L’integrazione tra BIM e GIS nel futuro delle costruzioni

L’integrazione tra BIM e GIS sarà sempre più diffusa nel settore delle costruzioni, grazie anche agli innumerevoli vantaggi che l’uso combinato di queste due metodologie può portare nella realizzazione di opere infrastrutturali. Il BIM è la metodologia che consente di raccogliere, combinare e collegare digitalmente tutti i dati relativi a un edificio mentre il GIS è il sistema informativo geografico che mostra gli eventi che si verificano in un determinato territorio. Insieme, possono determinare importanti evoluzioni nel campo della progettazione sia nel settore pubblico che privato, come è emerso durante il seminario tecnico organizzato da One Team con la collaborazione di Esri Italia, che si è svolto 12 febbraio al Palazzo delle Stelline a Milano.

L’uso delle due tecnologie, abbinato anche all’Internet of Things, permette di fare un salto di qualità soprattutto nella gestione delle grandi infrastrutture. L’orientamento della comunità internazionale è quello di utilizzare sistematicamente l’approccio del gemello digitale, così da avere il modello geometrico, le schede tecniche, i componenti dell’opera ma anche i dati GIS relativi al territorio in cui si trova l’impianto, incluse le condizioni meteorologiche e i dati sismici ” ha dichiarato Riccardo Perego, Ceo di One Team, società di consulenza per le soluzioni informatiche professionali.

I benefici dell’integrazione tra BIM e GIS
Con l’integrazione tra BIM e GIS è possibile valorizzare il dato informativo come elemento centrale dell’intero processo. Si pensi, ad esempio, a una infrastruttura lineare come quella di una strada, composta anche da opere puntuali come potrebbe essere un viadotto: si parte dal modello BIM che fornisce le informazioni sull’infrastruttura e si arriva a un database cartografico grazie al GIS. Queste informazioni vengono collegate all’Archivio Nazionale Informativo delle Opere Pubbliche. Con questo meccanismo si realizza un catasto delle opere pubbliche, completo di  tutte le informazioni che derivano dal modello cartografico e dalle attività ispettive, per monitorare lo stato di gestione delle opere comuni. I vantaggi di questa integrazione sono riscontrabili anche in altri ambiti, come ad esempio in architettura e in tutti i campi in cui la componente territoriale viene presa in considerazione in fase decisionale o manutentiva. Si pensi, ad esempio, all’analisi dei percorsi in aeroporti o stazioni per identificare vie di fuga, o all’analisi territoriale di obiettivi sensibili, o ai servizi in una zona da sviluppare per un nuovo quartiere residenziale.

I progetti pilota
Durante il seminario tecnico sono stati presentati alcuni casi reali e progetti pilota.

Come quello del Comune di Milano, che sta implementando la metodologia BIM nell’edilizia scolastica ma anche quella GIS per la gestione geografica della toponomastica.

Anche Milano Serravalle sta adottando per il settore dei tratti autostradali un modello di integrazione tra BIM e GIS. Una piattaforma GIS già predisposta consentirà di integrare anche i dati provenienti dal modello BIM, mettendo a disposizione informazioni complete per tutte le opere. Questo consentirà di analizzare e di trasferire il manufatto, anche relativamente a tutto ciò che riguarda i costi, il collaudo, la manutenzione.

Un altro caso citato è quello di NET Engineering, società di ingegneria specializzata nel settore delle infrastrutture di trasporto e della mobilità intelligente, attualmente impegnata nel progetto SFMR che riguarda lo sviluppo del sistema ferroviario metropolitano della Regione Veneto, in cui è implementato un approccio di integrazione BIM-GIS.

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Giornalista professionista della redazione di BIMportale, lavora da molti anni nell’editoria B2B per la stampa tecnica e specializzata. Ha scritto a lungo di tecnologia, business e innovazione. Oggi orienta la sua professione nel campo delle tecnologie applicate alla progettazione architettonica e all’imprenditoria delle costruzioni.