Il BIM per l’architettura di emergenza: il progetto Home*

Home* (Humanitarian and (un)Ordinary Machine for Emergency) è la Tesi di Laurea Magistrale in Architettura del Politecnico di Milano di Tecla Caroli e Claudio Portogallo, realizzata con la supervisione del professor Andrea Campioli del Politecnico di Milano.

Tecla Caroli

Il progetto, sviluppatosi grazie allo studio approfondito dell’architettura d’emergenza a livello internazionale, combina in un’unica “macchina per l’abitare” differenti soluzioni che tramite un modello informativo studiato nel dettaglio e completo nelle sue informazioni tecniche, fisiche ed economiche, restituisce la più efficiente ed efficace soluzione per affrontare l’emergenza umanitaria.
Il progetto Home* è stato premiato nella categoria “Ricerca” del concorso BIM&Digital 2020.

Claudio Portogallo

La metodologia BIM, infatti, ha permesso il controllo e la verifica delle scelte tecnologico-costruttive a livello di materiale, componente e sistema per riuscire a soddisfare i requisiti individuati dopo un’analisi degli standard e documenti ufficiali utilizzati come supporto nel contesto emergenziale.Adattabile a qualsiasi contesto geografico, per le valutazioni di tipo ambientale, economico ed energetico, il sistema abitativo è stato collocato in due aree critiche e differenti: Amatrice in Italia e Zaatari in Giordania.

La metodologia
Con lo scopo di offrire soluzioni sostenibili e soddisfare gli obiettivi in maniera ottimale, è stato integrato al modello informativo digitale il Life Cycle Assessment (LCA). Questo ha permesso di valutare e analizzare gli impatti ambientali lungo l’intero ciclo di vita del sistema.
In base alle scelte progettuali effettuate, è possibile verificare gli impatti, in termini di consumo di risorse (energia, costi) ed emissioni (CO2), che ogni singola attività antropica genera nel processo. Si analizza in tal modo Home* su diverse scale, dai materiali ai componenti, dalle soluzioni tecnico costruttive a quelle impiantistiche, per ottenere prestazioni controllate e di maggiore qualità .

Tecnologie costruttive e gestione del sistema
Per gestire il problema dell’emergenza abitativa nel modo più economico e veloce possibile, il sistema si evolve in due fasi. La Fase 1 inizia al verificarsi dell’emergenza: è previsto un semplice modulo abitativo per due persone che, allo stesso tempo, offre maggiore resistenza e sicurezza rispetto a una semplice tenda, e può essere montato, smontato e riutilizzato in diversi altri modi. Durante la Fase 2, il modulo si trasforma e si espande, diventando un sistema complesso in continua evoluzione. I componenti, progettati pensando alla facilità di trasporto, resistenza meccanica e comfort termico, sono elementi standard e facilmente reperibili. Ciò che rende unico il sistema è il metodo di assemblaggio a secco, reversibile e flessibile, generalmente utilizzato per i mobili in legno ma reinventato e adattato all’architettura. All’interno del modello BIM, ogni elemento del sistema abitativo è standardizzato e catalogato in famiglie sostituibili ed integrabili per rispondere alle specifiche richieste dell’utente e rendere efficiente la fase di progettazione.

Sostenibilità ambientale
L’utilizzo del metodo LCA ha permesso di verificare la sostenibilità del sistema nelle sue fasi di produzione e trasporto. Vengono infatti valutati i subsistemi che compongono il progetto sia per quanto riguarda i materiali sia per quello che riguarda la loro tecnologia costruttiva, ottenendo le quantità di energia e consumo di CO2 necessari per la produzione e il trasporto di ogni componente.
L’interoperabilità del modello BIM ha reso possibile l’utilizzo del software Termolog e del motore di calcolo CENED+2.0, con lo scopo di valutare la sostenibilità del sistema in fase di utilizzo. Progettato per essere posizionato ovunque nel mondo, il sistema è energeticamente autosufficiente. L’energia necessaria è ridotta in quanto l’edificio è caratterizzato da una forma semplice e da un involucro con elevate prestazioni igrotermiche. Il periodo d’uso previsto è di 30 anni, ma la sua flessibilità e capacità di rispondere a diverse esigenze, consentono di prolungare la durata di utilizzo e di ottimizzare i consumi.

Sostenibilità economica
Le attuali case per l’emergenza (struttura d’emergenza, struttura provvisoria, struttura transizionale, struttura permanente) determinano non soltanto un alto dispendio di energia e materiali ma anche di denaro.
L’inserimento all’interno del modello i dati di carattere economico relativo ad ogni singolo componente, ha reso possibile l’estrazione di un computo metrico estimativo per l’elaborazione di una stima dei costi del sistema abitativo.
Home* infatti cerca di ottimizzare i costi offrendo, ad un prezzo che si avvicina a quello di una struttura transizionale, un sistema abitativo unico e considerando anche la propria durata, ed economico.

Conclusioni
Lavorare per un contesto umanitario non è solo un dovere professionale ma soprattutto una scelta personale, nella volontà di essere responsabili del benessere e dello sviluppo della vita umana. Home* considera l’attuale situazione di emergenza e offre una soluzione per il futuro, soddisfa le esigenze individuali e della comunità, offre possibilità, interagisce con l’ambiente e vive per le persone.

 

 

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Giornalista professionista della redazione di BIMportale, lavora da molti anni nell’editoria B2B per la stampa tecnica e specializzata. Ha scritto a lungo di tecnologia, business e innovazione. Oggi orienta la sua professione nel campo delle tecnologie applicate alla progettazione architettonica e all’imprenditoria delle costruzioni.