Antonella Vittucci: gli esperti BIM possono giocare un ruolo importante per la ripresa dell’edilizia

Dopo alcune esperienze lavorative nel nostro Paese l’Arch. Antonella Vittucci si è trasferita prima a Doha e poi a Londra dove ha collaborato per quasi 3 anni con lo Studio Foster+Partners e oggi è BIM Coordinator presso Adamson Associates Architects.

Quale è stato il percorso professionale che l’ha portata al BIM?
Il mio percorso nel settore BIM è cominciato a Roma, la mia città di origine, in uno studio in cui ho collaborato per un anno e dove ho avuto la possibilità di lavorare su un importante progetto ferroviario per la città di Firenze. Il primo approccio al mondo dell’Object Oriented Design è avvenuto durante gli ultimi anni di università: la conoscenza del programma di authoring Revit e delle sue potenzialità acquisite fino a quel momento sono state potenziate sucessivamente con la necessaria formazione e certificazione e poi con l’esperienza sul campo. Un grande e importante step nella mia carriera è stato segnato dall’esperienza a Doha (Qatar) dove, grazie alla collaborazione con uno studio con sede a Roma incaricato come ‘Lead Designer’ di commessa,  ho potuto partecipare al progetto della Metro Red Line South Underground, 40 km di infrastrutture costruite in occasione dei Mondiali di Calcio che si terranno nel 2022. Il progetto è stato molto importante e formativo non solo per la complessità ed alta definizione di modellazione, ma anche perché attorno ad una commessa così importante hanno ruotato tantissime realtà professionali internazionali, per cui è risultato fondamentale il coordinamento e lo scambio di informazioni (modelli informativi). Da sempre affascinata da un environment internazionale, ho deciso poi di trasferirmi a Londra, per collaborare in qualità di BIM Coordinator con lo Studio Foster+Partners, dove ho avuto l’occasione di lavorare su grandi commesse e di approfondire le mie abilità nel BIM management. Oggi lavoro sempre a Londra con lo stesso ruolo per una società di architettura e ingegneria canadese.

Quali sono le principali caratteristiche della sua figura professionale?
Essere BIM Coordinator presuppone innanzitutto una conoscenza avanzata dei programmi di authoring, analisi, computational e management che rientrano nel processo BIM. Parallelamente alle skills informatiche ritengo però che sia fondamentale avere anche un buon background tecnico proveniente dalla specializzazione universitaria e dall’esperienza lavorativa maturata finora, senza il quale risulterebbe più difficile interpretare alcune peculiarità di un progetto, soprattutto se in stato di progettazione avanzato o in fase di cantiere, e poter consigliare o prevedere quindi metodi di modellazione e workflow del progetto il più possibile performanti in relazione alle richieste e necessità che si sono prefissate. Un altro aspetto della figura del BIM Coordinator è la capacità di problem solving, essere aggiornato sulle ultime norme in vigore che regolano il BIM, la redazione di Bim Execution Plan, la conoscenza delle specifiche tecniche, uniclass codes, COBiE, il controllo sistematico dell’integrità delle informazioni contenute nel modello prima di essere condiviso con il cliente e gli stakeholders. Da ultimo, ma non di minore importanza, avere grandi capacità di comunicazione a tutti i livelli ed il saper organizzare e coordinare uno o più team di progetto.

Quali vantaggio secondo lei porta il BIM alla progettazione?
Indubbiamente tantissimi, e posso dire sia per l’aspetto tecnico pratico che per quello a livello di collaborazione tra team. Innanzitutto, rispetto ad una precedente visualizzazione in 2D, un modello 3D virtuale dove tutti gli oggetti sono definiti per materiale, parametri, specifiche, permette di svolgere analisi (ad esempio energetiche), estrarre dati per computi in tempi molto rapidi, verificare dettagli costruttivi e prevenire in anticipo alcune possibili problematiche prima che si giunga alla fase di esecuzione, attraverso clash detection. Ciò riduce notevolmente il margine di possibili errori e spinge a rafforzare la collaborazione tra tutti gli attori che concorrono alla organizzazione e gestione dei modelli nelle diverse discipline. Di conseguenza le informazioni così coordinate ed inviate al cantiere permettono una maggiore integrità e supervisione in fase di costruzione. Affinchè questo processo si esprima nel suo massimo livello, è necessario ed auspicabile che tutti gli stakeholders abbiano gli stessi requisiti informatici necessari (CDE e programmi di authoring ) per garantire la continuità e l’implementazione delle informazioni.

Come si lavora in BIM all’interno della sua realtà aziendale?
Abbiamo un BIM team specializzato che si occupa di organizzare il workflow ed assistere gli architetti alla modellazione seguendo sempre il metodo del “Revit Best Practice”, gli standards e le procedure dettati dalle norme in vigore. Dal momento che ci occupiamo anche delle fasi progettuali poco precedenti al cantiere, i nostri modelli sono opportunamente monitorati attraverso specifici tool, per garantire la completezza delle informazioni. Contemporaneamente, l’utilizzo del cloud per lo sharing dei modelli permette un maggiore e sistematico controllo e comunicazione tra stakeholders e cliente.

Può raccontarci qualche progetto su cui sta lavorando?
Le esperienze maturate finora negli studi dove ho collaborato mi hanno portato non solo ad acquisire un forte know-how nella gestione e coordinamento di grandi progetti nternazionali sia in ambito di trasporto ferroviario sia in grandi masterplans quali: mixed-use, edifici pubblici, luxury hotels & resorts; ma anche ad avere esperienza nella organizzazione e gestione del workflow di progetti dalla fase preliminare (concept) fino alla costruttiva . Sono stata coinvolta in progetti in India, Arabia Saudita, Cina e America. Attualmente sto lavorando ad un progetto di refurbishment di un grande masterplan mixed-use di circa 56.656 m² in UK.

Quali sono secondo lei le prospettive future del BIM in Italia?
Le app nate negli ultimi anni per aiutare l’industria dell’architettura e dell’ingegneria ad essere più performanti hanno davvero cambiato e accelerato il “modus operandi” di ogni tecnico. Pensiamo ad esempio al generative design oppure ai passi avanti che sono stati fatti nel campo del rilievo grazie a strumentazioni quali laser scanner ad altissima precisione ed in grado di restituire precise nuvole di punti anche di ambienti molto grandi facilmente gestibili in Revit, per cui anche chi lavora nel campo del restauro architettonico (pensiamo anche alle PA come le Soprintendenze ai Beni architettonici) e considerato il vasto patrimonio artistico-architettonico che l’Italia ha, ne trarrebbe indubbiamente enormi benefici, andando così ad incrementare la diffusione ed implementazione dell’HBIM.
La prospettiva in Italia è che il BIM finalmente venga adottato e messo in pratica non solo dai grandi uffici, che sicuramente hanno più capacità di investire risorse e capitale in quella fetta di mercato, ma anche dalle realtà più piccole. Penso sia molto importante ai fini di una rapida conversione verso questa nuova realtà, che siano in primis i Project Managers e i titolari delle aziende ad aver awareness della potenza del BIM e dei grandi vantaggi che si otterrebbero integrando questo metodo nel life-cycle del progetto. Inoltre, confido nelle Pubbliche Amministrazioni affinché investano il più possibile per promuovere il metodo BIM nel Paese. Gli esperti BIM in Italia ci sono e sono molto competenti, anche rispetto al panorama internazionale; soprattutto in questo momento storico potrebbero giocare un ruolo veramente fondamentale per la ripresa e una maggiore efficienza del settore dell’edilizia nel nostro paese.

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Giornalista professionista della redazione di BIMportale, dopo i primi anni a rincorrere notizie di cronaca e attualità ha deciso di fermarsi per seguire più da vicino il mondo dell’architettura e del design. Collabora con diverse testate di questo settore alla ricerca di progetti e nuove iniziative da raccontare e descrivere con una particolare attenzione alle idee più innovative approfondendo anche tematiche legante al rispetto dell’ambiente e alle fonti rinnovabili.