BIM e imprese: ANCE Siena promuove l’innovazione

Soprattutto in questi ultimi due anni il Building Information Modeling è uno dei temi che hanno monopolizzato il panorama dell’industria delle costruzioni, vuoi alla luce dell’importante impatto che il cambio di registro apportato da questo nuovo approccio comporta sulla filiera, vuoi per le evoluzioni normative ad esso connesse – prima fra tutte il Decreto Ministeriale 560/2017 – che ne hanno introdotto la progressiva obbligatorietà. Finora, tuttavia, il BIM è stato vissuto come tema riguardante innanzitutto la progettazione, mentre in realtà in realtà coinvolge in misura importante non solo tutte le fasi di un’opera, dall’ideazione fino alla sua gestione e manutenzione, ma anche tutti gli attori in essa coinvolti, e in particolare le imprese di costruzione. Particolarmente significativi in questo senso sono quindi eventi come il BIM Day, organizzato lo scorso gennaio da ANCE Siena in collaborazione con Cassa e Scuola Edile Senese per avvicinare i professionisti del settore alle caratteristiche e potenzialità di questo nuovo approccio metodologico.

Nell’occasione abbiamo chiesto al presidente di Ance Siena, Andrea Tanzini, il punto di vista del  mondo delle imprese edili di fronte a quello che rappresenta un vero e proprio cambio di paradigma – non sempre facile da affrontare – rispetto alle tradizionali modalità operative dei costruttori, ma anche le opportunità che questo può offrire.

Il BIM Day è uno dei primi eventi organizzati dal mondo delle imprese edili dedicato al Building Information Modeling; cosa vi ha indotto a promuovere questa iniziativa?
Preliminarmente voglio sottolineare che la nostra associazione già da alcuni anni dedica una particolare attenzione al Building Information Modeling in quanto elemento di innovazione in grado di generare importanti opportunità di accrescimento professionale e acquisizione di commesse per le imprese del settore. Ciò detto, la crescente complessità di esecuzione delle opere edili rispetto ai progetti architettonici, e la non sempre esatta trasposizione di questi ultimi nella fase esecutiva – spesso a causa di criteri o vincoli amministrativi – richiedono l’esatta individuazione delle fasi di lavoro e un preciso calcolo dei fattori di produzione, necessari ad evitare valutazioni approssimative e, in ultima analisi, il mancato rispetto delle stime economico -esecutive di progetto. Aspetti, questi ultimi, in rapporto ai quali l’utilizzo della metodologia BIM può apportare significativi vantaggi.

Quali riscontri avete avuto dalla giornata?
Il tema ha incontrato una forte sensibilità da parte degli imprenditori, non ultimo anche grazie all’attività di uno dei nostri associati, l’arch. Paolo Chiantini, che da sempre è particolarmente sensibile ai temi dell’innovazione. La presentazione di esempi concreti ha consentito ai partecipanti di apprezzare l’utilità e i vantaggi della metodologia BIM proprio in rapporto a un aspetto particolarmente delicato per imprese di costruzioni e professionisti come la valutazione preventiva delle offerte.

Il BIM fino ad oggi è stato considerato un tema riguardante innanzitutto il versante della progettazione, ma in realtà coinvolge in misura importante anche le imprese; qual è a vostro avviso il grado di consapevolezza dei vostri associati circa l’impatto che questa metodologia avrà sulla loro attività?
Per i nostri associati si tratta senza dubbio di un cambio di paradigma epocale. Il settore delle costruzioni storicamente si è sempre basato  sull’applicazione di metodologie esecutive facenti capo alla tradizione muraria del buon costruire, oltre che sulle norme tecniche di buona esecuzione, ma oggi emerge in tutta evidenza la necessità di un adeguamento nell’approccio alla progettazione ed esecuzione delle opere – in particolare negli appalti pubblici, in cui l’introduzione dell’obbligatorietà del BIM, sia pure progressivamente, è oggi una realtà – che preveda la preventiva valutazione di tutti gli elementi di progetto, nonché la loro gestione ed evoluzione nel tempo.

Quali  problematiche e opportunità il Building Information Modeling propone alle imprese edili? E come queste ultime possono prepararsi per coglierle?
La principale problematica è di approccio metodologico, a sua volta legata ad aspetti di natura generazionale laddove l’impresa sia carente di figure professionali adeguate per l’utilizzo delle nuove tecnologie. Da qui la necessità  di individuare forme sinergiche di collaborazione tra i vari attori del settore e di formare adeguatamente maestranze e personale tecnico delle imprese. In questa ottica anche assicurare un dialogo efficace tra le diverse fasi del processo, in particolare fra quella progettuale e quella esecutiva, è un elemento di importanza strategica. In rapporto a tale aspetto il ruolo dell’associazione è senza dubbio centrale, in quanto può essere elemento di stimolo e confronto tra le imprese, i produttori e i professionisti, anche creando banche dati a cui attingere e divulgando maggiori informazioni di base.

Giornalista professionista della redazione di BIMportale, specializzato nel settore delle costruzioni, si occupa dai primi anni ’90 di tecnologie applicate alla progettazione e al cantiere. Ha all’attivo numerose pubblicazioni e collaborazioni con le principali testate di settore relative a tecniche costruttive, progettazione 3D, organizzazione e gestione dei processi di cantiere.