BIM People – Lavinia Chiara Tagliabue: edifici Green a risparmio energetico con il BIM

Lavinia Chiara Tagliabue svolge attività di ricerca all’Università degli Studi di Brescia al Dipartimento di Ingegneria Civile Ambiente Territorio Architettura e Matematica e collabora con il Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione della stessa università. È docente a contratto al Politecnico di Milano, Dipartimento di Architettura, Ingegneria delle Costruzioni e Ambiente Costruito, si occupa di energia, interoperabilità, behavioural design e modelli probabilistici.

Come è entrato il BIM nelle sue attività di docenza?
La mia attività didattica e il supporto alla didattica al corso del Prof. Angelo Ciribini si è concentrata sul tema della digitalizzazione del flusso di informazioni tra il modello BIM (Building Information Modeling) e i modelli BEM (Building Energy Modeling) per la verifica e promozione dell’efficienza energetica degli edifici. Ho iniziato insegnando Fisica Tecnica Ambientale all’interno dei corsi integrati dei laboratori di progetto e di costruzione dell’architettura al Politecnico di Milano nel 2005, attività che prosegue ad oggi. La verifica prestazionale ai fini del risparmio energetico è un driver per il rinnovamento degli edifici esistenti e per l’introduzione di un approccio specifico alla progettazione di nuovi edifici, tuttavia la simulazione ha sempre delle discrepanze rispetto al comportamento reale della costruzione e il performance gap viene rilevato in tutte le categorie di edifici. Oltre ad altre variabili in gioco, spesso la discrepanza tra il modello predittivo e l’edificio deriva anche dalle assunzioni fatte per le verifiche energetiche che non tengono conto della catena del valore dell’informazione. Assicurare, dunque, un flusso di lavoro ininterrotto BIM2BEM consente di ridurre tempi e costi delle verifiche energetiche, riducendo anche in parte l’incertezza dei risultati.

Da quanto tempo si occupa di BIM?
Mi occupo di BIM dal 2014, quando ho iniziato la collaborazione con l’Università degli Studi di Brescia e ho approfondito i temi BIM2BEM supportando il corso del Prof. Angelo Ciribini, con cui abbiamo realizzato varie pubblicazioni internazionali sul tema. Sostanzialmente abbiamo integrato le competenze al fine di utilizzare il BIM per la gestione del progetto e dell’asset, in un’ottica di implementazione prestazionale nel ciclo di vita. Le normative energetiche sono in evoluzione, e l’edificio durante la vita utile deve essere monitorato e soggetto a processi di tuning per incontrare le necessità variabili delle utenze, in un’ottica effettiva di NZEB (Net Zero Energy Building).

Quali sono i filoni principali di ricerca?
Il filone principale della ricerca che stiamo svolgendo si basa sull’evoluzione del concetto di Building Automation e Smart Building, che sostanzialmente cercano di automatizzare la gestione della costruzione in ottica zero energy includendo le variabili che appunto creano il performance gap. L’evoluzione concettuale che stiamo portando avanti sperimentalmente è quella dell’edificio cognitivo, di cui il laboratorio eLUX è il primo esempio in Italia (http://elux.unibs.it/). eLUX significa Energy Laboratory as University eXpo, e l’edificio pilota allo Smart Campus dell’Università degli Studi di Brescia è stato sviluppato grazie a un bando di finanziamento nazionale negli ultimi 5 anni. L’edificio è quindi sensorizzato, e i dati dei sensori delle condizioni ambientali e delle utenze sono collegati al modello BIM della costruzione al fine di ottimizzare i flussi di energia e occupazione per implementare l’esperienza educativa e migliorare il learnscape all’interno del campus. Un’esperienza formativa estesa all’interno del campus di ingegneria.

Con quali strumenti lavorate per formare all’utilizzo della metodologia BIM?
Gli strumenti che utilizziamo sono quelli che da anni supportano il processo di briefing, progettazione, verifica della compliance adatta all’ambiente BIM (dRofus, Autodesk Revit, Solibri). A supporto del processo di definizione del progetto e analisi prestazionale utilizziamo strumenti utili sia nelle prime fasi progettuali che successivamente per analisi dettagliate (Formit, Green Building Studio, Design Builder, Grasshopper, Honeybee, IES VE, EnergyPlus), oltre che strumenti per strutture i dati e parametrizzare le scelte (Flux, Dynamo, Python). Sono state attuate delle sperimentazioni anche sul tema della crowd simulation per lo studio dei flussi occupativi degli spazi in modo da supportare il design optioneering in collegamento con l’uso della realtà virtuale in collaborazione con la Ruhr Universität Bochum, con cui l’Università degli Studi di Brescia ha portato avanti un bando DAAD-MIUR per la mobilità degli studenti.

Come si stanno orientando gli studenti al BIM?
Gli studenti sono molto curiosi e attenti alle innovazioni, è necessario far capire le potenzialità della metodologia per efficientare il processo e l’estensione delle possibilità che gli strumenti supportano. A quel punto l’integrazione dei flussi di lavoro diventa un modo per attuare delle strategie di implementazione dei processi, e gli studenti lo comprendono acquisendo un know-how forte per il mondo del lavoro.

Quali sono secondo lei le prospettive future del BIM in Italia?
Il BIM è ormai una metodologia che è già utilizzata nei grandi studi e nelle grandi opere, ci sono esempi che dimostrano i vantaggi associati a queste procedure per la gestione degli appalti e la realizzazione delle opere complesse (http://www.digitalbimitalia.it/blog/7413.html). Sicuramente c’è molto interesse per il BIM, e questo consente di prevedere delle ampie prospettive di diffusione; l’evento DigitalBIM ha rivelato il grande interesse del settore per il tema.

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Giornalista professionista della redazione di BIMportale, dopo i primi anni a rincorrere notizie di cronaca e attualità ha deciso di fermarsi per seguire più da vicino il mondo dell’architettura e del design. Collabora con diverse testate di questo settore alla ricerca di progetti e realtà da raccontare e descrivere con una particolare attenzione alle idee più innovative approfondendo anche tematiche legante al rispetto dell’ambiente e alle fonti rinnovabili.