Franco Lombardi: dai rilievi alla fotogrammetria digitale, un’evoluzione che corre veloce

È la passione per i rilievi topografici e per la costante evoluzione tecnologica, quella che ha portato il fiorentino Franco Lombardi a specializzarsi in rilievi topografici Total Station, GNSS, fotogrammetria digitale e laser scanner. Oggi Lombardi esegue rilievi, anche con l’utilizzo di drone e laser scanner, di interni ed esterni di edifici, elaborando nuvole di punti e fornendo alla committenza la restituzione grafica 2D o 3D di piante, prospetti e sezioni, ottenendo risultati ad altissima precisione.

Qual è il suo percorso professionale?
Nasco come topografo e geometra e nel corso degli anni mi sono specializzato per passione personale ai rilievi. In questo campo ho seguito con attenzione le evoluzioni tecnologiche e le innovazioni della strumentazione.
Sono partito nel 2016 dalla fotogrammetria con camera fotografica su asta e gimbal insieme alla stazione totale, passando per il sistema GNSS, fino ad arrivare al laser scanner. Quest’ultimo inizialmente era poco accessibile a causa dei costi elevati. Man mano mi sono specializzato in rilievi di edifici e restituzione grafica in SfM (Structure for Motion) e ortofoto, cioè fotografia aerea geometricamente corretta e georeferenziata.
Dal 2017 mi sono avvicinato al laser scanner e ai droni, iniziando a elaborare le prime nuvole di punti di esterni e interni di edifici. Oggi, grazie al drone, riesco a completare la nuvola di punti 3D di un edificio aggiungendo, con un’ottima precisione, la nuvola punti della copertura che prima con il solo laser scanner era spesso inaccessibile.
È stato un crescendo: queste tecnologie offrono opportunità enormi e danno risultati che fino a poco tempo fa erano impensabili, consentendo di leggere la struttura e la sua genesi ai fini della progettazione e del restauro.

Qual è stata la sua formazione in questi anni?
Nel 2013 partecipai a un corso di geomatica per la conservazione organizzato dall’Università di Firenze, con la Prof.ssa Grazia Tucci. Il corso era strutturato per moduli e mi diede la possibilità di avvicinarmi a varie discipline, tra cui appunto laser scanner e droni. Poi la mia curiosità personale e la passione per la materia mi ha portato ad approfondire anche da autodidatta sui libri e sul web. Ho partecipato a iniziative organizzate dalla Sifet e dal Collegio Geometri di Firenze.
Quando ho iniziato a interessarmi al BIM, ho anche seguito un corso di BIM Specialist. Nel 2020, inoltre, ho acquisito il patentino Enac per pilotare il drone.

Oggi quali sono i servizi che lei offre ai progettisti, quali sono i più richiesti?
La casistica è molto varia, a seconda delle committenze. Di solito mi confronto con i professionisti, la maggior parte dei miei clienti sono studi professionali. Rispondo alle esigenze di committenti medio-piccoli, alcuni di loro però lavorano con uffici pubblici o per appalti pubblici e anche la Pubblica Amministrazione sta avvicinandosi sempre più al 3D e alle sue opportunità.
Il servizio più richiesto è quello di rilievo architettonico, di interni ed esterni degli edifici. C’è chi mi chiede la nuova di punti, chi invece i disegni e gli elaborati grafici ricavati dalla nuvola.
Riscontro un sempre maggiore interesse, il mercato percepisce la differenza tra un rilievo tradizionale 2D e una nuvola di punti 3D e apprezza la velocità di restituzione che le nuove tecnologie consentono di ottenere: il lavoro sul campo è sempre più veloce, in ufficio si esegue poi il controllo e l’elaborazione, in tempi abbastanza rapidi, riducendo i margini di incertezza sui risultati e azzerando le uscite per le verifiche di misure un tempo necessarie.

Ha assistito in prima persona all’evoluzione tecnologica degli ultimi anni, cosa è cambiato?
Sono partito nel 2017 con un laser scanner che pesava 14 kg; aggiungendo il cavalletto, si arrivava a 20 kg. Creava immagini da svariati gigabyte pesanti da elaborare; era a noleggio poiché aveva costi molto elevati. Oggi invece possiedo un laser scanner che pesa 1 kg, elabora la maggior parte dei dati direttamente sul posto e consente di unire le scansioni in modo molto veloce. Anche il drone che utilizzo è grande come una macchina fotografica.
Se tutto questo è successo in poco più di un triennio, immagino che nei prossimi 5-10 anni assisteremo a un nuovo balzo in avanti tecnologico, che aprirà nuove strade.

Può raccontarci di qualche progetto significativo che ha seguito in questi anni?
Il mio primo rilievo laser scanner fu per una casa colonica con annesso fienile, sulle colline vicino a Fiesole: aveva i muri storti e i solai imbarcati, mi permise subito di capire quali fossero le potenzialità dell’unione tra fotogrammetria e laser scanner. Il laser mi servì per rilevare l’ossatura della struttura, a cui abbinai le fotografie, coniugando con successo le due tecniche di lavoro.
Recentemente ho eseguito il rilievo di due edifici scolastici in Maremma, per i quali ho utilizzato anche il drone per le coperture. Ho eseguito inoltre il rilievo delle facciate di Palazzo Sertini di Firenze, utilizzando laser scanner, Total Station, fotogrammetria terrestre e drone.
Posso citare anche il rilievo di una villa storica del ‘600 situata nelle campagne di Fiesole: grazie alla fusione della nuvola di punti ottenuta dal drone con la nuvola ottenuta da laser scanner, ho elaborato la restituzione grafica di piante, prospetti e sezioni utili ai fini di un intervento di ristrutturazione.

Qual è secondo lei lo scenario del BIM in Italia? Quali prospettive?
Credo che il BIM sia un metodo che richiede competenze specifiche e un team di lavoro, per questo motivo al momento è adottato dagli studi più strutturati, che di solito prevedono uno staff dedicato. Sicuramente è il futuro del comparto dell’edilizia. Le realtà più piccole o gli studi composti da poche persone fanno ancora fatica a entrare in questo ambito, preferiscono appoggiarsi a consulenti esterni piuttosto che affrontare importanti investimenti in tempo, formazione e software.

 

mm

Giornalista della redazione di BIMportale, professionista della comunicazione e del marketing per il settore AEC – Architetture Engineering & Construction. Ha lavorato per molti anni nell’editoria B2B dirigendo una delle principali testate specializzate per l’industria delle costruzioni, per la quale è stato autore di numerosi articoli, inchieste e speciali. Durante questa lunga esperienza editoriale ha avuto modo di vivere e monitorare direttamente l’evoluzione del settore e la sua continua trasformazione, lavorando a stretto contatto con i principali protagonisti del mercato: imprese edili, progettisti, committenti, produttori. Su tali premesse nel 2007 ha fondato l’agenzia di comunicazione e marketing Sillabario, che si occupa delle attività di comunicazione e ufficio stampa di importanti marchi industriali del settore delle costruzioni.