Nasce DVArea: nuovo hub innovativo del mondo delle costruzioni che decolla con il design

Dall’hotellerie, pensando alle nuove infrastrutture per le Olimpiadi del 2026, al telescopio più potente del pianeta, fino ad arrivare a nuovi complessi residenziali con centinaia di alloggi che riqualificano aree industriali dismesse. Portare innovazione nel mondo delle costruzioni, integrando diverse competenze, per dare forza al progetto di architettura, è la strada intrapresa dalla società bresciana DVision Architecture per arrivare a costruire DVArea, nuovo polo dell’innovazione. DVArea nasce per consolidare il posizionamento della società di progettazione con commesse in tutto il mondo e per dare il proprio contributo alla transizione culturale, ecologica e digitale in atto.

Forte della sua anima legata al design e alla progettazione integrata, DVArea investe sulla digitalizzazione per dialogare con altre discipline e genera satelliti, per aprirsi a nuovi ambiti del mercato delle costruzioni. In DVArea confluiscono DVision Architecture, DVS dedicata alle strutture, DVMEP per gli impianti, e ancora il consorzio PDVA per affrontare in maniera strutturata commesse che chiedono fatturati e requisiti consolidati. Una profonda trasformazione in termini di gestione del lavoro che parte dalla valorizzazione del fattore umano, passa per una formazione continua e si avvale di tecnologie innovative per assicurare produttività e puntare all’eccellenza.

DVision Architecture è nata con una naturale propensione alla ricerca ed allo sviluppo, alla digitalizzazione e all’integrazione spinta. La mission è quella di utilizzare l’architettura e il design in tutte le loro sfaccettature per migliorare la qualità del costruito. Questo, in sintesi, l’approccio di DVArea.

Per concretizzare ed ampliare questa mission, DVArea è costituita oggi da quattro ambiti: design, digital, consulting e investment. Al loro interno, singole società o brand offrono servizi tecnici e di consulenza, ma anche prodotti, a tutti gli attori della filiera delle costruzioni. Tra queste, Bimfactory, società di consulenza per la digitalizzazione delle imprese e Urban Pixel, nata per recuperare all’uso singoli pezzi di città, ovvero pixel urbani. La forza di DVArea è quella di configurarsi non come un elemento finito, ma come un elemento catalizzatore di idee che, pian piano, daranno vita a nuovi soggetti ed implementeranno l’offerta.

Esempio di questo approccio sono i tre progetti all’avanguardia in fase di realizzazione: Elt, hospitality a Ponte di legno, rigenerazione urbana nell’area ex-Plasmon.

Elt, il telescopio più potente del mondo – Il telescopio a infrarossi più mastodontico di sempre, che presto rivoluzionerà lo studio del cosmo, è frutto di un percorso di approfondimento e sintesi delle esigenze della cultura e della tecnica, che permette di giungere alla realizzazione di un’opera coerente con il suo tempo, e in grado di scommettere sul futuro. Il connubio tra arte-tecnologia-architettura, che si palesa nella realizzazione del progetto Elt, si rivela l’elemento distintivo e il vero valore aggiunto del contributo della società bresciana, che è stata coinvolta nell’operazione dall’impresa Cimolai SpA, inizialmente per la progettazione esecutiva, ma che proseguirà con la progettazione costruttiva e l’assistenza al cantiere, mettendo a disposizione tutte le competenze di DVArea. Il telescopio più potente del mondo sarà attivato nel 2025 nel deserto di Atacama in Cile a 3.046 metri l’altitudine. Con i suoi 798 specchi e 39 metri di diametro di quello principale, sarà anche il più prestante occhio dell’uomo rivolto verso il cielo, per dirci di più su materia oscura, ricerca di vita su altri pianeti, onde gravitazionali, raggi cosmici ad altissime energie, stellebuchi nerigalassie lontane. L’atipicità e l’unicità della progettazione dell’Elt sono stati, nelle parole di DVA, una sfida faticosa ed estremamente emozionante che ha portato la società alla collaborazione con i massimi specialisti del settore per poter garantire un risultato di qualità all’opera avveniristica. La progettazione esecutiva ha fatto i conti con diverse sfide, in quanto ogni piccolo aspetto relativo a questo edificio, unico al mondo e sorprendentemente atipico, ha portato allo studio approfondito di ogni materiale, tecnologia e applicazione, pensati nei minimi dettagli per ottenere il corretto funzionamento del complesso sistema telescopio e consentirne la durata prefissata nel tempo. Si pensi solamente alla manutenzione degli specchi che formano la lente: un intreccio di passerelle e gru consentono la rimozione e la pulizia di questi oggetti per poter garantire la massima visibilità della natura universale.

L’hospitality a Ponte di Legno – Una struttura alberghiera a Ponte di Legno, località sciistica in provincia di Brescia che sarà sede delle olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026. A partire dal concept architettonico firmato DVA, saranno sviluppati tutti i gradi di progettazione fino alla direzione lavori, al coordinamento della sicurezza ed al coordinamento BIM dell’intera commessa, coinvolgendo nella commessa anche DVS e DVMEP. L’area di intervento si trova a sud dell’abitato di Ponte di Legno, proprio di fianco agli impianti di risalita per le piste. La forma del lotto, i vincoli e l’orografia del terreno hanno influenzato il design di una struttura con una forma sinuosa, allungata, che segue le curve di livello e si inserisce nel contesto in maniera armonica. In quest’ottica, anche la scelta dei materiali, sia interni che esterni, è ricaduta su elementi naturali, come la pietra ed il legno, prediligendo essenze locali. L’edificio sarà costituito da 3 piani interrati, il piano terra dedicato alla hall e quattro piani dedicati alle camere, per complessivi 12.000 metri quadrati che andranno ad incastonarsi nel versante, seguendo le curve di livello del terreno e dotando la struttura dell’affaccio verso valle e verso la natura circostante. Nei piani interrati, trovano posto i parcheggi, gli spazi di servizio, la spa e, nella parte prospiciente la strada, i negozi. Il piano terra è stato pensato per essere trasparente e permeabile, in modo da traguardare le viste esterne. L’utilizzo della metodologia BIM, prerogativa del team DVArea, e la creazione del modello digitale fin dalle fasi preliminari ha permesso di valutare l’inserimento del manufatto nel contesto naturale, secondo criteri condivisi con la Soprintendenza. La modalità di lavoro in team-work ha permesso di procedere con la progettazione in maniera coordinata. Dal punto di vista operativo, il gruppo è stato suddiviso in sotto-team che hanno affrontato parti diverse dell’edificio. Il modello, già integrato con i dati relativi alle stratigrafie, è stato usato sia per l’estrazione degli elaborati di progetto che per la redazione del computo metrico. L’inizio dei lavori è previsto nel 2022 e l’apertura della struttura è stimata nella seconda metà del 2023.

La rigenerazione urbana nell’area “ex Plasmon” – Facendo leva sulla proficua collaborazione avviata già dal 2020 con Milano City Village, DVA è stata incaricata recentemente da AbitareIn nell’ambito di una seconda operazione nella stessa area milanese, non lontano da Porta Romana, volta alla rigenerazione dell’area ex Plasmon, con un incarico che include in questo caso anche la progettazione definitiva ed esecutiva. Il progetto prevede un mix di residenza libera ed edilizia residenziale convenzionata, per complessivi 30.000 metri quadrati circa che andranno a riqualificare un tassello del tessuto urbano consolidato nell’ambito di un più ampio progetto di trasformazione urbanistica che coinvolge lo scalo ferroviario di Porta Romana, uno dei simboli della Milano del futuro. L’area di via Cadolini si aggiunge a quella di via Tacito nella quale, sempre AbitareIn, sta sviluppando il complesso residenziale denominato Milano City Village e per il quale DVA sta svolgendo la direzione lavori generale. Per il progetto di Via Cadolini, l’incarico prevede il coordinamento generale ed il Bim management di tutto l’intervento, la progettazione architettonica esecutiva, la progettazione strutturale ed impiantistica dal preliminare all’esecutivo, la direzione lavori ed il coordinamento della sicurezza, oltre alle discipline specialistiche. In campo insieme a DVA, anche DVMEP e DVS. L’inserimento urbanistico in un’area dismessa, i vincoli territoriali, il rispetto delle distanze, delle altezze, le proprietà limitrofe in aderenza, l’accessibilità dell’area, sono solo alcuni degli aspetti che, nell’ambito di una progettazione integrata, devono essere valutati e coordinati correttamente per fornire alla committenza le migliori soluzioni. Le attività, ora nella fase preliminare, prevedono circa 7 mesi di progettazione e una quarantina di cantiere.

 

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Lavoro nel settore della comunicazione b2b da alcuni anni sia per testate giornalistiche che agenzie di comunicazione. Focus della mia attività è il confronto quotidiano con le nuove modalità di gestione ed elaborazione delle informazioni, le nuove tecnologie digitali, le trasformazioni in corso nelle professioni e nell’industria.