Il Building Information Modeling nelle gare d’appalto pubbliche: costi e benefici

Il settore europeo delle costruzioni è oggi più che mai al centro di una serie di sfide economiche, ambientali e sociali complesse, che tuttavia riservano anche promettenti opportunità. La sua importanza economica è indubbia, rappresentando quasi il 9% del PIL dell’Unione Europea, il 7% dell’occupazione e includendo da 3,1 milioni di imprese, la maggior parte delle quali di piccole e medie dimensioni.
E questa rilevante massa critica si appresta ad affrontare quella transizione green che l’Unione Europea ha fissato come priorità assoluta dei prossimi anni, in un contesto in cui digitale e Industria 4.0 sono a loro volta destinati a rivoluzionare il panorama e le dinamiche del comparto. Digitale che, in misura sempre più rilevante, trova nel Building Information Modeling uno dei principali strumenti di governo e gestione dell’ambiente costruito, ruolo sancito anche a livello disciplinare da documenti come la direttiva UE sugli appalti pubblici del 2014, che stimola gli enti pubblici a utilizzare il BIM in tali contesti.
È sulla base di questo quadro generale che la Commissione europea collabora sin dal 2016 con l’EU BIM Task Group, un lavoro che già nel 2017 ha condotto alla pubblicazione dell’EU handbook for the introduction of Building Information Modeling by the European public sector, divenuto rapidamente testo di riferimento in materia. Da questa prima elaborazione disciplinare è scaturita una nuova pubblicazione, l’handbook Calculating Costs and Benefits for the use of Building Information Modelling in Public tenders, uno dei primi deliverable della Renovation Wave Communication (2020) europea che rappresenta un nuovo passo verso l’introduzione del BIM negli appalti pubblici valutandone costi e benefici.
La metodologia delineata nell’opera è stata sviluppata nell’ambito del contratto di servizio GRO-SME-20-F-101, EASME/2020/MV/0001 con tre obiettivi principali: la creazione di un modello in grado di misurare i costi e i benefici legati all’utilizzo del BIM negli interventi di edilizia pubblica verificandone costi, ricavi e benefici non economici; la validazione del modello proposto, la rilevanza e l’applicabilità pratica attraverso la presentazione di sei casi di studio, ognuno rappresentativo di una diversa tipologia progettuale; l’elaborazione di un manuale informativo e di facile consultazione, rivolto agli enti pubblici dell’UE interessati alla sua implementazione.
L’handbook è in particolare frutto del lavoro congiunto svolto da RINA Consulting e B1P Group nell’ambito del contratto di servizio GRO-SME-F-101 “Metodologia per l’analisi costi-benefici dell’utilizzo del Building Information Modeling (BIM) nelle gare pubbliche”. Il documento è strutturato in cinque capitoli principali che illustrano nel dettaglio il lavoro di analisi condotto nello sviluppo del progetto e i risultati ottenuti. La prima sezione introduce l’argomento sviluppato nelle parti seguenti e presenta gli obiettivi del manuale agli enti pubblici che ne sono il gruppo target; il secondo capitolo contiene una serie di approfondimenti sullo stato attuale dell’adozione del BIM nel settore pubblico attraverso ricerche bibliografiche, interviste e un’indagine on-line, mentre la terza e la quarta sezione rappresentano il nucleo centrale del documento. Il terzo capitolo propone  lo strumento di analisi costi-benefici (CBA) sviluppato, descrivendo l’approccio e la metodologia adottati per modellarlo e una dettagliata guida per imparare a simulare un’analisi costi-benefici tramite il suo utilizzo. La quarta sezione esemplifica l’implementazione pratica dello strumento CBA in sei casi di studio che rappresentano vari tipi di progetti, in particolare infrastrutture di piccole dimensioni e edifici, con budget diversi e nelle varie fasi del ciclo di vita, mentre l’ultimo capitolo presenta le conclusioni di tutto il lavoro svolto.

I presupposti metodologici
Le costruzioni come già osservato rappresentano un settore strategico per lo sviluppo dell’economia europea, e governi ed enti pubblici ne rappresentano gli attori principali, ma è al tempo stesso interessato da una serie di inefficienze che si sostanziano in livelli di collaborazione insufficienti, limitati investimenti in tecnologia e ricerca e sviluppo e una non ottimale gestione delle informazioni. La natura di tali problematiche rende potenzialmente il BIM uno strumento ottimale per la loro risoluzione, anche a una serie di ricadute positive a beneficio dei soggetti interessati, sia pubblici che privati, ma per sfruttarne al meglio le opportunità e valutare efficacemente i benefici l’EISMEA, ente che raggruppa in un’unica agenzia tutte le attività del Consiglio europeo per l’innovazione (CEI) e i programmi relativi alle piccole e medie imprese, ha indetto un concorso finalizzato allo sviluppo di una metodologia di analisi costi – benefici per l’utilizzo del BIM negli appalti pubblici.
L’obiettivo del progetto, culminato nella pubblicazione dell’handbook Calculating Costs and Benefits for the use of Building Information Modelling in Public tenders ha in particolare affrontato tre obiettivi principali: lo sviluppo di un modello costi – benefici, la convalida del modello attraverso una serie di applicazioni pratiche e la pubblicazione di un testo guida per la sua implementazione.

Il modello costi-benefici
Lo sviluppo di uno strumento per la misurazione di costi e benefici, sia economici che non economici, dell’utilizzo del BIM negli interventi di edilizia pubblica si è basato su un’ampia ricerca volta a ottenere una panoramica completa dei modelli costi-benefici esistenti, sviluppati e applicati per misurare gli impatti dell’adozione del BIM in progetti privati e pubblici.
In particolare la loro identificazione e quantificazione è avvenuta attraverso una survey online che ha coinvolto 122 stakeholder, rappresentati principalmente da enti pubblici a vari livelli amministrativi, e ha consentito di individuare le principali criticità nell’adozione del BIM e le voci che gli enti considerano come costi e benefici.
Sono state in particolare prese in considerazione le analisi sia finanziarie che economiche utilizzate per misurare il rapporto costi-benefici dell’utilizzo del BIM, calcolando così l’eventuale redditività dell’utilizzo del BIM nei progetti pubblici, i livelli di rischio derivanti da variabili critiche del progetto e la misurazione del loro impatto sulla sostenibilità complessiva del progetto stesso.

La convalida del modello
L’utilizzo pratico e la coerenza della metodologia di calcolo costi-benefici proposta sono stati testati attraverso la sua applicazione a una serie di progetti rappresentativi di differenti tipologie, estendendo la validazione alle diverse fasi del ciclo di vita, dalla progettazione alla pianificazione fino alla costruzione e alla gestione di quanto realizzato. Il modello è stato sviluppato in vista di una applicazione estesa a tutto il territorio dell’Unione Europea e in varie condizioni quadro; ogni caso di studio, che rappresenta vari livelli di maturità BIM per specifici tipi di asset e fasi del ciclo di vita del progetto, è stato analizzato per stimare in quale misura i costi e i benefici possono variare nel passaggio dal livello BIM 0 a 1 e dal livello BIM 1 a 2.
Per garantirne ulteriormente l’affidabilità i casi di studio non sono strettamente legati a uno specifico paese dell’UE o a un progetto specifico, ma sono validi per tutti gli Stati membri dell’UE e applicabili a varie categorie di attività. Il risultato è stato la produzione di dati quantitativi e qualitativi per l’utilizzo del BIM negli appalti pubblici.

Il manuale
Dal lavoro sopra descritto è scaturita la pubblicazione di un handbook, un documento illustrato e di facile lettura che fungesse da linea guida per gli enti pubblici dell’UE che desiderano approfondire il tema dell’analisi costi-benefici BIM e adottarla. Il manuale ha incluso la definizione delle relative criticità, in particolare la mancanza di parametri costi/benefici definiti associabili al BIM, e l’approccio utilizzato per identificarli e misurarli.

Alcuni risultati
Il lavoro di indagine che ha portato alla redazione dell’handbook ha evidenziato una ancora insufficiente consapevolezza da parte dei committenti pubblici sui vantaggi dell’utilizzo del BIM e su come questi benefici possano, in parte o totalmente, compensare i costi della sua adozione.
In questo contesto, lo strumento di analisi costi-benefici sviluppato (CBA) per l’uso del BIM negli appalti pubblici assume un ruolo divulgativo nei confronti di tali soggetti, finalizzato a consentire loro di stimare ex ante tali parametri e, conseguentemente, una valutazione più congrua degli investimenti. Lo strumento presentato nel manuale, infatti, è concepito come strumento di supporto dei processi decisionali di mano pubblica, ma al tempo stesso anche come concreta metodologia applicabile sino alla scala del singolo intervento.
In questo senso vale anche la pena di sottolineare che l’attenzione agli appalti pubblici ha portato alla necessità di misurare non solo i benefici finanziari (ad esempio, i risparmi dovuti a stime quantitative più precise) ma anche quelli più direttamente connessi all’ambito socio-ambientale come quelli legati alla riduzione dei rifiuti e delle emissioni di CO2). Per questo motivo sono stati creati due cluster di indicatori di performance per misurare la fattibilità dell’utilizzo del BIM in un progetto di investimento, NPV e BC per l’ambito finanziario e ENPV ed EBC per quello economico.

 

Giornalista professionista della redazione di BIMportale, specializzato nel settore delle costruzioni, si occupa dai primi anni ’90 di tecnologie applicate alla progettazione e al cantiere. Ha all’attivo numerose pubblicazioni e collaborazioni con le principali testate di settore relative a tecniche costruttive, progettazione 3D, organizzazione e gestione dei processi di cantiere.