Il BIM, per concludere, è un metodo collaborativo fra Stazioni Appaltanti, Progettisti, Costruttori ed Enti preposti al rilascio di assensi e autorizzazioni, che determina vantaggi in termini di patrimonio informativo e auspicabilmente di minori costi realizzativi.

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Giornalista della redazione di BIMportale, professionista della comunicazione e del marketing per il settore AEC – Architetture Engineering & Construction. Ha lavorato per molti anni nell’editoria B2B dirigendo una delle principali testate specializzate per l’industria delle costruzioni, per la quale è stato autore di numerosi articoli, inchieste e speciali. Durante questa lunga esperienza editoriale ha avuto modo di vivere e monitorare direttamente l’evoluzione del settore e la sua continua trasformazione, lavorando a stretto contatto con i principali protagonisti del mercato: imprese edili, progettisti, committenti, produttori. Su tali premesse nel 2007 ha fondato l’agenzia di comunicazione e marketing Sillabario, che si occupa delle attività di comunicazione e ufficio stampa di importanti marchi industriali del settore delle costruzioni.