Lo sviluppo del BIM nei progetti di restauro

In un momento in cui il mercato sempre più raramente offre la possibilità di investire nella ricerca il Gruppo Contec, un insieme di sette società che offrono servizi multidisciplinari dall’ingegneria all’architettura, dall’energia allo sviluppo immobiliare, all’IT, ha scelto di creare un centro di competenza chiamato BIS-lab® (Building Innovation and Skills-Lab®) per spingere l’innovazione tecnologica e di sistema. I progetti affidati a Bis-lab® sono focalizzati sul tema della digitalizzazione nel settore delle costruzioni, con particolare riferimento alle discipline del restauro e del Facility Management.

Nel 2016 il Gruppo Contec attraverso Contec Ingegneria (progettista nel RTI capitanato da Bottoli Costruzioni s.r.l.) ha partecipato al bando di gara per la progettazione esecutiva ed esecuzione dei lavori di restauro del Sacrario Militare di Redipuglia, il primo in materia di restauro conservativo a formulare richieste esplicite in tema di BIM e gestione informativa estese all’intero processo dalla progettazione alla realizzazione dei lavori. In questa occasione con il supporto scientifico del Professor Carlo Zanchetta hanno potuto delineare un approccio BIM al progetto di restauro che da un lato guardasse al futuro del bene in termini di manutenzione programmata e promozione culturale, e dall’altro fornisse supporto in tema di gestione della sicurezza e controllo dei tempi.

La complessità che caratterizza i progetti di restauro – spiega l’ingegner Michele Carradori di Bis-lab®sta nella difficoltà di avere a disposizione l’intero patrimonio informativo utile per progettare gli interventi necessari. Definire “esistente” un bene da restaurare rischia di essere limitante: un bene da restaurare ha tipicamente una storia articolata di interventi che ne hanno determinato lo stato attuale e dei quali però raramente viene custodita una traccia funzionale alla conservazione. Il BIM, dal tracciamento dei primi elementi del modello e dalle prime fasi di rilievo e disegno, costituisce il processo in cui raccolta documentaria e progetto si incontrano, si confrontano e si indirizzano vicendevolmente. Pertanto, l’applicazione primaria della metodologia BIM nei progetti di restauro crediamo consista nel fare dell’archivio informativo BIM uno strumento conoscitivo dell’immobile, per guidare il processo di conservazione del bene e fungere da base dati fondamentale per gli inevitabili interventi futuri”.

I fronti di innovazione su cui BIS-lab e ReLOAD (Research Lab of ArchitectURban Design – laboratorio del Dipartimento di Ingegneria Civile Edile e Ambientale dell’Università degli Studi di Padova diretto dal prof. Luigi Stendardo) stanno collaborando riguardano proprio la definizione di un protocollo di lavoro che coinvolga più software, a formato aperto e proprietario, per strutturare l’informazione in modo da rispondere sia alle necessità di progettazione e cantierizzazione che di tutela del valore storico-culturale della documentazione.

In questo senso – continua Michele Carradori – il primo passo che abbiamo mosso è rappresentato dalla piattaforma “[cult]”, alla cui definizione abbiamo collaborato, che ha come scopo quello di fornire uno strumento cloud per l’organizzazione ed il collegamento delle informazioni di progetto che possa essere utile a progettisti, imprese, proprietari e futuri fruitori del bene. Un database di nuova generazione dev’essere in grado di porre in relazione, nella maniera più efficiente possibile, tutte le fonti per garantire il massimo dell’accessibilità del patrimonio informativo accumulato. Interoperabilità e scalabilità sono due concetti chiave nell’utilizzo del database per la conservazione del bene, i dati raccolti devono poter parlare alla ricerca futura, ai futuri soggetti, a strumenti diversi, e la piattaforma che li accoglie deve essere in grado di potere evolvere e modificarsi. La piattaforma informativa, consultabile online all’indirizzo http://cult.dicea.unipd.it/cult/home/, è stata implementata anche internamente per l’archiviazione del patrimonio informativo accumulato nell’ambito del progetto di recupero, valorizzazione e riuso funzionale del Palazzo del Podestà di Mantova, di cui il progettista architettonico e strutturale è l’arch. Italo Rota e Contec Ingegneria è consulente al progetto strutturale”.

Bis-lab® continuerà a lavorare sul progetto internamente definito “Restauro e BIM – Innovazione operativa”, nato appunto dalla collaborazione con ReLOAD nell’ambito di Tu-CULT. Tu-CULT è unprogetto di ricerca (finanziato tramite il Programma Operativo F.S.E. 2014-2020 Regione Veneto, D.G.R. n. 2121 del 30-12-2015) che studia e analizza gli aspetti nascosti dei monumenti della città di Padova, trattando due casi studio, ciascuno con un particolare rapporto con la città e con la storia dell’architettura della regione: la Chiesa di Santa Maria dei Servi e la Basilica di Santa Giustina.

Il prossimo tema oggetto di approfondimento riguarderà le possibilità di integrazione fra il mondo della diagnostica ed il modello BIM.

 

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Gruppo Contec, un insieme di sette società che offrono servizi multidisciplinari dall’ingegneria all’architettura, dall’energia allo sviluppo immobiliare, all’IT, ha scelto di creare un centro di competenza chiamato BIS-lab® (Building Innovation and Skills-Lab®) per spingere l’innovazione tecnologica e di sistema.
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Giornalista professionista della redazione di BIMportale, dopo i primi anni a rincorrere notizie di cronaca e attualità ha deciso di fermarsi per seguire più da vicino il mondo dell’architettura e del design. Collabora con diverse testate di questo settore alla ricerca di progetti e realtà da raccontare e descrivere con una particolare attenzione alle idee più innovative approfondendo anche tematiche legante al rispetto dell’ambiente e alle fonti rinnovabili.