Comune di Bologna: il BIM per una maggiore trasparenza, efficienza e riduzione dei costi

Nel 2019 a seguito dell’entrata in vigore del decreto 560/2017 scatterà l’obbligo di introduzione del BIM per gli appalti pubblici con lavori di importo superiore a 100 milioni di euro, che verrà progressivamente esteso agli appalti di importo inferiori fino all’introduzione definitiva in tutto il sistema dei lavori pubblici nel 2025.

Le stazione appaltanti devono quindi essere in grado nei prossimi anni di poter parlare un linguaggio più digitale, introducendo la metodologia BIM all’interno del loro sistema di appalti, mettendo in atto un cambiamento di procedure e processi lavorativi: dall’implementazione di software interoperabili alla formazione del personale allo sviluppo di progetti sperimentali che portino ad una completa padronanza della nuova metodologia operativa.

Il comune di Bologna già da qualche anno ha messo in campo diverse iniziative volte alla sempre più completa digitalizzazione del settore, come ci racconta l’Ing. Fabio Andreon, Direttore Settore Manutenzione del Comune di Bologna.

Nel 2019 entrerà in vigore il decreto denominato BIM che obbliga le stazione appaltanti alla sua implementazione e alla sua introduzione anche nelle gare d’appalto; come si sta organizzando il comune di Bologna?
Di recente abbiamo provveduto alla modifica dello schema organizzativo del Dipartimento Lavori Pubblici, Mobilità e Patrimonio, istituendo una nuova posizione organizzativa per la digitalizzazione della gestione degli appalti così da essere in grado, successivamente, di procedere alla implementazione di software idonei e all’aggiornamento del personale.

Probabilmente una delle questioni da affrontare in breve tempo sarà l’aggiornamento sia a livello tecnologico sia a livello professionale; come vi state strutturando, quali software utilizzate o come procederete per la formazione?
Già dal 2016 siamo in possesso di una licenza di software per la gestione digitale dei diversi processi decisionali e informativi, in particolare in fase progettuale. Di fatto siamo in possesso al momento di ARCHICAD di Graphisoft. Per quanto riguarda invece la formazione, il Comune di Bologna fa riferimento agli ordini professionali del territorio, promuovendo l’aggiornamento costante e continuo della normativa tecnica oltre che in materia di lavori pubblici, compresa l’introduzione dell’applicazione della Digitalizzazione della progettazione e quindi della fase di costruzione e relativa gestione adottando il processo BIM. Inoltre il Settore Manutenzione del Comune ha promosso con l’Università di Bologna e ISCR (Istituto Superiore Conservativo del Restauro) del MIBACT la realizzazione di una piattaforma ad hoc per l’intervento di restauro e conservativo della Fontana del Nettuno, avente funzione similare al BIM. In dettaglio è stato possibile creare una piattaforma accessibile, leggibile, ove inserire tutte le possibili informazioni, per ogni singolo operatore coinvolto per le diverse funzioni dell’intervento, compreso l’informazione ai cittadini e ai diversi enti coinvolti per l’autorizzazione e validazione di ogni singola procedura, lavorazione e diagnosi. Infine, il Comune di Bologna ha tra i suoi funzionari un tecnico che ha seguito e conseguito a fine 2017 il Master Universitario in BIM Manager presso il Politecnico di Milano.

Quali possono essere le maggiori difficoltà che affronterete?
L’introduzione della modellazione 3D architettonica e la gestione di tutte le informazioni di ogni singolo intervento (ambiente di condivisione dei dati) oltre che l’opportuno aggiornamento delle diverse figure e competenze coinvolte sia in fase progettuale, esecutiva e gestionale, prestando la massima interoperabilità con i professionisti e le società coinvolte.

Quali vantaggi ci sono per una stazione appaltante nell’implementare il BIM e richiederlo nei bandi di gara?
Riuscire, probabilmente, ad ottenere un’integrazione efficace tra la fase progettuale e quella esecutiva e quindi della gestione dell’opera o infrastruttura, riducendo oltre che i costi e i tempi di realizzazione anche i costi di manutenzione lungo l’intero ciclo di vita.
Negli ultimi bandi e ai sensi del D.Lgs. 50/2016, D.M. 560/2017 e delle norme UNI 11337 l’amministrazione sta procedendo all’implementazione della procedura BIM nell’iter progettuale per opere di rilevante importanza.

Si parla spesso del BIM anche per la possibilità di una maggiore trasparenza negli appalti pubblici; qual è il suo punto di vista?
Avrà un’influenza positiva, prestando però la massima attenzione all’utilizzo e dotandosi di prescrizioni che definiscano percorsi definiti, snelli e funzionali, anche mediante l’emanazione di norme che stabiliscano le caratteristiche del capitolato informativo e, quindi, dell’interoperabilità tra diverse piattaforme.

Cosa ne pensa dello sviluppo del BIM in Italia? In che direzione stiamo andando?
Sicuramente la sempre più diffusa introduzione del BIM aumenterà la trasparenza delle fasi di progettazione e realizzazione, riducendo i contenziosi e limitando i costi di costruzione dovuti a varianti progettuali e di gestione e manutenzione. Risulta quindi sempre più necessario, a prescindere dagli obblighi normativi, incentivare all’uso le stazioni appaltanti promuovendo adeguati contributi e finanziamenti per acquistare adeguati software ed estendere la formazione del personale non solo tecnico, ma di tutta la filiera che contribuisce alla realizzazione di un’opera/infrastruttura e alla relativa gestione. Di pari passo però deve anche procedere l’uso e l’alfabetizzazione delle altre componenti del processo di progettazione e costruzione.

Immagini: Giorgio Bianchi – Comune di Bologna

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Giornalista della redazione di BIMportale, professionista della comunicazione e del marketing per il settore AEC – Architetture Engineering & Construction. Ha lavorato per molti anni nell’editoria B2B dirigendo una delle principali testate specializzate per l’industria delle costruzioni, per la quale è stato autore di numerosi articoli, inchieste e speciali. Durante questa lunga esperienza editoriale ha avuto modo di vivere e monitorare direttamente l’evoluzione del settore e la sua continua trasformazione, lavorando a stretto contatto con i principali protagonisti del mercato: imprese edili, progettisti, committenti, produttori. Su tali premesse nel 2007 ha fondato l’agenzia di comunicazione e marketing Sillabario, che si occupa delle attività di comunicazione e ufficio stampa di importanti marchi industriali del settore delle costruzioni.