Lorenzo Verde, Hilti Italia: il BIM ottimizza la fase di progettazione e i processi costruttivi

Durante la laurea triennale all’Università di Padova Lorenzo Verde ha avuto la possibilità di imparare ad usare Revit in un corso di studi tenuto del Prof. Carlo Zanchetta e da quel momento lo ha portato come strumento preferito anche nelle piccole esperienze di lavoro avute dopo la triennale e nel suo  percorso professionale. Oggi è BIM Project Manager di Hilti Italia.

Quale è stato il suo percorso che l’ha portata al BIM?
Ho conseguito la laurea triennale all’Università di Padova, poi ho deciso di completare i miei studi frequentando il percorso magistrale al Politecnico di Milano qui ho avuto la possibilità di portare a termine un tirocinio formativo di sei mesi in Hilti per sviluppare la  mia tesi in BIM e in particolare ho sviluppato una applicazione per la gestione delle quantità e dei disegni in maniera più automatizzata rispetto a come poteva essere svolto lo stesso lavoro precedentemente in AUTOCAD.  Sono poi cresciuto in Hilti diventando prima BIM Specialist e da un paio di anni BIM project Manager.

Quali sono le caratteristiche professionali della sua figura professionale?
In qualità di Project Manager il mio compito principale è quello di gestire i progetti BIM che stiamo portando avanti e facilitarne lo sviluppo usando modelli di coordinamento in Navisworks o utilizzando strumenti come BIM Track tenendo le relazioni con i nostri clienti partner e risolvendo i problemi che possono insorgere.
Secondo ma non meno importante è quello di diffondere la conoscenza di come opera Hilti in ambito BIM e quali sono i servizi che eroga in questo mondo. Questo comporta la partecipazione ad eventi e webinar di settore proprio per far comprendere come Hilti possa andare incontro alle esigenze dei propri clienti. La nostra partecipazione a queste manifestazioni ci permette anche di rimanere sempre aggiornati su quali problematiche e necessità possiamo cercare di risolvere grazie al nostro lavoro in BIM.

Come potrebbe descrivere l’approccio di Hilti al BIM?
Il BIM è una metodologia che permette di conoscere e risolvere qualsiasi problematica prima che si arrivi al cantiere. Noi come Hilti operiamo soprattutto per lo sviluppo dei sistemi di supporto, una nicchia della disciplina impiantistica che deve parlare soprattutto con l’architettonico e lo strutturale per capire dove poter agganciare e poi installare gli impianti. Quindi nella fase di costruzione facciamo da collegamento tra le varie discipline quindi facilitiamo il coordinamento tra le diverse figure di professionisti coinvolti nella realizzazione di un progetto. Hilti tradizionalmente lavora con i singoli subappaltatori fornendo la soluzione migliore per ogni singolo impianto. Questo comporta una ridondanza. Attraverso la metodologia BIM e attraverso il coordinamento proponiamo invece delle soluzioni integrate andando a far risparmiare tempo e costi in termini di installazione e di materiale. In particolare abbiamo studiato le pavimentazioni rialzate integrate con impiego in ambito industriale, soluzioni modulari pensate per sostituire la carpenteria, con questo sistema si può ottenere un risparmio notevole anche di settimane sulla progettazione e sulle tempistiche di intallazione.

Come siete strutturati all’interno della vostra azienda per gestire le commesse in BIM?
Oltre a me che appunto mi occupo del coordinamento, abbiamo una BIM Lead Engineer che si occupa dei calcoli dei sistemi di supporto per impianti ed ha una approfondita conoscenza degli strumenti digitali in ambito BIM. Il BLE (abbreviato) è quindi in grado di trasformare la soluzione tecnica, inizialmente concettuale nella fase di analisi dei modelli, rendendola una soluzione ingegnerizzata con relativo report di calcolo. Questo lavoro passa poi ai modellatori che procedono a realizzare il modello e se richiesto anche tavole grafiche, disegni costruttivi di dettaglio e layout di posizionamento.
A nostro supporto abbiamo anche un BIM Competence Center a Rotterdam, un ufficio specificatamente dedicato all’implementazione dei progetti BIM di Hilti che supporta le diverse organizzazioni di mercato europee in caso di grandi progetti o sovraccarico di lavoro negli uffici locali.

Cosa ne pensa dello sviluppo del BIM in Italia?
Lavorando in una multinazionale ho un quadro più ampio anche sul panorama internazionale e da quello che posso vedere sicuramente il nostro Paese è nella direzione giusta, esistono delle realtà eccellenti e molto avanzate anche nel panorama mondiale, ma la media del mercato è ancora un po’ indietro rispetto ad altri paesi. Anche parlando e confrontandomi con altri professionisti del settore siamo tutti d’accordo che ci siano ancora delle diffidenze anche culturali nell’implementazione del BIM. Un esempio lampante è la normativa cogente, penso al decreto Baratono del 2017 o alla bozza del nuovo decreto appalti, dove vengono accennati solamente alcuni concetti senza mai fare riferimento a come si debba applicare nella pratica la metodologia BIM, che stravolge il modo di collaborare tra i soggetti che partecipano alla realizzazione di un’opera, ma che porta enormi vantaggi in termini di produttività e di qualità dell’opera realizzata.

 

 

 

 

 

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Giornalista professionista della redazione di BIMportale, dopo i primi anni a rincorrere notizie di cronaca e attualità ha deciso di fermarsi per seguire più da vicino il mondo dell’architettura e del design. Collabora con diverse testate di questo settore alla ricerca di progetti e nuove iniziative da raccontare e descrivere con una particolare attenzione alle idee più innovative approfondendo anche tematiche legante al rispetto dell’ambiente e alle fonti rinnovabili.