Sperimentazione HBIM per la Chiesa degli Eremitani a Padova

La diffusione del BIM può dare uno slancio efficace alla manutenzione edilizia programmata, pratica fondamentale per la conservazione e valorizzazione degli edifici storici. Questa metodologia applicata anche all’esistente comporta, a parità di condizioni dell’edificio, una significativa riduzione dei costi.

Un progetto di sperimentazione in questo senso è stato avviato dall’Università di Padova sul complesso della Chiesa degli Eremitani di Padova.

“Il progetto di ricerca” – racconta l’Ing. Paolo Borin, ricercatore dell’Università di Padova –  “prevedeva la sperimentazione di metodologie per l’intervento sul costruito e ha riguardato la soluzione di tecniche scan-to-bim per la modellazione del costruito monumentale: da qui, ad esempio, il ricorso alle analisi di devianza per comprendere automaticamente i fuori piombo delle murature e individuare debolezze nelle murature e meccanismi di ribaltamento in atto. L’utilizzo critico (direi anche collaborativo) della densità di una nuvola di punti era necessaria per garantire che il progetto potesse essere applicato in ambito eventualmente professionale, come è accaduto in effetti negli anni successivi. Altre problematiche di cui siamo occupati riguardano la relazione tra BIM e database altri (prove e indagini in situ) e geometrie altre (apparati decorativi) che non trovano facile soluzione nelle proposte software BIM attuali”.

La chiesa degli Eremitani a Padova, antichissima sede agostiniana è famosa per la Cappella Ovetari, uno dei capolavori del Mantegna. La chiesa è dedicata ai Santi Filippo e Giacomo, ma è tradizionalmente conosciuta come “degli Eremitani” in quanto l’annesso convento con foresteria, che oggi ospita il Museo Civico agli Eremitani, era meta dei pellegrini di passaggio. Il bombardamento dell’11 marzo 1944 polverizzò la Cappella Ovetari e del Mantenga oggi rimangono solo i due riquadri inferiori della parete destra della Cappella. A seguito del bombardamento ha subito numerosi lavori di restauro ed è stata ricostruita fedelmente nel 2009.

Il progetto di ricerca sviluppato dall’Università di Padova porta alla definizione di un modello informativo BIM pensato per i futuri restauri della chiesa che non sono stati ancora realizzati.

La modellazione parametrica utilizzata ha permesso di creare le geometrie configurative dell’architettura storica e consente un sostanziale risparmio nelle tempistiche di modellazione, ogni modifica infatti, può essere facilmente gestita in maniera rapida e puntuale.

Le moderne tecniche informatizzate di laser scanning”  – spiega Borin – “consentono di acquisire la posizione di milioni di punti sulle superfici d’interesse, creando nuvole tridimensionali anche molto dettagliate dell’oggetto che s’intende rilevare. Questa enorme mole di dati è sicuramente la piattaforma fondamentale per la creazione di modelli solidi capaci a loro volta di essere adoperati nella implemen   tazione di database informativi BIM”.

La prima fase del caso studio in esame ha visto l’utilizzo dei dati del rilievo diretto come input alla modellazione parametrica eseguita con Grasshopper, plug-in di Rhinoceros per la creazione di algoritmi generativi. “Attraverso considerazioni sulla geometria configurativa e sulla composizione dello spazio, si è ricostruito un modello ideale della copertura della Chiesa degli Eremitani.” – prosegue Borin – “Questo primo modello consente una serie di considerazioni sulla Chiesa: analisi compositive degli spazi, relazioni geometrico/strutturali degli elementi. Esiste una sostanziale differenza di approccio tra disegno parametrico e BIM, nonostante entrambi abbiano un fondamento di carattere parametrico: è infatti differente la relazione esistente tra il modello e le parti che lo compongono. Mentre il modello parametrico si presenta come un unico insieme con un unico livello di controllo, il BIM è un insieme di oggetti tra loro indipendenti che, attraverso un sistema relazionale, producono un insieme occorre quindi adottare un approccio metodologico che prevede la costruzione di molteplici oggetti intelligenti, la cui definizione è governata da parametri. Se il modello BIM riguarda il patrimonio culturale architettonico (HBIM), tali oggetti sono modelli interpretativi della realtà”.

Le differenze tra i software utilizzati sono state superate dai ricercatori tramite lo scambio di dati e informazioni utilizzando il formato interoperabile IFC.

 

 

 

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Giornalista professionista della redazione di BIMportale, dopo i primi anni a rincorrere notizie di cronaca e attualità ha deciso di fermarsi per seguire più da vicino il mondo dell’architettura e del design. Collabora con diverse testate di questo settore alla ricerca di progetti e realtà da raccontare e descrivere con una particolare attenzione alle idee più innovative approfondendo anche tematiche legante al rispetto dell’ambiente e alle fonti rinnovabili.