Riccardo Piazzai, MCA: Il BIM per una maggiore qualità e accuratezza nei progetti

Dopo gli studi prima a Roma e poi a Torino e qualche esperienza lavorativa l’Arch. Riccardo Piazzai ha deciso di fare esperienza all’estero in Danimarca dove ha potuto approfondire la sua conoscenza del BIM in due importanti studi di architettura (NORD Architects e Schmidt hammer lassen Architects) e lavorare a progetti internazionali. Oggi è BIM Specialist dello studio Mario Cucinella Architects.

 Quale è stato il suo percorso professionale che l’ha portata al BIM?
Durante gli anni universitari ho avuto modo di conoscere l’architetto Riccardo Pagani, fondatore della BIM consulting BIMon. È stato grazie a questo incontro che sono entrato per la prima volta a contatto con il mondo del BIM. Successivamente ho collaborato con React Studio, realtà Romana che si occupa di progettazione integrata, come BIM Specialist per la disciplina Architettura nel progetto del Centro Intermodal de Transporte Terrestre (CITT) a Città del Messico, nella quale si richiedeva la redazione dell’offerta tecnica per la gara di realizzazione. In questa occasione ho appreso gran parte dei principi fondamentali riguardanti processi BIM e ho imparato a utilizzare diversi strumenti e software per la modellazione ed estrapolazione dei dati.
Con l’esperienza acquisita nello studio di Roma, sinceramente convinto dell’importanza di avere un background internazionale in architettura, ho guardato attraverso le diverse scelte in Europa dove potevo crescere come professionista. Ho trovato la cultura scandinava molto interessante e per questo motivo mi sono trasferito in Danimarca per lavorare prima nello studio di architettura NORD Architects e subito dopo per lo studio Schmidt hammer lassen Architects.
Entrambe queste realtà lavorano in ambiente BIM già da molti anni ma è specialmente da SHL che ho avuto modo di ampliare il mio bagaglio di conoscenze e competenze grazie alla partecipazione a grandi progetti internazionali che si sono svolti utilizzando la metodologia BIM dalle prime fasi della progettazione fino alla completa realizzazione.
Inoltre, anche grazie alle risorse messe a disposizione dallo studio Perkins and Will che, nel 2017 ha unito le forze insieme allo studio Danese, ho avuto modo di visionare moltissime ricerche, studi e sperimentazioni nel ramo del BIM, del computational e del mondo del Digital in generale.
Con il nuovo background internazionale acquisito ho deciso di tornare in Italia ed ho preso parte al team dello studio italiano Mario Cucinella Architects con il ruolo di Architect / BIM Specialist con cui attualmente collaboro. Qui sto avendo modo di consolidare e approfondire ancora di più il ruolo del BIM in relazione a progetti architettonici di grande qualità grazie alla presenza di colleghi molto preparati e un approccio aziendale che investe molte risorse nella crescita in questi ambiti.

Quali sono le principali caratteristiche della sua figura professionale?
In alcuni casi si pensa alla figura del BIM Specialist come una figura tecnica di supporto alla progettazione. Io non sono d’accordo ed al contrario mi piace pensare a questa nuova figura professionale come l’architetto 4.0, una figura capace di progettare architetture di grande qualità attraverso l’utilizzo delle migliori tecnologie e dei migliori strumenti digitali presenti sul mercato.
Proprio per questo ritengo che la mia figura professionale sia caratterizzata in primo luogo da una profonda dedizione al progetto architettonico, che rimane il mio obbiettivo principale e che si manifesta con la profonda conoscenza di molteplici questioni complesse – culturali, ambientali, tecniche e procedurali – che sono alla base delle moderne attività di progettazione. Dopodiché aggiungerei l’aspetto digitale che, grazie all’utilizzo di processi BIM, progettazione parametrica e altri strumenti di supporto alla figura dell’architetto, permette di sviluppare un progetto architettonico di qualità in maniera efficiente, controllata e in tempi molto più brevi rispetto al passato.
Credo fortemente che l’architetto di oggi non possa ignorare il forte impatto che i nuovi strumenti e le trasformazioni digitali abbiano sulla nostra professione. Nonostante è fondamentale che l’aspetto creativo, insieme alla visione di una architettura fatta per le persone e per il bene comune, rimanga sempre uno dei principali obbiettivi da perseguire, l’aspetto tecnologico e digitale permette di portare la complessità dei progetti a livelli mai visti prima e di conseguenza affrontare sfide e risolvere problemi di grande impatto ambientale, economico e sociale.
Nello specifico, questi processi permettono di collaborare e condividere informazioni in un modo rapido ed efficiente e quindi si ha maggior controllo del modello e delle scelte progettuali. Il forte avanzamento tecnologico permette un agile interoperabilità tra i diversi softwere lasciando al BIM Specialist la possibilità di eseguire ogni operazione con il giusto strumento senza perdere la qualità del modello e delle informazioni.
Per questo motivo svolgere la pratica professionale oggi richiede competenze e conoscenze sempre maggiori ma che aiutano a collaborare in modo dinamico e immediato con diversi team di progetto, a testare e convalidare decisioni di progettazione con velocità e accuratezza eccezionali e ad accedere, integrare e analizzare i contributi di tutti i collaboratori del progetto.

Quali vantaggi secondo lei porta il BIM alla progettazione?
Credo che il BIM abbia portato innumerevoli vantaggi ai processi che riguardano l’industria delle costruzioni e risulta complicato riassumerli senza cadere nel generale.
In ogni caso, posso affermare con tutta onestà che non riuscirei a immaginarmi ad approcciare un progetto senza l’ausilio del BIM. La velocità con cui si progetta, ed il controllo che si ha sul modello e sui dati ha migliorato e semplificato molte delle criticità presenti in passato.
Probabilmente i vantaggi più grandi del BIM rientrano sotto la sfera del menagment e ci sono aspetti chiave come il phase planning, time scheduling, cost planning, Cosnstruction menagment process, building mantainance che hanno rivoluzionato il settore ed il modo di operare, riducendo di molto errori, costi e tempi. La trasparenza del processo di design verso tutti gli attori coinvolti, il controllo e la gestione dei costi, la pianificazione e la collaborazione tra i vari professionisti sono solo alcuni degli incredibili vantaggi di lavorare con la metodologia BIM.
Nella mia area di competenza si possono riscontrare vantaggi nell’utilizzo di software di authoring per sviluppare modelli 3D “informati”, sfruttando una libreria di elementi di progettazione parametrica. Inoltre, clash detection per risolvere e controllare eventuali interferenze tra i modelli strutturali, architettonici e impiantistici, analisi energetiche, quantity takeoff, site analisys, Virtual reality, Real time visualization e molto altro.
Quello che ritengo più importante in assoluto però è il grande controllo che si ha sul progetto e sulle decisioni che consente di ottimizzare di molto il design in ogni fase di realizzazione di un’opera.

Può raccontarci qualche progetto su cui sta lavorando?
In questi anni ho avuto modo di prendere parte a molti progetti di diversa natura con particolare attenzione per edifici a destinazione Uffici e Residenziale. Ho imparato ad interagire con il progetto nelle diverse fasi del suo sviluppo, e di conseguenza apprezzare i vantaggi del BIM durante tutto il ciclo di vita che porta alla realizzazione di un opera. Contrariamente a molti, che ritengono che utilizzare software di authoring nelle prime fasi del progetto possa avere dei limiti, io credo che fare uso di questi strumenti fin dalle prime fasi del progetto porti innumerevoli vantaggi. Considerando anche il fatto che, con i grandi progressi raggiunti nell’interoperabilità tra software (Rhino inside, per esempio) il workflow di lavoro è diventato molto fluido ed efficace. In questo contesto il valore del BIM sta nel fatto di essere “Parametric and object oriented. Una semplice modifica dimensionale viene effettuata cambiando il valore di un semplice parametro e la modifica coinvolge tutte le viste del modello.
Recentemente mi sono occupando della modellazione architettonica, con particolare focus alle facciate, di un grande progetto a destinazione uffici a Nanchino, in Cina. Il progetto è molto interessante e si è lavorato in ambiente BIM già dalle prime fasi. Nello specifico, essendo tutti i collaboratori attivi sul fronte del building information modelling, è stato possibile scambiare informazioni in maniera agile e veloce ed ottenere risposte immediate dai collaboratori locali che possno verificare che il design sia conforme alla normativa locale.
Inoltre, grazie alla continua verifica delle schedules, è possibile monitorare quantità, unità di facciata, superfici, estrapolare dati per analisi energetiche, superficie trasparente e molto altro ancora.

Quali sono secondo lei le prospettive future del BIM in Italia?
Credo che nel giro di pochi anni non si parlerà più così tanto di BIM e si darà come normale set di strumenti e processi quotidiani con cui i vari professionisti lavoreranno. Essendo l’industria delle costruzioni in piena trasformazione digitale, molte persone hanno trovato un’opportunità di business grazie al BIM, ed è chiaro che al momento ci sia un forte dibattito che riguarda gli strumenti digitali. Questo è molto importante, perchè diffonde consapevolezza e accelera l’adozione del BIM su grande scala; anche se spesso si rischia di dimenticare che il BIM è il mezzo e non il fine.
Ad ogni modo è di fondamentale importanza che questo trend che riguarda il passaggio al BIM non si fermi e che continui a coinvolgere il maggior numero di professionisti possibile affinché sia più facile trovare collaborazioni, risorse, assets a servizio di progetti svolti in ambiente BIM.
Sono fortemente convinto che l’adozione del BIM sia fondamentale e che tutta la filiera delle costruzioni dovrà adeguarsi a questo cambiamento. Non solo per rimanere competitivi sul mercato ma sopratutto per la qualità e l’accuratezza che ne consegue nei vari progetti e di conseguenza nelle città, negli edifici e negli spazi che viviamo.
Sono molto contento che in Italia ci siano diverse realtà e molti professionisti che abbiano capito l’importanza di fare architettura con strumenti digitali e innovativi e sono consapevole che molte di queste, sono anche fortemente competitive in uno scenario internazionale.

 

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Giornalista professionista della redazione di BIMportale, dopo i primi anni a rincorrere notizie di cronaca e attualità ha deciso di fermarsi per seguire più da vicino il mondo dell’architettura e del design. Collabora con diverse testate di questo settore alla ricerca di progetti e nuove iniziative da raccontare e descrivere con una particolare attenzione alle idee più innovative approfondendo anche tematiche legante al rispetto dell’ambiente e alle fonti rinnovabili.