Riqualificazione ex laboratori della Certosa di Collegno

Costruiti in stile liberty italiano nel 1915-20 su progetto dell’Ing. Arch. Pietro Fenoglio, gli edifici degli ex laboratori della Certosa di Collegno sono caratterizzati da ampi spazi luminosi e schemi strutturali essenziali come richiesto dalle funzioni originali. In questo luogo, infatti, erano ospitate diverse attività artigiane dalla tessitura, alla falegnameria all’edilizia che tenevano occupate gli ospiti di quello che allora e fino al 1970 è stato il Regio Manicomio di Collegno. Per destinare una parte del complesso ad ospitare il corso di Laurea in Scienze della Formazione dell’Università degli Studi di Torino è stato realizzato un progetto di riqualificazione  – a cura dello studio FBdA Francesco Bermond Des Ambrois per la parte architettonica – con interventi di messa in sicurezza e restauro. Il progetto strutturale è stato affidato allo studio di ingegneria dell’Ing. Pierluigi Violetto con il quale abbiamo approfondito gli aspetti legati al BIM. 

Il progetto
La ristrutturazione di parte del complesso della Certosa di Collegno fa parte di un progetto più complesso che riguarda la riqualificazione di tutta l’area. Il recupero realizzato da un team di imprese tra cui lo studio torinese Violetto ingegneria prevede il restauro dei locali precedentemente adibiti a laboratori che il comune di Collegno ha deciso di ristrutturare in collaborazione con l’Università di Torino per destinarli all’attività didattica.
Il progetto definitivo-esecutivo strutturale, attualmente in fase di appalto, è stato indirizzato alla massima conservazione possibile sia dei volumi complessivi sia degli schemi statici originari caratterizzati da una copertura a shed con spinta assorbita da tiranti in acciaio vincolati alle murature perimetrali pur nel rispetto dei requisiti di legge.
Secondo le prescrizioni della Soprintendenza ai Beni Architettonici e Culturali, le geometrie originali degli edifici devono essere rispettate scrupolosamente dagli interventi di restauro o ricostruzione per questo i rilievi sono stati prima eseguiti con tecniche tradizionali ma successivamente integrati con rilievi mediante laser-scanner particolarmente utili per ottenere una descrizione dettagliata delle strutture che componevano il progetto originario. L’esecuzione delle indagini è stata particolarmente rallentata dalle pessime condizioni di conservazione in cui si trova l’edificio.
Nel progetto di consolidamento e restauro le murature originarie saranno sottoposte a processi deumidificanti e applicazione di intonaci di malte inorganiche, armati con reti basaltiche e connettori in eliche acciaio inox posate a secco. A livello delle fondazioni, le murature saranno collegate a cordoli continui in calce struzzo armato. Un ulteriore elemento irrigidente delle fondazioni sarà costituito dai vespai aerati, dotati di doppia cappa armata inferiore e superiore, collegata ai cordoli perimetrali.
Per sostituire la copertura esistente, completamente compromessa dal degrado e in parte collassata, si è pensato ad un nuovo sistema strutturale con pannelli prefabbricati che permettono tempi di esecuzione ridotti e più sicurezza in cantiere.
Una particolare attenzione è stata riservata la risparmio energetico portando l’edificio a energia “quasi zero”.

L’approccio BIM al progetto

Una delle sfide più rappresentative del progetto è stata quella del coordinamento di tutti i professionisti coinvolti nel progetto. Il progetto si è caratterizzato fin da subito da una forte multidisciplinarietà e per questo è stata particolarmente utile l’utilizzo della metodologia BIM.
La modellazione strutturale BIM” – racconta l’Ing. Ing. Pierluigi Violetto – “sviluppata con il software Allplan Building, ha riguardato anche tutte le armature del c.a. mediante specifiche funzioni che hanno consentito di definire ogni sagoma di armatura con precisa aderenza alle geometrie dei casseri ed esatto riscontro nel computo metrico e nella lista dei ferri da inviare alla produzione. Parte del progetto architettonico sviluppato con ARCHICAD, e delle carpenterie in acciaio con Tekla Structures sono state importate in Allplan Building per ottenere elaborati strutturali integrati e completi.”
“La gestione informatica del progetto secondo il metodo BIM (Building Information Modeling), prescritta dal bando di gara, ha comportato da parte del BIM Manager l’elaborazione del BIM Execution Plan (BEP) che raccoglie tutte le informazioni relative ai requisiti BIM del progetto e definisce gli standard cui tutti i membri del team di progettazione devono attenersi nello sviluppo dello stesso. L’utilizzo di software BIM authoring diversi da parte delle componenti specialistiche non deve costituire impedimento per la normale interoperabilità, il cui flusso di informazioni può avvenire in modo fluido attraverso il formato di interscambio aperto IFC”.
In questo progetto il modello federato, delle componenti architettoniche, strutturali e impiantistiche meccaniche, è stato prodotto sulla base della piattaforma di condivisione (CDE: Common Data Enivironment) Bimplus, prodotto OpenBIM della Nemetschek, i cui diritti di accesso sono estesi al committente.

Lo studio di ingegneria
Lo studio torinese Violetto Ingegneria, nato nel 1986, si occupa quasi esclusivamente di ingegneria delle strutture edilizie. Ha tra i suoi punti di forza il ricorso costante alle soluzioni hardware e software più aggiornate. Lo studio è specializzato nel recupero di edifici esistenti e offre servizi di analisi e consulenza sulla vulnerabilità sismica, riabilitazione strutturale, consolidamento strutturale e in generale miglioramento delle prestazioni antisismiche degli edifici.

 

Il progetto in breve

Località: Collegno (To)
Committente: Comune di Collegno
Mandataria ICIS Srl
Progettazione architettonica: FBdA Francesco Bermond Des Ambrois
BIM manager: arch. Luca Fornero
Progettazione Strutturale: ing. Pierluigi Violetto
Progettazione impiantistica: Studio Tecnico PRO.ECO ss
Analisi energetiche, acustiche, CAM: ON.LECO S.r.l
Antincendio & CSP: ing. Giuseppe Amaro GAE ENGINEERING S.r.l.
Conservazione e Restauro: Dott.ssa Barbara Rinetti

 

mm

Giornalista professionista della redazione di BIMportale, dopo i primi anni a rincorrere notizie di cronaca e attualità ha deciso di fermarsi per seguire più da vicino il mondo dell’architettura e del design. Collabora con diverse testate di questo settore alla ricerca di progetti e nuove iniziative da raccontare e descrivere con una particolare attenzione alle idee più innovative approfondendo anche tematiche legante al rispetto dell’ambiente e alle fonti rinnovabili.