Starching: il BIM ci ha permesso di crescere

Nel 2019 la Starching, studio di architettura e ingegneria di Milano, compie trent’anni e il loro percorso professionale li ha portati ad una continua ricerca di soluzioni all’avanguardia per ottimizzare i processi operativi e soddisfare in maniera completa le richieste della committenza, investendo negli anni con profonda convinzione risorse ed energia nella metodologia BIM con cui ormai da diverso tempo sviluppa tutti i progetti.

Gia dal 2008, infatti, Starching ha adottato un software di progettazione BIM Oriented (Building Information Modeling) come Allplan in grado di elaborare modelli architettonici virtuali dell’edificio ed estrarne un computo metrico integrato. E anche se allora il mondo delle costruzioni non era pronto per questo cambiamento la Starching ci crede e decide di approcciare con questo strumento tutte le commesse che vengono loro proposte.

Nel 2017 Starching è stata la prima società in ambito progettazioni Architettonica e Coordinamento progettazioni specialistiche ad aver certificato il proprio sistema di gestione BIM, secondo la specifica tecnica ICMQ.

L’utilizzo della metodologia BIM in tutte le attività della società è diventato il suo punto di forza competitiva. Come ci racconta Simone Villa, BIM Manager dell’azienda, che ne ha seguito negli anni tutte le maggiori evoluzioni e cambiamenti. “Starching” – racconta Simone Villa – “è una società di architettura e ingegneria specializzata in progettazione architettonica integrata. consulenza, coordinamento e supervisione. Nel nostro studio Architettura e Ingegneria lavorano fianco a fianco integrandosi e siamo convinti che questo scambio tra discipline e generazioni differenti possa creare il giusto flusso creativo e dare origine a idee nuove. Negli ultimi anni siamo cresciuti molto, siamo quasi raddoppiati come numero di persone nello staff operativo, sviluppando anche rapporti sempre più stabili con coprogettisti specialistici di strutture e impianti  e imprese di costruzioni. È stato sicuramente il nostro approccio BIM alle commesse una delle chiavi del nostro successo, ed è per noi un processo indispensabile che ha migliorato la qualità del nostro lavoro”.

“Per tanti anni abbiamo usato Allplan” – prosegue Villa – “ma da circa un anno e mezzo ci siamo resi conto che, per avere ancora una maggiore integrazione dei pocessi e adeguarci a una crescente richiesta di mercato, era opportuno cominciare a utilizzare Revit. Così abbiamo investito non solo a livello di software ma anche di personale, affiancando giovani esperti di nuove tecnologie a progettisti senior in grado di trasmettere le competenze professionali e operative necessarie per una crescita costante insieme”.

Uno dei progetti che ha segnato il percorso professionale di Starching è stato sicuramente il grattacielo orizzontale disegnato da Mario Cucinella Architects denominato Parallelo, dove lo studio milanese ha avuto la possibilità di mettersi alla prova nella progettazione integrata attraverso lo sviluppo del Modello Digitale (BIM) dell’edificio. Di questo progetto Starching ha seguito la progettazione esecutiva dell’edificio dalle fasi di appalto alla Direzione Lavori.

L’originalità del progetto” – spiega Simone Villa – “ha fatto sì che lo sviluppo della progettazione integrata-esecutiva chiedesse come fondamentale prerogativa la forte integrazione tra le diverse discipline: tra il progetto edile e il progetto impiantistico e quello strutturale. Una delle peculiarità, ad esempio, è stata sviluppare un coordinamento che consentisse di progettare i passaggi impiantistici (sia meccanici, elettrici e dei sistemi di supervisione) all’interno della struttura a travi alveolari”.

Un altro progetto particolarmente significativo per l’approccio BIM dello studio è stata la realizzazione dell’Headquarter di BNL Gruppo BNP Paribas vicino alla stazione di Roma Triburtina, la principale delle tre nuove sedi romane della società. L’edificio ha ottenuto la certificazione LEED Gold Core & Shell, riducendo i consumi complessivi previsti del 30% grazie all’utilizzo di soluzioni progettuali e tecnologiche a basso consumo idrico, elettrico ed energetico. “Visto l’impatto dimensionale dell’edificio” – sottolinea Simone Villa – “il rispetto del budget è stato uno degli elementi di progetto più sfidanti ma grazie all’impiego di soluzioni tecniche e strutturali efficienti è stato possibile rispettarlo mantenendo estetica e alte performance”.

Starching è presente anche nella fase costruttiva, nell’applicazione della metodologia BIM di supporto all’impresa con l’obiettivo di rendere il cantiere edile, nelle sue molteplici funzioni, digitale; per fare ciò è stato necessario l’uso di apposite piattaforme digitali preposte alla pianificazione, all’organizzazione e alla gestione del cantiere, in modo da supportare i processi predittivi / decisionali, attraverso flussi informativi impostati sulle analitiche dei dati.

Oggi la crescente disponibilità di nuove soluzioni tecnologiche nella fase di progettazione si scontra con l’uso della carta nel cantiere tradizionale, mettendo in risalto, da una parte, la necessità di formare le maestranze edili e l’organizzazione d’impresa, dall’altra, l’integrazione, nel processo di scelta progettuale, dell’impresa di costruzione. È altresì evidente la necessità di affinare gli “attuali modelli digitali (numerici) e la struttura dei flussi (informativi), migliorando la comunicazione tra obiettivi di progetto ed esigenze costruttive.

In prospettiva, una volta consolidata la digitalizzazione del cantiere, tramite processi decisionali sarà necessario concepire la piattaforma digitale di cantiere in stretta connessione con quelle della città, ottenendo obiettivi urbani di progetto. L’approccio dello studio Starching ora è quello di gestire tutti i progetti in BIM anche quando non viene loro espressamente richiesto, nella convinzione che questa metodologia sia un importante veicolo della qualità del controllo progettuale.

Nel campo dei coprogettisti specialistici e nel campo delle imprese esistono senz’altro realtà evolute con cui collaborare e crescere, ma la filiera è costituita anche di realtà che faticano ad introdurre un cambiamento così radicale nel proprio sistema di lavoro.

Rispetto ad altri Paesi, in cui l’adozione della metodologia BIM è a una fase oggettivamente più avanzata, in Italia è ancora debole la spinta propulsiva che dovrebbe provenire dalle committenze; a fronte di alcune realtà che stanno con decisione implementando il BIM nei propri processi, manca, in generale, una piena e diffusa consapevolezza dei vantaggi che il BIM può comportare in fase di progettazione e soprattutto, in quella di Facility Management.

Negli ultimi tempi – conclude Simone Villa – si parla tanto di BIM soprattutto per quanto riguarda la modellazione; quello che manca è una piena consapevolezza sul tema. La collaborazione e integrazione è la vera chiave dello sviluppo del BIM nel nostro Paese. Credo che la primissima forma di integrazione da ricercare sta nel dialogo con tutti gli attori in campo, primo fra tutti il Cliente, affinché tutti i passaggi dello sviluppo del progetto ne costituiscano un avanzamento tracciabile, computabile e condivisibile in ambienti software e piattaforme d’interscambio in cui l’operato di ciascuno dialoghi a livello di dato con tutti gli altri contributi senza perdita di valore”.

 

 

 

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Giornalista professionista della redazione di BIMportale, dopo i primi anni a rincorrere notizie di cronaca e attualità ha deciso di fermarsi per seguire più da vicino il mondo dell’architettura e del design. Collabora con diverse testate di questo settore alla ricerca di progetti e realtà da raccontare e descrivere con una particolare attenzione alle idee più innovative approfondendo anche tematiche legante al rispetto dell’ambiente e alle fonti rinnovabili.