Stefano Ruzzon, One Works: Il BIM offre nuove opportunità a tutta la filiera della costruzioni

Laureato in Architettura presso l’Università IUAV di Venezia nel 2005, Stefano Ruzzon inizia la sua attività di libero professionista collaborando con uno studio di progettazione della provincia di Padova. Nel 2013 è entrato in One Works presso la sede di Venezia dove oggi ricopre il ruolo di BIM Manager.

Quale è stato il suo percorso professionale che lo ha portato al BIM?
Mi sono avvicinato alla metodologia BIM nel 2015 parallelamente al coinvolgimento dello studio in importanti progetti internazionali. La partecipazione attiva in questi progetti ha suscitato in me l’interesse per il BIM; non solo per la parte più produttiva ma anche per quanto riguarda glia aspetti gestionali. Ho ricoperto per circa due anni il ruolo di responsabile e BIM Coordinator per il settore strutture della società. Durante questo periodo, di crescita personale e aziendale in ambito BIM, ho potuto aumentare le mie competenze e da aprile 2018 ricopro il ruolo di BIM Manager.

Quali sono le caratteristiche principali della sua figura professionale?
La mia figura professionale sicuramente deve essere poliedrica, cioè presentare una molteplicità di aspetti relazionati fra di loro. Bisogna saper coniugare insieme sia hard skills che soft skills, senza dimenticare che prima di tutto è necessario possedere delle adeguate conoscenze come progettista ed avere un’adeguata esperienza nel mondo delle costruzioni. Da un lato ci deve essere la capacità di utilizzare specifici software, dall’altra ci sono la conoscenza di aspetti legati al Project Management, la gestione e pianificazione del team e la predisposizione alla collaborazione con tutti gli attori coinvolti nel processo. Accanto a tutto ciò, mi occupo della formazione interna che ritengo importante per poter operare in un settore come il nostro che sta vivendo una forte trasformazione digitale; per cui non solo aggiornamento dei software già in utilizzo ma anche introduzione di nuovi per affrontare le sfide progettuali con i mezzi idonei. Parallelamente mi sto occupando della crescita del know-how aziendale attraverso l’implementazione di standard e l’attività di ricerca e sviluppo; questo ci permetterà di puntare al continuo miglioramento dei processi interni di progettazione e all’introduzione di nuove tecnologie o strumenti per poter costantemente migliorare i nostri ambiti di competenza.

Come opera quotidianamente con quali strumenti e con quali obiettivi?
Attualmente sono impegnato nell’implementazione del BIM all’interno della società attraverso la creazione di standard e processi. Per ogni nuovo progetto mi occupo del set up delle procedure BIM insieme al BIM Coordinator. Contemporaneamente mi interfaccio con la società per valutare gli indirizzi gestionali e tecnologici da seguire. Sicuramente uno degli obiettivi da raggiungere sempre è l’efficienza. Per esserlo prima di tutto serve collaborazione e condivisione all’interno del team; per questo mi confronto con i bim coordinators per valutare lo stato di avanzamento dei progetti in corso, programmare le attività e valutare le criticità. Inoltre, ogni giorno, a seconda delle esigenze, mi interfaccio con i teams per affrontare eventuali problemi e trovare le idonee soluzioni. I principali software che utilizziamo sono Revit e Tekla per la modellazione, Dynamo per gli automatismi e/o verifiche e Navisworks per il coordinamento. Inoltre, per la collaborazione interna stiamo implementando alcuni tools specifici come per esempio Teams di Microsoft e Trello per la gestione delle tasks giornaliere.

In che modo viene utilizzata la metodologia BIM all’interno del vostro studio?
One Works grazie alla partecipazione in grandi progetti internazionali ha maturato un’elevata esperienza con la metodologia BIM. Sviluppiamo diverse tipologie di progetti in ambito infrastrutturale (aeroporti, metropolitane), immobiliare (uffici, residenze), commerciale (centri commerciali), culturale (scuole e musei) e sportivo (stadi). La nostra società offre una progettazione pluridisciplinare (architettura e ingegneria), di conseguenza la metodologia BIM basata sulla collaborazione risulta essere il giusto approccio per poter controllare in modo più efficiente lo sviluppo dei progetti. La metodologia viene utilizzata attraverso standard e processi condivisi fin dalle fasi iniziali di progetto all’interno dei gruppi di lavoro. Per poter operare con tale approccio il team deve essere composto da figure professionali idonee; per questo la continua formazione a mio avviso risulta essere molto importante.

Mi può parlare di un suo progetto, di recente realizzazione, progettato con metodologia BIM?
Tra i vari progetti sviluppati con metodologia BIM posso citare l’ampliamento del Terminal Passeggeri dell’Aeroporto di Venezia. Si tratta di uno dei nostri primi progetti in BIM in Italia e di una certa importanza. Il progetto nella sua prima fase era nato seguendo un sistema di progettazione tradizionale. In seguito, insieme al cliente si è deciso di sviluppare le fasi successive adottando la metodologia BIM. La sfida si presentava molto complicata ma allo stesso tempo stimolante: si tratta, infatti, di un progetto di ampliamento e riqualifica parziale di dimensioni notevoli con diverse discipline specialistiche coinvolte. Lungo il percorso i problemi da risolvere non sono stati pochi ma sono stati gestiti attraverso il coordinamento dei modelli.
Il progetto di ampliamento e adeguamento del terminal rientra all’interno di un Masterplan che prevede la trasformazione dell’aeroporto in un moderno hub intermodale. L’ampliamento si articola in diverse fasi progettuali e costruttive. Tutte queste sono state gestite all’interno dei modelli. La prima fase ha visto la condivisione con il cliente degli obiettivi e degli usi dei modelli; poi è seguito il “settaggio” dei template e delle informazioni di base per poter sviluppare i modelli. Il tutto è stato descritto nel BIM Execution Plan. I modelli sono stati divisi per disciplina e all’interno di ogni disciplina sono stati creati dei sotto-modelli per gestire le dimensioni degli stessi o per specifiche esigenze. Tutti i modelli sono stati uniti in un modello Master utilizzato per il coordinamento 3D. La stessa cosa è stata fatta realizzando un unico modello Navisworks per la verifica delle interferenze. Complessivamente sono stati gestiti circa 50 modelli. Infine, tutti gli elaborati grafici sono stati estratti direttamente dai modelli 3D con esclusione di alcuni elementi sviluppati in 2D ed inseriti all’interno dei modelli come informazioni. Alla fine della fase progettuale sono stati raggiunti gli obiettivi prefissati all’inizio della progettazione.

Quali sono secondo lei le prospettive future del BIM in Italia?
Credo che l’utilizzo della metodologia BIM in Italia avrà un forte impulso nei prossimi anni. L’introduzione della metodologia BIM porterà sicuramente dei benefici a tutti gli attori coinvolti nella filiera dell’industria delle costruzioni. Per i liberi professionisti si presenteranno nuove opportunità lavorative in quanto aumenterà la richiesta di figure professionali specializzate. La necessità di una stretta collaborazione tra le varie figure professionali coinvolte fin dalle prime fasi progettuali porterà a realizzare progetti di maggiore qualità. La realizzazione di modelli digitali coordinati permetterà un controllo più preciso dei costi di realizzazione delle opere e inoltre ciò si ripercuoterà nella fase costruttiva con la possibilità di diminuzione dei tempi di cantiere. Un forte aiuto da parte della digitalizzazione lo avrà chi svolge l’attività di facility management in quanto potrà utilizzare per i propri scopi le informazioni, precedentemente concordate, presenti nei modelli digitali; in quest’ottica anche la restituzione del patrimonio edilizio esistente faciliterà un miglioramento dell’attività di gestione, manutenzione e trasformazione.

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Giornalista professionista della redazione di BIMportale, dopo i primi anni a rincorrere notizie di cronaca e attualità ha deciso di fermarsi per seguire più da vicino il mondo dell’architettura e del design. Collabora con diverse testate di questo settore alla ricerca di progetti e realtà da raccontare e descrivere con una particolare attenzione alle idee più innovative approfondendo anche tematiche legante al rispetto dell’ambiente e alle fonti rinnovabili.