Marco Sciarmella, Bip: accompagniamo i clienti nella trasformazione digitale

Nella sua carriera si è sempre occupato di Operations, prima in azienda e in seguito come consulente. Per questo Marco Sciarmella, Director del Centro di Eccellenza Operations 4.0 di Bip, oggi accompagna i clienti i nel processo di trasformazione digitale e nell’implementazione del BIM che è diventato tema centrale perché non riguarda solo gestori e proprietari di asset, ma nella sua accezione allargata di Digital Twin abbraccia un orizzonte più vasto.

Quali sono le principali caratteristiche della sua figura professionale?
Guido un gruppo di consulenti con esperienze e competenze variegate: il mio obiettivo principale è quello di creare partnership tra tutti gli attori coinvolti nell’implementazione e nell’impiego delle metodologie BIM, per fare in modo che le attività di trasformazione digitale e di impiego di nuove metodologie digitali vadano a buon fine.  Il know-how messo in campo mira a supportare il management delle società per valutare gli impatti derivanti dall’introduzione dell’infrastruttura operativa BIM oriented e le tematiche metodologiche che investono le loro attività. Sono necessarie conoscenze ed esperienze ad ampio raggio, sia lato digitalizzazione sia di gestione della reingegnerizzazione dei processi. È molto importante riuscire a tracciare con il cliente una vision precisa, che poi permetta di strutturare il percorso e le relazioni necessarie per raggiungere con successo le attività di implementazione. Fare in modo che le nuove metodologie si integrino al meglio nelle attività aziendali è fondamentale.

Con quali tipologie di clienti lavora principalmente?
I nostri principali clienti sono Owner, o aziende asset based, le cui attività ricadono lungo tutto il lifecycle di infrastrutture di grandi dimensione o estensione. Si tratta della tipologia di clienti che stanno ragionando sul tema BIM con la principale preoccupazione legata agli obblighi dettati dal DM 560/2017, attuativo dell’art.23 del Codice dei Contratti Pubblici. In aggiunta, anche società in ambito AEC, che hanno già introdotto il BIM in varie casistiche, stanno riscontrando la necessità di mettere a sistema la metodologia BIM. Le aziende manifatturiere, product developer per il settore AEC, sono invece orientate verso la necessità di far confluire la metodologia BIM e i dati che da essa scaturiscono, nel Product Lifecycle Management dei loro prodotti.

Mi può raccontare qualche progetto su cui sta lavorando?
Attualmente siamo coinvolti in progetti di introduzione e implementazione riguardanti il BIM presso diversi clienti. Uno di questi ci vede impegnati dal 2018 presso un importante leader italiano nel settore multiutility che si occupa di progettazione, realizzazione e gestione di infrastrutture per servizi energetici, idrici e ambientali. È stato sviluppato un piano di implementazione del BIM, partendo dall’introduzione della metodologia in un nucleo iniziale dell’area di progettazione, per poi estendere l’implementazione in tutto il dipartimento e nelle aree di costruzione e gestione. Questo approccio graduale ci ha permesso di strutturare un percorso coerente con le esigenze aziendali: i nuovi processi sono stati definiti sui modelli operativi esistenti e sono stati identificati i modelli dati di riferimento per la produzione informativa BIM. Contemporaneamente si è lavorato molto alla definizione di linee guida e capitolati informativi, e nell’individuazione delle nuove competenze necessarie in organico, avviando un piano di formazione molto esteso.  L’obiettivo di questa prima fase è stato quello di strutturare nella progettazione processi di produzione e controllo informativo che potessero essere utili non solo alla progettazione, ma che costituissero anche la base per l’impiego dei modelli in fase di costruzione e gestione attraverso opportuni adattamenti e scambi informativi. I risultati stanno emergendo nel 2019: l’azienda adesso è impegnata in numerosi progetti in cui è utilizzata la metodologia, che si sta iniziando ad applicare anche agli appalti di realizzazione. L’adozione del BIM è in fase di consolidamento in tutte le aree di progettazione e in fase di estensione per le aree di costruzione e gestione. Stiamo cercando inoltre di introdurre strumenti per il monitoraggio e controllo delle prestazioni progettuali, per supportare il management nell’individuazione di eventuali criticità.

Quali sono secondo lei le prospettive future del BIM in Italia?
Il BIM si consoliderà man mano in maniera sempre più diffusa in tutte le fasi del ciclo di vita dell’asset e secondo le varie declinazioni: è solo questione di velocità nell’adozione del metodo. La sfida principale sarà mantenere la spinta positiva derivante dagli obblighi normativi, per andare oltre e ottenere il massimo beneficio dal BIM.
Il mio interesse principale è fare in modo che ci si approcci a questa metodologia con convinzione e con l’obiettivo di una vera integrazione, non con l’idea di una semplice adozione dettata da obblighi di legge, senza un vero valore aggiunto alle aziende.

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Giornalista professionista della redazione di BIMportale, dopo i primi anni a rincorrere notizie di cronaca e attualità ha deciso di fermarsi per seguire più da vicino il mondo dell’architettura e del design. Collabora con diverse testate di questo settore alla ricerca di progetti e nuove iniziative da raccontare e descrivere con una particolare attenzione alle idee più innovative approfondendo anche tematiche legante al rispetto dell’ambiente e alle fonti rinnovabili.