Riqualificazione ex laboratori della Certosa Reale di Collegno: il BIM per la fase costruttiva e l’As-Built

Sono iniziati gli interventi di messa in sicurezza, restauro e riqualificazione di una porzione della Certosa Reale di Collegno e, più precisamente, degli immobili denominati “ex-Laboratori” ed “ex-Edili”. L’edificio verrà adibito a spazi dedicati ai corsi di Laurea dell’Università degli Studi di Torino. La società di ingegneria B&B Progetti di Milano ha ricevuto dall’impresa Notarimpresa Spa di Novara, aggiudicataria dell’appalto dei lavori, l’incarico di sviluppare la modellazione BIM costruttiva ed As-Built dell’intervento.

Un edificio storico
La Certosa di Collegno nasce nel 1641 come luogo di culto e spiritualità dell’Ordine certosino. L’edifico è stato edificato per iniziativa della Madama Reale Cristina di Francia reggente di Savoia, che fece voto solenne di erigere una certosa presso Torino. Sede dei monaci certosini per oltre 200 anni, il complesso monastico si è arricchito man mano di opere architettoniche e artistiche. Qui hanno lavorato l’ingegnere Maurizio Valperga (allora Primo Ingegnere del monarca) e Filippo Juvarra, progettista dell’ampliamento settecentesco e del portale di ingresso, ultimato nel 1737 per volere di re Carlo Emanuele III.
Dal 1852 e fino al 1970 circa all’interno della certosa fu attivo l’istituto del del Regio Manicomio di Collegno, che ospitava ben 4.000 ospiti. I laboratori, oggi oggetto di riqualificazione, erano gli spazi destinati alle varie attività (tessitura, falegnameria, edilizia, ecc.) in cui si cimentavano alcuni dei 4.000 ospiti della struttura psichiatrica. I laboratori furono costruiti attorno agli anni ’15-20 del secolo scorso su progetto dell’ing. arch. Pietro Fenoglio, uno dei massimi interpreti dello stile Liberty italiano.

La riqualificazione: i dati tecnici dell’intervento
Il complesso della Certosa di Collegno, ex ospedale psichiatrico e parco, è dichiarato di interesse culturale e rimane, pertanto, sottoposto a tutte le disposizioni di legge nell’ambito della tutela dei beni culturali e paesaggistici.
L’operazione di riqualificazione nasce dall’accordo tra la Città di Collegno e l’Università degli Studi di Torino, in base al quale quest’ultima si è impegnata a insediare parte dei propri corsi di formazione presso gli spazi recuperati della Certosa. L’iniziativa è finanziata in parte dalla Città di Collegno, per un’altra frazione dall’Università degli Studi di Torino e per la parte restante da finanziamenti ministeriali.
L’intervento si articola in circa 1150 m2 di superficie lorda di piano e interessa l’area degli “ex-Laboratori” e l’edificio “ex-Edili”. Il primo corpo di fabbrica costituisce un esempio significativo di archeologia industriale, con le facciate esterne caratterizzate da un pregevole paramento murario in mattone, alternato da fasce chiare in leggero rilievo che riportano in sommità le iscrizioni riferite alle diverse lavorazioni.
L’area “ex-Edili” invece, di più recente costruzione, si presenta con struttura portante in muratura con facciate intonacate con finitura a “terranova”.

Il BIM
BIMportale ha intervistato Giampiero Brioni, Architetto e Ingegnere, Direttore Operativo di B&B Progetti. Esperto certificato in Ingegneria Economica, BIM Manager certificato, membro della Royal Institution of Chartered Surveyors (RICS), svolge attività di Cost Manager, Project Manager e Progettista ed è autore di numerosi contributi in materia di Building Information Modeling ed Ingegneria Economica apparsi su importanti riviste di settore.

Ingegner Brioni, quali sono le problematiche che avete dovuto affrontare per la gestione di questo intervento in logica BIM?
Ancora oggi, a mio parere, il dibattito tecnico-scientifico concernente il BIM risente fortemente delle origini, quando l’approccio al progetto secondo la logica del Building Information Modeling era considerato prevalentemente materia per architetti. Nella realtà, come sappiamo, il BIM costituisce un valido supporto per la gestione di processo in ambito produttivo.
Considerata la resistenza culturale che impedisce di integrare fra loro il processo di produzione e progettazione (come invece avviene – senza generare scandalo – per ogni altro settore industriale) la costruzione di un manufatto edilizio prende avvio a conclusione della fase di progettazione cosiddetta “esecutiva”. Ed è proprio in questo momento che, a valle dell’aggiudicazione, l’impresa nostra cliente, Notarimpresa Spa, ha dovuto dare inizio all’ingegnerizzazione del progetto per la sua esecuzione.
Partendo dal progetto esecutivo, il quadro generale con cui l’impresa si è trovata a iniziare il suo processo di costruzione (anche in BIM) è oggi, generalmente, quello che vede il flusso informativo partire dagli elaborati e dal modello di progetto esecutivo, magari contenuti in un ACDat messo a disposizione dal Committente. Nella maggioranza dei casi l’ACDat è caratterizzato da architetture informatiche differenti e dall’assenza di regole e istruzioni di impiego, mentre gli elaborati sono a volte in formati aperti non modificabili (.pdf), non congruenti con il modello, che, a sua volta, è in formato aperto non modificabile (IFC). Anche in questo caso, pur nell’ambito di una elevata qualità della progettazione, ci siamo dovuti scontrare con uno scenario di input non molto evoluto.

Come avete risolto il problema? Come è stata condotta questa attività di ingegnerizzazione?
A partire da un set di informazioni eterogenee, abbiamo definito il flusso informativo delle consegne dell’impresa (delivery). Definiti i materiali, le migliorie tecniche e l’operatività di cantiere siamo partiti con la redazione di un Modello Costruttivo che contemplasse informazioni, ovviamente non presenti nel progetto esecutivo, che necessitavano dell’approvazione di DL e Committenza.

Il cantiere è ancora in corso?
Si, siamo alle fasi iniziali, avendo l’impresa eseguito tutte le demolizioni, le rimozioni e gli scrostamenti e avendo completato le opere di fondazione.

Come gestirete, invece, la modellazione As-Built?
Il Codice dei Contratti (D.Lgs 50/2016) non definisce la “progettazione/modellazione” in fase di esecuzione, così come non descrive i contributi As-Built (sia a livello di elaborati, sia a livello di modellazione). Le procedure messe a punto in B&B Progetti prevedono che l’As-Built in ambiente digitale si articoli per Stati di Avanzamento Lavori, così da consentire un controllo digitale della contabilità. Seguirà poi, finiti i collaudi e aggiornato il piano di manutenzione, la “fotografia” del fabbricato nelle condizioni proprie della fase di consegna. Credo, però, che all’As-Built “Costruttivo” di vecchia concezione (modello tecnologico) dovrebbe oggi affiancarsi un differente Modello di Gestione (modello di utilizzo), con informazioni legate più all’uso quotidiano del bene (percorsi, arredi, utenze, ecc.), che alla sua manutenzione tecnica (stratigrafie, strutture portanti, ecc., garantite, appunto, nell’As-Built “costruttivo”). Nel caso specifico, la Committenza considera necessario l’aggiornamento degli aspetti geometrico/progettuali.

Ingegner Brioni, qual è lo scenario BIM in Italia, quali le possibili evoluzioni del panorama delle costruzioni nel prossimo futuro?
Le criticità di impiego del BIM (o della digitalizzazione in generale) non dipendono dal soggetto in sé ma dall’inerzia del sistema nel complesso, che continua a voler incastrare nuove tecnologie nei vecchi schemi processuali consolidati. Il motivo dell’attuale inerzia, in altri termini, non è né il BIM né le imprese, ma l’uso distorto delle “nuove” tecnologie per salvaguardare “vecchie” procedure, che, oltretutto, mal funzionavano già con la carta.
Innanzitutto credo che si debba riconsiderare il ruolo delle imprese di costruzione, coinvolgendole fin dall’inizio del processo (secondo la logica dell’Integrated Project Delivery – IPD), magari dotandole di nuovi software di BIM authoring in grado di meglio gestire la produzione.
In secondo luogo sarebbe a mio parere opportuno l’aggiornamento del quadro normativo così da rendere il Legislatore più attento alla gestione informativa in fase di esecuzione (Modello Costruttivo, Modelli As-Built per SAL, Modello As-Built per Collaudo, Modello As-Built Costruttivo/Collaudato, Modello di Gestione per l’uso).

 

Il progetto in breve
Riqualificazione della Certosa Reale di Collegno
Tipologia: Recupero edilizia storica
Luogo: Collegno (TO)
Superficie dell’intervento: 1150 m2
Committenza: Comune di Collegno
Coordinamento e progetto esecutivo: ICIS
Progetto architettonico: FBdA Architettura
Progetto strutturale: Violetto Ingegneria
Progetto impiantistico: PROECO ss
Impresa esecutrice: Notarimpresa SpA
Progettazione costruttiva: B&B Progetti
Team interno di B&B Progetti: Ing. Marco Baccaro (Coordinamento generale), Ing. Matteo Galbarini (Project Management); Arch. Alessandro Tamburo (Ingegneria); Ing. Giampiero Brioni (BIM Manager)
Periodo: 2020 – in corso

mm

Giornalista professionista della redazione di BIMportale, lavora da molti anni nell’editoria B2B per la stampa tecnica e specializzata. Ha scritto a lungo di tecnologia, business e innovazione. Oggi orienta la sua professione nel campo delle tecnologie applicate alla progettazione architettonica e all’imprenditoria delle costruzioni.