Alessandro Miele: il BIM organizzazione verso un percorso ricco di opportunità da inventare

L’Arch. Alessandro Miele si è laureato in Architettura presso l’Università Federico II di Napoli, ed è stato nel 1998 Co-fondatore del portale CADLANDIA. Portale di divulgazione con in quegli anni ha sviluppato diverse campagne di informazione e diffusione su prodotti AEC e BIM in Italia come Revit, Archline. Navisworks e altri software.
Dopo numerose esperienze professionali e di ricerca ha lavorato in differenti ambiti e collaborato con studi di progettazione internazionali su opere complesse e importanti, in Italia e all’estero, come architetto progettista, coordinatore e project manager.

Quale è stato il suo approccio al BIM?
Dai primi anni di università ho iniziato ad avvicinarmi alla progettazione assistita e questa passione per la tecnologia e i sistemi informatici di supporto all’architettura l’ho portata avanti durante tutto il mio percorso professionale. Dopo l’utilizzo di varie piattaforme CAD e 3d ho cominciato a lavorare in BIM con Revit 2.0 ed Allplan. L’utilizzo combinato di questi strumenti, che passava anche da prodotti di meccanica, scansione tridimensionale e modellazione freeform avanzata, database, è stato per me fondamentale per poter adattarmi e lavorare con approcci diversi a seconda delle esigenze della committenza. Attualmente continuo ad occuparmi di questo settore mantenendo sempre l’interesse per tutte quelle tecnologie che supportano la creazione e gestione del processo progettuale, metodi che negli anni continuano a venir fuori e migliore come, per citarne alcune, l’Opensource, il Digitaltwin, l’AI e l’H-BIM.

 Quali sono secondo lei i vantaggi dell’utilizzo del BIM?
Il BIM consente di lavorare in modo organizzato, produttivo e collaborativo, oggi anche normato in gran parte. Per sfruttare al meglio questa tecnologia è necessario quindi trasformare i processi lavorativi e voler avere un approccio più aperto alla condivisione dei dati finalizzato ad un lavoro pienamente collaborativo. Organizzazione non solo del gruppo di lavoro, ma anche di metodi, strumenti ed obiettivi durante l’intero flusso produttivo. Diventa necessario che tutti gli attori coinvolti si impegnino a dialogare tra loro utilizzando questo come linguaggio comune verso una collaborazione integrata e mai guardarlo come semplice utilizzo di uno stesso software.

Quali progetti hanno in qualche modo segnato il suo percorso professionale?
Sono tanti i progetti anche molto importanti a cui ho avuto la possibilità di collaborare, sicuramente tra questi ci sono il nuovo Centro Congressi Eur a Roma e Shenzhen International Airport T3 con lo studio Massimiliano Fuksas a Roma, con Nemesi & Patners e Morphosis Architects la nuova sede dell’ENI a S. Donato Milanese e il Padiglione Italia a Milano EXPO2015. Tra gli ultimi la Torre Unipol con lo studio Mario Cucinella Architects.
In questi studi, dove l’Architettura è protagonista in ogni momento nelle più varie tecniche di ideazione, l’informatica applicata è scontata, ma c’è sempre un obiettivo comune a supporto della produzione delle opere finalizzato al controllo complessivo, all’organizzazione del processo progettuale ancora prima di essere un mero adempimento contrattuale o normativo che oggi possiamo chiamare anche BIM.

Quali sono le prospettive del BIM in Italia?
Le prospettive del BIM coincideranno con le prospettive dell’srchitettura e dell’ingegneria italiana.
Ci sono sicuramente molti professionisti preparati, ma tutto ciò deve essere accompagnato da una semplificazione e adeguamento del Sistema costruttivo italiano, soprattutto nelle dinamiche applicative che hanno oggi poco o nulla a che vedere con la rapidità di produzione che vede il BIM come “industrializzazione” e controllo dell’edilizia nel suo completo ciclo di vita. Questa spinta può passare anche dalle stazioni appaltanti che dovranno organizzarsi al meglio per comprendere e sfruttare quanto l’approccio Open e openBIM possa essere utile all’intero sviluppo dei progetti.
Quando ci si impegnerà a gestire ed accettare davvero le BIM delivery, si potrà avere una svolta nel settore anche se ancora oggi non tutti gli ambiti progettali sono coperti da questa tecnologia.
Fondamentale è guardare ai metodi elettronici come occasione per sfruttare l’OpenBIM e i processi correlati per migliorare ancora di più tutta la filiera produttiva pubblica e privata, guardando oltre l’acronimo del momento.
Il BIM negli ultimi anni ha posto un interrogativo globale sulla gestione incontrollata dell’edilizia a cui tutte le nazioni a proprio modo hanno dato risposta o lo stanno facendo, non è oggi un compito da svolgere e passare avanti ma, come l’informatica ci insegna e il concetto di “Aided” ancor di più, un obiettivo su una strada infinita e piena di opportunità molte delle quali ancora ignote e del tutto da inventare.

 

mm

Giornalista professionista della redazione di BIMportale, dopo i primi anni a rincorrere notizie di cronaca e attualità ha deciso di fermarsi per seguire più da vicino il mondo dell’architettura e del design. Collabora con diverse testate di questo settore alla ricerca di progetti e nuove iniziative da raccontare e descrivere con una particolare attenzione alle idee più innovative approfondendo anche tematiche legante al rispetto dell’ambiente e alle fonti rinnovabili.