Politecnica certificata per la parità di genere

Politecnica, una delle maggiori società italiane di progettazione integrata – architettura, ingegneria e urbanistica, con tre sedi in Italia a Milano, Modena e Firenze e presente in 8 Paesi in Europa, Africa e Sud America, con 280 professionisti e collaboratori – rafforza il percorso verso la piena parità di genere e ottiene, prima in Italia del settore, la certificazione di Gender Equality di IDEM, start-up universitaria nata all’Università di Modena e Reggio Emilia in seno alla Fondazione Marco Biagi.

Con questa certificazione, Politecnica centra e anticipa i requisiti di certificazione della parità di genere prima dell’entrata in vigore del Decreto Semplificazioni e dei regolamenti previsti dalla governance del PNRR e, al di là dei requisiti di legge, sceglie di contribuire al raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2030 ONU, fissando l’obiettivo di raggiungere entro il 2030 la piena parità numerica delle persone della propria organizzazione, suddivisa al 50% tra donna e uomo.

In un contesto in cui i dati relativi alla parità di genere nel mondo sono in significativo peggioramento, il raggiungimento della certificazione Gender Equality rappresenta per Politecnica un ulteriore passo verso l’obiettivo di ridurre il Gender Gap aziendale, ma anche l’occasione per farsi ambasciatrice di un importante cambiamento di cui necessita tanto il sistema della formazione quanto il mercato del lavoro italiano, in particolar modo nei settori dell’ingegneria e della progettazione.

“La progettazione, fatta per le persone, è un mondo che necessita anche di una spiccata sensibilità femminile. Non possiamo pensare che l’occhio e il punto di vista progettuali siano unicamente ed esclusivamente maschili. La certificazione IDEM “bronzo” premia il percorso fatto da Politecnica per garantire pari opportunità di crescita personale e professionale a tutte le persone dell’organizzazione, senza distinzione di genere, ma evidenzia il gap tra la domanda e la disponibilità di competenze sul mercato” – spiega Francesca Federzoni, presidente di Politecnica -. “L’impegno di Politecnica, che pure ha posto le condizioni, insomma, non basta. Mancano i presupposti di ecosistema nel settore della progettazione: serve una vera trasformazione sociale e culturale per una maggiore inclusione e attrazione delle donne nei percorsi di formazione STEM. C’è una difficoltà oggettiva a trovare figure professionali femminili legate all’ingegneria e reperire laureate in questo ambito”, – prosegue Federzoni lanciando un appello – “è necessario favorire l’inclusione delle donne anche in quegli ambiti di competenza che culturalmente tendono a escluderle, perché si riduca il gap di genere che è peculiare della multidisciplinarità di Politecnica.”

“Politecnica si è dimostrata un’organizzazione particolarmente attenta alla parità di genere” – afferma Tommaso Fabbri, docente di Unimore e tra i fondatori di IDEM -. “Il primo passo per perseguire la parità di genere consiste nel misurarla e riconoscerne le determinanti. In questo senso la metodologia IDEM permette di trasformare l’ambizione alla Gender Equality in obiettivi organizzativi misurabili e di disporli in una road map di miglioramento in modo del tutto simile a quello che si fa per gli obiettivi di business. Quindi un approccio capace di generare un cambiamento effettivo all’interno delle aziende nella direzione di una vera cultura della parità di genere”.

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Lavoro nel settore della comunicazione b2b da alcuni anni sia per testate giornalistiche che agenzie di comunicazione. Focus della mia attività è il confronto quotidiano con le nuove modalità di gestione ed elaborazione delle informazioni, le nuove tecnologie digitali, le trasformazioni in corso nelle professioni e nell’industria.