CIRFOOD DISTRICT a Reggio Emilia

CIRFOOD è una delle maggiori imprese italiane attive nella ristorazione collettiva (scolastica, aziendale e sociosanitaria), nella ristorazione commerciale e nei servizi di welfare alle imprese. È presente in 17 regioni e 73 province d’Italia, in Olanda e Belgio producendo oltre 100 milioni di pasti l’anno grazie al lavoro di 13 mila persone. Il gruppo ha sede in Via Nobel a Reggio Emilia. Ed è proprio nell’area attigua al suo head quarter che presto sorgerà il nuovo CIRFOOD DISTRICT centro di ricerca e sperimentazione per l’innovazione in ambito nutrizionale e food service. L’edificio ospiterà spazi di ricerca (un laboratorio sensoriale, una cucina e un ristorante sperimentale, un’area workshop) nei quali sarà possibile favorire la contaminazione tra istituzioni, aziende, start-up, enti di ricerca, università, terzo settore e produttori coinvolti a vario titolo nello sviluppo di soluzioni innovative per le sfide sul futuro del cibo e della nutrizione.
Il progetto costruttivo dell’opera nel suo complesso è stato seguito con un processo BIM-oriented attraverso un ambiente di progettazione condiviso e coordinato.

Il progetto architettonico
L’intervento si inserisce in un’ampia fascia di terreno libero a ridosso della sede dell’azienda, che verrà riconfigurato a giardino urbano in stretta connessione con l’edificio di testa esistente. Un parco alberato lineare, valorizzazione degli spazi aperti (parcheggi, aree a prato, aree attrezzate) andranno ad arricchire lo scenario entro cui si colloca il CIRFOOD DISTRICT.
L’edificio di nuova realizzazione ha una superficie lorda di 1.744 m2, un impianto a terra di forma irregolare distribuito su due livelli, di cui quello prevalente per superficie al piano terra, e un’altezza massima di 11 m.
Il progetto architettonico è firmato da Iotti + Pavarani Architetti e Lauro Sacchetti Associati, autori anche delle immagini di progetto e dei render pubblicati in questo articolo.
La struttura si sviluppa su tre blocchi funzionali che affacciano sullo spazio principale dell’agorà. A nord-est, su un unico piano, ci sarà l’ingresso con spazio agorà in open space con desk destinata all’accoglienza dei visitatori e il ristorante sperimentale, un ampio spazio flessibile, privo di elementi fissi, con altezza dai 5 ai 6 m, e larghe vetrate. A nord-ovest, è prevista la gradonata di accesso al mezzanino con diversi momenti di racconto, conoscenza, gioco, sperimentazione, edutainment. A sud, su due livelli, la cucina, il laboratorio sensoriale, uffici e spazi workshop e coworking.
La parte esterna è caratterizzata da una copertura in struttura metallica con un sistema di lucernari integrati. Il sistema portante sarà realizzato in pilastri e travi in acciaio per garantire il minimo impatto sugli spazi. Le vetrate del primo piano saranno schermate dall’irraggiamento solare e isolate acusticamente. In generale, il progetto mira a costruire spazi e ambienti confortevoli, aperti, dinamici e, non ultimo, a garantire un’elevata efficienza energetica con l’obiettivo di realizzare il primo edificio con certificazione LEED Gold a Reggio Emilia.

Un progetto condiviso e coordinato grazie al BIM
L’adozione della metodologia BIM non soltanto ha favorito la progettazione integrata, e il coinvolgimento di tutti gli attori della filiera, ma ha anche ottimizzato il controllo del progetto e della realizzazione in tutti i suoi aspetti. Il processo BIM è stato gestito da DVision Architecture, su incarico dell’impresa appaltatrice Sicrea Group. “Avevamo l’obiettivo di sviluppare un progetto costruttivo condiviso e coordinato, di ridurre al minimo lo scambio di documentazione tra i soggetti coinvolti nella progettazione e nella realizzazione, di ottimizzare il controllo del progetto in tutti i suoi aspetti e di consegnare al Committente una valida base per la fase di gestione del ciclo vita. DVA svolge inoltre assistenza al cantiere, supportando l’impresa nella fase organizzativa e recependo le informazioni utili alla futura redazione degli as-built” spiega l’Arch. Alessandro Vitale, BIM Manager in DVA e responsabile della commessa CIRFOOD DISTRICT.
Per DVA, BIM significa collaborazione e condivisione, è un processo partecipativo che coinvolge tutta la filiera. “DVA si è dedicata moltissimo a questo concetto, considerando la figura dell’architetto proiettato nel mondo digitale come un ‘coordinatore della fabbrica’. Il progetto è di nuovo al centro, un’opportunità da non perdere, per una figura che torna ad essere determinante non più solo per la generazione della forma ma soprattutto per la visione dell’opera proiettata sul lifecycle. L’uso dei prototipi digitali apre scenari incredibili che devono essere ancora indagati e testati appieno. Circolarità, sostenibilità e digitalizzazione cambiano i tradizionali paradigmi della progettazione portando gli attori della filiera a interoperare ed estendere le proprie competenze” commenta Alessandro Vitale.

Dall’ACDat ai modelli as built
Una prima fase di pianificazione tra tutti gli attori coinvolti nel progetto CIRFOOD DISTRICT ha portato alla definizione di un piano per la gestione informativa (pGI). “DVA ha poi curato la configurazione dell’Ambiente di Condivisione Dati (ACDat) che ha permesso di mettere in comunicazione gli stakeholder gestendo tutti gli iter approvativi nelle varie fasi della progettazione. Siamo quindi entrati nel vivo della progettazione costruttiva con il processo: attraverso lo sviluppo dei modelli disciplinari e la creazione del modello coordinato, sono state svolte tutte le attività di coordinamento geometrico e si è passati alla produzione della documentazione di progetto” racconta il BIM Manager.
I modelli as built potranno poi essere la base per la fase successiva di gestione e manutenzione dell’immobile anche attraverso software dedicati che potranno interfacciarsi con il formato aperto IFC.

Il valore aggiunto che il BIM ha portato al progetto
Grazie a una metodologia di lavoro basata sullo sviluppo simultaneo e coordinato delle diverse discipline interessate è risultato possibile anticipare l’individuazione di alcuni punti critici del progetto e ridurre l’impatto – sia a livello di tempo che di costi – delle necessarie modifiche associate.
Citiamo volentieri, a titolo esemplificativo, l’attività di verifica svolta per lo sviluppo del sistema di involucro dell’edificio a cura di Bi.Pi.Effe. Attraverso il coordinamento 3D durante la fase di progettazione costruttiva è stato possibile comparare la realizzazione delle strutture con quanto progettato, identificando e correggendo potenziali conflitti geometrici tra queste e il sistema di facciate continue. Il rilievo realizzato in maniera tradizionale dall’impresa è stato tradotto, tramite lo sviluppo di uno script specifico, in una serie di punti nello spazio visualizzabili all’interno dei modelli costituendo, assieme agli elaborati estratti dal modello BIM coordinato, la base per la redazione del progetto costruttivo da parte di Bi.Pi.Effe poi evoluto nello sviluppo dei modelli costruttivi” racconta l’architetto Vitale.
Il BIM ha consentito anche di gestire al meglio anche le operazioni più complesse: “A dimostrazione di quanto possa risultare utile l’approccio digitale al progetto, crediamo sia molto interessante citare l’attività svolta da DVA per l’ingegnerizzazione del controsoffitto a doghe lignee che caratterizza l’edificio. L’utilizzo di strumenti digitali e tools parametrici per l’analisi, il controllo e la gestione delle geometrie complesse, quali le superfici a doppia curvatura del controsoffitto, hanno garantito l’ottimizzazione virtuale delle soluzioni tecnologiche volte a ridurre i costi e tempi di installazione. Avere a disposizione un prototipo digitale su cui confrontarsi con gli attori coinvolti nella specifica lavorazione ha garantito un controllo più efficace del processo e del risultato finale del progetto” conclude Vitale.

I software BIM utilizzati
I singoli modelli disciplinari realizzati attraverso i software di BIM authoring ARCHICAD 22 e Revit 2019 sono stati poi uniti all’interno di un modello federato su cui sono state sviluppate le attività di model checking utilizzando il software Solibri.
Le interferenze di progetto sono state tracciate attraverso report e condivise tramite issues mediante l’utilizzo della piattaforma di coordinamento Revizto. Lo strumento si basa sull’utilizzo di un modello centralizzato e federato in cloud da usare come base per l’individuazione, la catalogazione, l’assegnazione e la risoluzione di clash, problemi, aspetti critici ed ogni altro argomento che richiede uno scambio di comunicazioni, e che viene definito con il termine inglese di issue.
Il connubio tra ACDat e piattaforma di coordinamento ha garantito l’ottimizzazione del flusso di dati e informazioni all’interno del gruppo di lavoro, riducendo il trasferimento di documenti via mail o wetransfer.

 

Il progetto in breve
CIRFOOD DISTRICT
Luogo: Reggio Emilia, Via Nobel
Tipologia: Innovation center
Timeline progettazione costruttiva e realizzazione: febbraio 2019-in corso
Committente: CIRFOOD Cooperativa Italiana di Ristorazione s.c.
Progetto architettonico: Iotti+Pavarani Architetti; Lauro Sacchetti Associati
Impresa appaltatrice: Sicrea Group SpA
Consulenti progetto costruttivo:
– Progetto architettonico: DVision Architecture srl
– Progetto impianti meccanici: Eta Studio srl
– Progetto impianti elettrici: Enerplan srl
– Progetto carpenteria metallica: PTL srl
– Progetto involucro esterno: Bi.pi.effe.srl
Superficie: 1.700 m2
Valore dell’opera: 4.500.000 €

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Giornalista della redazione di BIMportale, professionista della comunicazione e del marketing per il settore AEC – Architetture Engineering & Construction. Ha lavorato per molti anni nell’editoria B2B dirigendo una delle principali testate specializzate per l’industria delle costruzioni, per la quale è stato autore di numerosi articoli, inchieste e speciali. Durante questa lunga esperienza editoriale ha avuto modo di vivere e monitorare direttamente l’evoluzione del settore e la sua continua trasformazione, lavorando a stretto contatto con i principali protagonisti del mercato: imprese edili, progettisti, committenti, produttori. Su tali premesse nel 2007 ha fondato l’agenzia di comunicazione e marketing Sillabario, che si occupa delle attività di comunicazione e ufficio stampa di importanti marchi industriali del settore delle costruzioni.