Marco Iebba: sempre più richieste le figure professionali BIM

L’Arch. Marco Iebba ha scoperto il BIM fin dai suoi primi approcci al mondo del lavoro, ma è stata l’esperienza maturata sul campo a fargli capire l’importanza di questa metodologia di lavoro condiviso e collaborativo.

Quale è stato il suo percorso professionale che l’ha portata al BIM?
L’inizio del mio percorso è stato alquanto travagliato e discontinuo. Il primo approccio al mondo del BIM l’ho avuto nel 2008 durante il tirocinio universitario, con Revit per la precisione, senza però avere il tempo e il concreto supporto da parte del datore di lavoro per poter approfondire e sviluppare la conoscenza del software.
Il secondo approccio, sempre con Revit, l’ho avuto nel 2014, anno in cui ho aperto la partita IVA per intraprendere la mia attività di architetto da libero professionista, occasione che si è presentata all’interno di un contesto ideale e stimolante, almeno così sembrava all’inizio, caratterizzato dalla presenza di diverse figure professionali che componevano un ambiente di coworking. In questo contesto la formazione è stata essenzialmente da autodidatta, seguendo diversi corsi online fino a raggiungere una discreta conoscenza. Purtroppo la pratica sul campo è durata poco fino a naufragare piano piano con il totale abbandono del programma.
La “consacrazione” definitiva è arrivata nel 2016, che dura tutt’oggi, questa volta con ARCHICAD, all’interno di uno studio di architettura operante in stretta collaborazione con una piccola società svizzera fondata da due giovani architetti italiani. Dopo i primi corsi online e la pressoché immediata messa in pratica delle conoscenze acquisite con progetti reali, grazie alla sempre più costante collaborazione con lo studio, mi ha permesso ad oggi di raggiungere un ottimo livello di padronanza del software.

Quali sono le caratteristiche principali della sua figura professionale?
Sono un architetto progettista per lo più in ambito residenziale e ricettivo, mi occupo solitamente dell’intero iter progettuale, dallo studio di fattibilità al progetto esecutivo, sia in campo di ristrutturazione sia di nuova progettazione. Sempre più specializzato nella progettazione di unità abitative in ambienti montani, aventi quindi la caratteristica di sorgere in terreni spesso impervi, oltre alle scelte dei materiali e delle tipologie tipiche del luogo.

Con quali principali tipologie di clienti lavora?
Devo dire che le principali richieste mi vengono rivolte da privati e imprenditori immobiliari.

Mi può parlare di qualche commessa realizzata con metodologia BIM?
Il primo importante incarico mi è stato affidato poco dopo la fine dei primi corsi di ARCHICAD, si trattava del progetto di un grande complesso ricettivo ed in parte residenziale sito a Crans Montana vicino Sion (Svizzera), in ambiente montano e notoriamente turistico. Il progetto è arrivato fino al permesso di costruire per poi bloccarsi per una serie di impedimenti, ma è stata un’ottima esperienza e occasione per sviluppare e affinare le mie conoscenze e competenze con il programma.

Quali sono secondo lei le prospettive future del BIM in Italia?
Buone, leggendo tra gli annunci di lavoro vedo sempre più richieste di figure professionali che abbiano tra i requisiti una conoscenza, di base o avanzata, dei software BIM, oltre a considerare il fatto che è diventato obbligatorio per certe tipologie di appalti pubblici.

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Giornalista professionista della redazione di BIMportale, dopo i primi anni a rincorrere notizie di cronaca e attualità ha deciso di fermarsi per seguire più da vicino il mondo dell’architettura e del design. Collabora con diverse testate di questo settore alla ricerca di progetti e nuove iniziative da raccontare e descrivere con una particolare attenzione alle idee più innovative approfondendo anche tematiche legante al rispetto dell’ambiente e alle fonti rinnovabili.