La mappatura robotica delle radiazioni per lo smantellamento di Chernobyl

L’Università di Bristol ha avuto accesso privilegiato alla sala di controllo del reattore 4 della centrale nucleare di Chernobyl per svolgere ricerche sulla mappatura delle radiazioni. L’intervento del team di Bristol è stato finanziata dal consorzio di ricerca Engineering and Physical Sciences Research Council (EPSRC) nell’ambito del progetto Robotics and AI in Nuclear (RAIN).

L’iniziativa è stata promossa in modo congiunto tra Bristol e l’Istituto per i problemi di sicurezza delle centrali nucleari (ISPNPP), dell’Accademia nazionale delle scienze dell’Ucraina. Sono stati sperimentati diversi sistemi robotici, dotati di apparecchiature di rilevamento delle radiazioni e mappatura laser sviluppate tra le università di Bristol e Oxford nell’ambito di RAIN. L’obiettivo era raccogliere modelli 3D accurati della zona di esclusione e della centrale nucleare di Chernobyl, da sovrapporre ai dati che definiscono la distribuzione e la gravità della radiazione.

“Avventurarsi effettivamente nella sala di controllo del reattore è stata un’esperienza tesa e tuttavia eccezionale”, ha affermato il ricercatore capo professor Tom Scott dell’Università di Bristol e co-direttore di RAIN. “Siamo orgogliosi di aver contribuito in modo utile sia per lo smantellamento di Chernobyl, ma anche per i siti nucleari legacy nel Regno Unito e in altre parti del mondo”.

I team di Bristol e ISPNPP stanno sviluppando una tecnologia per ridurre il rischio associato allo smantellamento degli impianti nucleari. I dati 3D acquisiti saranno ulteriormente analizzati dal team di ricerca per fornire mappe dettagliate dei livelli di radiazioni sul sito e per assistere il governo ucraino nello smantellamento della centrale elettrica.

Scott ha aggiunto: “Stiamo entrando in una fase di smantellamento di alcune centrali nel Regno Unito, a Sellafield e Magnox, quindi stiamo sviluppando nuovi sistemi di rilevamento, soluzioni robotiche e tipi speciali di rilevatori, questa tecnologia è necessaria ora. I robot possono rendere lo smantellamento nucleare più rapido, economico e, soprattutto, più sicuro. Saremmo in grado di sviluppare questa tecnologia solo con la guida e le informazioni dei nostri partner ucraini”.

Il team ha lavorato all’interno della struttura protettiva New Safe Confinement (NSC) che è stata eretta per coprire i resti del reattore guasto e il sarcofago originale che è stato rapidamente costruito dopo l’incidente nel 1986. Al sito è stato ora concesso il permesso di iniziare lo smantellamento a distanza del sarcofago, che sarà seguito dal recupero e dall’imballaggio di enormi volumi di detriti. Durante questo processo di smantellamento, per tenere monitorati i livelli di radioattività saranno necessarie tecnologie di scansione robotizzate in grado di definire rapidamente i rischi per mantenere i lavoratori al sicuro.

 

 

mm

Lavoro nel settore della comunicazione b2b da alcuni anni sia per testate giornalistiche che agenzie di comunicazione. Focus della mia attività è il confronto quotidiano con le nuove modalità di gestione ed elaborazione delle informazioni, le nuove tecnologie digitali, le trasformazioni in corso nelle professioni e nell’industria.