Paolo Corbella: Ispirato dal BIM e dal CDE, ho fondato la startup SImba

L’Architetto Paolo Corbella, dopo la laurea (2005) e l’abilitazione alla professione (2006) presso il Politecnico di Milano, ha implementato le proprie competenze sui processi BIM e Project Management, fino a fondare la startup innovativa SImba, come racconta in questa intervista a BIMportale.

Quale è stato il suo percorso professionale che l’ha portata al BIM?
Nel 2007, terminata l’esperienza di Cultore della materia al corso di “Progettazione esecutiva dell’architettura” presso il Politecnico di Milano, in contemporanea alle nuove esperienze professionali ho cominciato a leggere e approfondire di tematiche inerenti al BIM e al Project Management. Nel 2009 invece il primo corso di Revit: fu “amore a prima vista” (ricordo ancora l’acquisto della mia prima “Revit Suite”).  Utilizzai il software sia per sviluppare dei rendering d’interni, sia per dei (rapidi) quantity takeoff: è in questa occasione che compresi le potenzialità di un processo con il quale disciplinare una propria organizzazione (degli standard) e la necessità di capire come dialogare con altri stakeholder, il BIM. Negli anni a venire ho approfondito la mia conoscenza (soprattutto provando a farla fruttare nell’ambito Retail/Contract) ma fu solo nel 2014, quando iniziai la collaborazione con lo studio Citterio-Viel & Partners, che feci parte di un’organizzazione ben strutturata in BIM e per la quale lavorai come Senior Architect. Nell’ultima esperienza in A++, invece, ricopro un ruolo manageriale , dove provo a far comprendere il BIM a tutto il gruppo e ho avviato un percorso di implementazione.
Registrato negli albi OAV in Italia e OTIA in Svizzera, nel corso della mia carriera ho ottenuto molte certificazioni professionali (tra cui Expert BIM – BIM Manager ICMQ) e sono diventato membro di rilevanti associazioni nazionali e internazionali. Infine, sono il founder della start-up innovativa SImba.

Quali sono le caratteristiche principali della sua figura professionale?
Sono e rimarranno sempre l’esperienza progettuale e manageriale: in entrambi i casi quando mi viene affidato un incarico mi appassiono, trovo stimoli e punti di incontro tra queste due materie per rendere al cliente le migliori analisi, pianificazione e organizzazione del progetto che andrò ad eseguire e che dovrà emozionarlo e stupirlo sia nella fase progettuale, sia in quella realizzativa.
Credo che il ruolo dell’architetto rimanga sempre quello delle capacità artistiche, tecniche e progettuali; ma nel mercato contemporaneo sono indispensabili anche skills manageriali, di team building e l’utilizzo di processi e strumenti innovativi, implementati in prima persona oppure coordinati e affidati a specifici ruoli BIM: il dialogo e saper identificare gli scopi del BIM nel progetto (con i relativi Model Uses) sono i punti cardine da cui partire.
Ci sono infine altre caratteristiche che non dovrei essere io a dire ma che troverebbero riscontro in tutte le realtà con cui ho collaborato: ovvero la pazienza, la serietà, la determinazione, il desiderio di coinvolgere (sia gli stakeholder esterni, sia tutto il team di lavoro) e l’umiltà di alzare raramente “i toni” penso che siano peculiarità che mi hanno sempre accompagnato in ogni esperienza professionale.

Ispirato dal BIM e dal CDE ha dato vita a una startup innovativa: SImba. Di cosa si tratta? In che modo BIM/CDE hanno influito nel progetto?
Tra il 2011 e il 2014 ho viaggiato per tutta Italia progettando e realizzando decine e decine di negozi per brand prestigiosi e del lusso, rapportandomi con moltissimi imprenditori e comprendendo le loro principali necessità. Quindi, ispirato dal CDE (ambiente di dati comune) ho dato il via a delle analisi e nel 2018 ho fondato la startup innovativa SImba (Strumento Informatico marketing business announcement) visibile sulla piattaforma www.simba2018.com. Ha l’aspetto di un marketplace, ha una visione più ampia, complessa e innovativa: rimettere la “persona” al centro di tutto lasciando alle nuove tecnologie il ruolo di “strumento”.
Il progetto ha anche ispirato il Maestro Stefano De Carli, partner di SImba, che nel 2019 ha realizzato un’opera trittica di sculture estroflesse dedicata al tricolore italiano gonfiato dal vento dell’innovazione (SImba e l’arte… dell’innovazione).
Se quindi il CDE è stato di ispirazione quale “raccoglitore e gestore” di informazioni, il BIM come processo nasce per collaborare e di conseguenza le logiche con cui è stato pensato SImba implicano il rapporto diretto tra negoziante e utente senza intermediari e/o commissioni da pagare sulla vendita, sia essa di un prodotto oppure di un servizio.
Contestualizziamo SImba per un attimo nell’attuale pandemia mondiale: con una buona connessione e un dispositivo (PC, tablet, smartphone) , senza alcun investimento strutturale (rispetto ai classici e-commerce) e in modo “smart”, ogni attività oggi avrebbe potuto lavorare a porte chiuse, rapportarsi con i propri clienti, fornire il prodotto/servizio desiderato. Illustri realtà (Facebook, Instagram, Google Shopping, The Dubai Mall etc.) negli ultimi mesi hanno cominciato a intraprendere un percorso con logiche simili a SImba, con l’obiettivo di far concorrenza ai più famosi colossi marketplace.
In sostanza, SImba potrebbe essere uno strumento innovativo, semplice e utile a molte attività italiane.

In che modo i professionisti del settore AEC possono trarre vantaggio da SImba?
Essendo una start-up innovativa, al momento, SImba potrebbe essere banalmente utilizzata per la proposta/acquisto di un prodotto (un arredo, un corpo illuminante, etc.) oppure di un servizio (es. un corso di formazione); qualora il progetto “partisse” e maturasse dei risultati è implicito che verrebbe implementata la struttura con la quale è stato costruito e verrebbe settorializzato in modo più evidente. Ad esempio “SImba per l’AEC” avrebbe dei contenuti coordinati con il mondo BIM e/o le realtà di questo settore con le loro necessità (porte, finestre, piastrelle, materiali edili etc. … ma anche servizi di consulenza, formazione asincrona su specifici software etc.); andando all’opposto “SImba per l’arte” oppure “SImba per i ristoratori” avrebbero logiche e strutture differenti.
I capisaldi sono il linguaggio di programmazione artigianale PHP con il quale è stato scritto il “software” (perché si potrebbe anche definire tale) e la registrazione del marchio e di quanto necessario già avvenuta sia in Italia che a livello internazionale. Immagino infatti una “pagina di atterraggio” dove identificando paese e settore desiderato si viene successivamente indirizzati al sito vero e proprio (lasciando comunque la possibilità di customizzare/estendere la ricerca con parole chiave, filtri etc.). Proprio per questo motivo di recente mi è capitato di presentare SImba anche a multinazionali e a un paio di realtà in Svizzera, paese dove abito e dal tessuto imprenditoriale simile a quello italiano, con una diffusione importante di PMI.

Quali sono i servizi offerti oggi da SImba?
Negli ultimi giorni del 2020 tutti i giornali, le radio e le tv hanno dato la notizia di oltre 300.000 aziende chiuse in Italia negli ultimi 12 mesi (dato drammatico); realtà appartenenti a diverse categorie ma probabilmente con in comune il “dramma” delle chiusure causato dalla pandemia e/o la difficoltà di non poter reggere il confronto con i colossi marketplace. A questo si aggiunge che strutturare un e-commerce ha dei costi non indifferenti e “agganciarlo” a piattaforme di vendita è ancora più oneroso sia in termini di gestione sia di percentuale da riconoscere. E penso soprattutto alle PMI e agli artigiani che rappresentano una parte molto importante dell’Italia.
Sinceramente il mio rimpianto è che se in questa situazione SImba fosse stata più diffusa e utilizzata dalle attività italiane, avrebbe consentito: una vetrina di visibilità e geolocalizzazione con tutti i riferimenti del negozio in chiaro; la possibilità di proporre i propri prodotti/servizi al prezzo di listino, scontato di una quota fissa, oppure in asta; l’occasione di creare e gestire una propria anagrafica clienti a cui inviare messaggi privati; un network/community che avrebbe agevolato e sostenuto l’economia locale. All’imprenditore servirebbe solo una buona connessione e un dispositivo con il quale accedere (PC, tablet, smartphone).
Sto lavorando per valutare se ci sono i termini per garantire la gratuità di iscrizione per tutti i negozi italiani… perché per mantenere la struttura è stata fissata una quota di listino di 3 euro/giorno +IVA per usufruire di tutti i servizi; mentre per gli utenti la registrazione è sempre stata gratuita.

Quali sono i progetti futuri e le ambizioni di SImba?
Il primo obiettivo è sempre quello di far conoscere il progetto e di aumentare il numero di negozi e utenti  iscritti, affinché lo strumento sia di supporto a molte persone in questo momento così delicato. Su questo aspetto mi stanno aiutando le partnership con associazioni locali (CNA e Confesercenti Varese… altre sono in attesa) ma soprattutto è stata finalizzata una collaborazione a livello nazionale con ANGI (Associazione Nazionale Giovani Innovatori) per la quale è doveroso un ringraziamento al Presidente Dott. Gabriele Ferrieri e al membro del comitato scientifico Dott. Alessandro Del Frate, a testimonianza che SImba comincia a riscuotere un certo interesse.

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Giornalista professionista della redazione di BIMportale, lavora da molti anni nell’editoria B2B per la stampa tecnica e specializzata. Ha scritto a lungo di tecnologia, business e innovazione. Oggi orienta la sua professione nel campo delle tecnologie applicate alla progettazione architettonica e all’imprenditoria delle costruzioni.