Adamo Borrielli: il BIM per la gestione e il controllo completo della commessa

Laureato in ingegneria edile architettura, con esperienza maturata presso aziende operanti nei settori dei lavori pubblici e privati e presso studi di ingegneria e architettura nazionali e internazionali, l’Ing. Adamo Borrielli ha sempre fatto della gestione e controllo della commessa il suo punto di forza. Dopo un master in architettura a Barcellona e una certificazione ISIPM, frequenta il master BIM presso l’università di Pisa e inizia il suo percorso all’interno del mondo del BIM.
Con formazione da BIM Manager oggi collabora come BIM Coordinator presso Techniconsult Firenze.

Quale è stato il suo percorso professionale che l’ha portata al BIM?
Il mio percorso inizia con l’acquisizione delle competenze di Project Management nella gestione della Commessa grazie al mio ruolo di Direttore Tecnico all’interno dell’azienda di famiglia, e grazie all’esperienza maturata negli anni presso diversi studi di progettazione.
La svolta in chiave BIM nasce quando decido di frequentare il Master in Building Information Modeling – BIM Manager all’Università di Pisa. Questo master mi ha dato la possibilità di ampliare le mie conoscenze in ambito BIM e di rafforzare l’idea che il BIM sia la metodologia di approccio alla progettazione più adatta ad armonizzare le esigenze di riduzione dei tempi, controllo dei costi e alta qualità di esecuzione.
La mia curiosità di approfondire lo sviluppo dei progetti impiantistici chimico-farmaceutici, mi ha permesso, durante il project work a conclusione del percorso del master, di entrare in contatto con Techniconsult Firenze, società che offre in tutto il mondo servizi di ingegneria ad aziende e multinazionali di diversi settori industriali, con forte specializzazione nel settore farmaceutico.
All’interno della Techniconsult Firenze mi occupo oggi della gestione e coordinamento dei progetti BIM multidisciplinari (ARC, STR e MEP) oltre che dell’aspetto di ricerca e sviluppo del BIM nei processi aziendali.

Quali sono le principali caratteristiche della sua figura professionale?
La mia figura deve avere una conoscenza trasversale sia delle discipline dell’ingegneria e dell’architettura che del project management e delle fasi dell’execution, per riuscire ad avere una visione globale del progetto e sapersi interfacciare con successo con tutti gli attori. Sicuramente la conoscenza e la padronanza degli strumenti di analisi e controllo dei modelli, dei software di Authoring utilizzati per la modellazione, della normativa BIM e delle caratteristiche dei formati di interscambio openBIM sono di fondamentale importanza. D’altra parte, il saper gestire e coordinare diversi gruppi di lavoro è un altro aspetto fondamentale e imprescindibile se si vuole davvero essere in grado di ottimizzare i tempi, ridurre i rework e massimizzare il profitto.
A livello personale trovo molto stimolante il fatto che non esista una routine nel lavoro che svolgo, mi piace confrontarmi quotidianamente con problematiche nuove che necessitano di sperimentazione e implementazione di processi, per migliorare quelli esistenti o crearne di nuovi in ottica di maggiore produttività e qualità di risultato.
Le attività che svolgo quotidianamente comprendono: la verifica di congruenza dei modelli agli standard richiesti, l’utilizzo di Navisworks per il coordinamento dei modelli e rilevamento delle Clash, l’utilizzo di Revit, spesso in abbinata con Dynamo e Python, per l’inserimento, l’estrazione e la validazione delle informazioni del modello. Il tutto unito a: redigere Capitolati Informativi e Piani di Gestione Informativa, gestire e organizzare la condivisione dei modelli e lavorare alle procedure e agli standard BIM interni all’azienda.

Come si lavora in BIM all’interno della sua azienda?
Tecniconsult adottava già alcune metodologie BIM soprattutto sulla disciplina impiantistica, e questo ha permesso di concentrare da subito l’attenzione sulla I del BIM (implementazione delle informazioni nel modello) e sul coordinamento di più modelli. Siamo partiti dall’implementazione in ambito 5D, sul tema delle QTO, studiando script Dynamo specifici sulle discipline HVAC e PIPING, per estrazione dati e calcolo diretto dal modello, per arrivare ai computi metrici come derivati documentali, passando per un’attività interna volta al coordinamento di più modelli e alla verifica delle interferenze e delle incongruenze tra gli stessi. I modelli ora sono documenti di commessa consegnati al Cliente e alle Ditte, attestando l’avanzamento della maturità informativa digitale adottata come descritto dalla norma UNI 11337.
Quello che inizialmente era un processo limitato alla sfera impiantistica, viene oggi applicato dalla progettazione civile e architettonica farmaceutica sin dalla fase di concept. La nuova sfida sarà quella di integrare la progettazione BIM a partire dalle fasi dell’ingegneria di processo e di ottenere il massimo rendimento dagli strumenti a disposizione nella progettazione impiantistica.

Può raccontarci qualche progetto su cui sta lavorando?
In questi anni in Techniconsult ho partecipato a diversi progetti. Attualmente seguo un cantiere in corso di realizzazione. Il gemello digitale di questo progetto è composto dalla federazione di più modelli, ciascuno per singola disciplina: architettura civile, farmaceutica, struttura, impianto hvac, elettrico, antincendio, piping industriale e di processo (e in funzione della complessità spesso la stessa disciplina è divisa su più modelli).
Questo è forse il progetto, internamente all’azienda, dove si è investito maggiormente sul Model Checking, portando avanti l’attività di Clash Detection dalla fase di progetto a quella di realizzazione.
È stato stimolante e interessante velocizzare l’individuazione delle clash, per migliorare l’attività degli Specialist, sviluppando script Dynamo e Python in grado di leggere, interpretare e visualizzare i report direttamente nell’ambiente di modellazione.
Un altro progetto a cui sto lavorando, prevede invece l’utilizzo del processo BIM sin dalle fasi inziali di progettazione. Il modello è il database informato. Si è partiti dalla stesura delle linee guida per lo scambio informativo dei dati, dal pGI, dalla strutturazione della WBS e dal corrispettivo codice CBS per il controllo e la gestione dei costi.

Quali sono secondo lei le prospettive future del BIM in Italia?
La situazione in Italia è buona. Mi capita spesso di confrontarmi con altre realtà che ugualmente lavorano in BIM e a livello nazionale il puzzle inizia a comporsi. L’utilizzo delle metodologie BIM, nel settore pubblico, sono ancora limitate nonostante le tempistiche richieste dal DM560/2017. La resistenza maggiore che mi capita di osservare consiste nella difficoltà di percepire il BIM come metodo e non come applicativo software. Quando mi trovo a descrivere la strategia BIM adottata nei progetti, la prima cosa che sottolineo è che il BIM non è “un”, o “il” software, il BIM è una metodologia e un processo di lavoro. Il modello non deve essere solo una geometria tridimensionale, ma un contenitore delle informazioni con tanti cassetti che di volta in volta si vanno a riempire durante l’avanzamento del progetto e della conoscenza dello stesso. Il feedback più positivo su questo approccio viene dalle Ditte appaltatrici che più di tutti apprezzano l’utilizzo del formato IFC di interscambio open BIM. Una risposta così positiva da parte di chi opera sul campo, giustamente guidata da noi professionisti del BIM, potrà fare da catalizzatore per raggiungere una diffusione che permetta miglioramenti e risparmi generali in termini di tempi e costi con aumento del livello qualitativo.

 

mm

Giornalista della redazione di BIMportale, professionista della comunicazione e del marketing per il settore AEC – Architetture Engineering & Construction. Ha lavorato per molti anni nell’editoria B2B dirigendo una delle principali testate specializzate per l’industria delle costruzioni, per la quale è stato autore di numerosi articoli, inchieste e speciali. Durante questa lunga esperienza editoriale ha avuto modo di vivere e monitorare direttamente l’evoluzione del settore e la sua continua trasformazione, lavorando a stretto contatto con i principali protagonisti del mercato: imprese edili, progettisti, committenti, produttori. Su tali premesse nel 2007 ha fondato l’agenzia di comunicazione e marketing Sillabario, che si occupa delle attività di comunicazione e ufficio stampa di importanti marchi industriali del settore delle costruzioni.