Exup: il BIM per servizi di ingegneria integrata

Exup è una società di ingegneria con sede a Umbertide (PG), in Umbria. Exup è stata pioniera nell’adozione della modellazione 3D, e oggi utilizza la metodologia BIM per la maggior parte dei suoi progetti, sia in edilizia pubblica che privata, come racconta Leonardo Locchi, CEO di Exup.

Può tracciare un breve profilo di Exup?
Exup nasce dalla fusione di tre studi associati che fin dai primi anni 2000 operavano con il nome di UmbriaProgetti nella zona a Nord di Perugia, tra Umbertide, Città di Castello e Gubbio. La società di ingegneria Exup è stata creata nel 2009, in un periodo particolare per il settore delle costruzioni. Erano gli anni della crisi, che Exup ha saputo trasformare in opportunità: da subito c’è stata la volontà di dare un’impronta moderna alla società, di affrontare la professione con un approccio nuovo e di condividere il rischio d’impresa con un’ampia base societaria. Al momento della fondazione i soci erano 10, oggi sono 15, di cui 14 operativi in azienda.

Progetto di recupero dell’area Ex Fornace, Umbertide (PG), 2003-2012

Attualmente lo staff tecnico è composto da 25 persone, l’età media è di 35-38 anni: siamo una realtà giovane, aperta a relazionarsi con altre entità per crescere, fresca nelle idee.
Un anno e mezzo fa Exup ha inaugurato la sua nuova sede, a Umbertide: un edificio su due piani con 600 m2 di uffici che risponde all’obiettivo di avere un ambiente di lavoro sano, sereno, formativo, libero, creativo e coinvolgente. La nostra professione è anche creativa, e la creatività necessita di ambienti idonei per scaturire al meglio. Nella nuova sede abbiamo gli spazi necessari al confronto, sale riunioni, in un contesto piacevole immerso nella natura, ne siamo orgogliosi.

Progetto di recupero dell’area Ex Fornace, Umbertide (PG), 2003-2012. Intervento eseguito

A quale tipologia di committenza e di progettazione risponde Exup, principalmente?
Exup nasce da un gruppo di professionisti specializzati in ingegneria strutturale e nell’adeguamento sismico degli edifici. Dopo il terremoto che nel 1997 aveva colpito l’Umbria, i primi anni di attività nei primi anni 2000 sono stati caratterizzati da numerose commesse legate a recupero, restauro strutturale, restauro architettonico e consolidamento antisismico di manufatti storici.
Inoltre, la zona in cui operiamo è un importante polo industriale legato al settore automotive, e questo ha influito nel nostro approccio, molto concreto e attento alle esigenze delle aziende. Numerosi interventi progettati e diretti appartengono al settore manifatturiero dell’industria meccanica, alimentare e degli impianti industriali.
Negli ultimi anni ci siamo gradualmente evoluti, abbiamo introdotto la progettazione architettonica e forniamo servizi di ingegneria integrata, a scala edificio.

In questo percorso di evoluzione, uno dei canali che ci ha supportato è stato quello degli appalti pubblici: negli ultimi anni abbiamo lavorato molto per l’edilizia scolastica pubblica.
La volontà di fornire un servizio integrato si riflette nella nostra organizzazione interna attuale, divisa in due macro aree: l’area commesse e l’area tecnica. Da quest’anno, inoltre, Exup è associata a Oice, l’associazione di categoria che rappresenta le organizzazioni italiane di ingegneria e architettura.

Come avete approcciato il tema BIM e come lo avete implementato nella vostra realtà?
Il nostro rapporto col BIM inizia molto tempo fa, nasce nel 2003 da un’opportunità di lavoro: nel progettare un grande parco residenziale abbiamo aggiunto la terza dimensione al progetto, eseguendo la modellazione architettonica e strutturale per la prima volta in 3D.
Oggi utilizziamo gli stessi software che utilizzavamo nel 2003: Graphisoft Archicad per la parte architettonica e Tekla Structures per quella strutturale. Questi software negli anni si sono sviluppati e sono maturati, e anche

Fa. Mo. – Fabbrica Moderna, Umbertide (PG), 2004-2009 Fasi costruttive

noi parallelamente siamo stati al passo con la loro evoluzione. Nel 2004 abbiamo integrato per la prima volta il MEP, con Archicad, per progettare la trasformazione di una ex-chiesa in sala convegni e biblioteca.
Inoltre, siamo stati pionieri della modellazione parametrica per la committenza delle aziende. Il nostro primo grande progetto in BIM è stato per una commessa industriale: dovevamo progettare e mettere in funzione un grande impianto industriale da 90.000 m2 in Brasile.

Fa. Mo. – Fabbrica Moderna, Umbertide (PG), 2004-2009. Vista generale del modello

La difficoltà di gestire un lavoro complesso, a distanza, in un’altra lingua, è stata superata grazie alla modellazione parametrica. Grazie al BIM abbiamo progettato tutto dall’Italia, con un modello che veniva costantemente aggiornato. Per la prima volta abbiamo aggiunto al modello architettonico le altre dimensioni del BIM: tempi, costi e sequenze lavorative.
Negli anni abbiamo poi sviluppato per i nostri clienti delle vere e proprie Virtual Factory. Modellando impianti produttivi, infrastrutture e

facility abbiamo contribuito a ottimizzare i layout industriali e la gestione degli spazi, per questo la modellazione BIM è stata molto utile.

Avete riorganizzato l’organico inserendo personale appositamente formato per il BIM? Ci sono professionalità certificate ai sensi della UNI 11337?
Il 2017, con il Decreto Baratono e l’aggiornamento del Codice Appalti, ha segnato per noi una svolta, a livello di scelte strategiche interne. Quando è stata introdotta l’obbligatorietà del BIM abbiamo deciso di stravolgere la nostra vecchia procedura interna e puntare sul BIM integrando l’organigramma con professionalità certificate. Il BIM è stato inserito in tutto il sistema di progettazione, che ora segue la procedura della UNI 11337 integrata al nostro sistema di qualità.
Il personale è formato e certificato e stiamo lavorando per certificare Exup anche come organizzazione.

Gestite in BIM tutte le vostre commesse?
Lavoriamo a scala di edificio e non siamo ancora nell’obbligatorietà, ma abbiamo voluto essere in anticipo e gestiamo in BIM la maggior parte delle nostre commesse.
Ad esempio, tutti i lavori legati all’edilizia scolastica che abbiamo realizzato negli ultimi anni sono stati seguiti in BIM. Sia internamente al nostro gruppo di lavoro, sia nel rapporto con l’esterno, abbiamo adottato una nuova

Stabilimento Tiberina Automotive, Juatuba (Brasile), 2012-2016

procedura di gestione del sistema informativo. Molte delle stazioni appaltanti che hanno lavorato con noi hanno abbracciato questa metodologia anche se non erano obbligate.
Abbiamo testato l’utilità del AcDat del processo di coordinamento e verifica, mettendo a disposizione delle stazioni appaltanti un nostro Cloud attraverso il quale condividiamo i dati con l’esterno.

Stabilimento Tiberina Automotive, Juatuba (Brasile), 2012-2016. Modello BIM

Lo scambio di dati e la collaborazione è una realtà o ci sono delle criticità ancora da superare?
Ci sono ancora delle criticità, effettivamente, per quanto riguarda l’interoperabilità.
Tra i software che usiamo maggiormente, Archicad e Tekla, non riscontriamo grossi problemi, ma la gestione della classificazione di modelli e oggetti nel formato di interscambio IFC è ancora troppo diversificata fra i vari software di authoring in commercio e quindi di difficile utilizzo. Per quanto riguarda il flusso informativo all’interno dell’ACDat stiamo valutando diverse soluzioni software per automatizzarne la gestione anche e soprattutto in relazione allo scambio di dati e informazioni con la committenza.

Quali progetti significativi avete già realizzato in BIM?
Tra i numerosi progetti realizzati, possiamo citare gli stabilimenti realizzati per l’azienda Tiberina s.r.l., per cui abbiamo costruito 18 stabilimenti in 10 anni, tutti modellati in BIM. La scelta di adottare il BIM in questo caso è stata dettata dalla necessità di rispettare i costi. Avere un modello BIM completo ci è servito per tenere la

Scuola dell’infanzia Caserino, Magione (PG), 2018. Fotoinserimento del modello

contabilità, conoscere le quantità, per dirimere eventuali contestazioni. Utilizzare il modello BIM anche per gestire il processo produttivo dell’edificio è stata una lungimiranza del nostro cliente, che ha intuito i vantaggi del poter conoscere tutti i dettagli di una fabbrica prima di averla effettivamente realizzata.

Scuola dell’infanzia Caserino, Magione (PG), 2018. Modello dell’impianto di VMC.

Tra i progetti importanti in BIM ci sono quelli legati all’edilizia scolastica pubblica. In alcuni casi abbiamo eseguito la ristrutturazione e l’adeguamento sismico dei complessi scolastici in HBIM. In altri, abbiamo costruito edifici ex novo, come è avvenuto nel Comune di Magione (PG) per la scuola dell’infanzia Caserino: il BIM ci ha consentito di verificare la sostenibilità dell’edificio e fungerà da utile strumento per l’ottenimento della certificazione Leed prevista per l’edifico.

Qual è secondo voi lo scenario BIM in Italia? Quali prospettive, quali sviluppi?
Il BIM si sta diffondendo, ma c’è ancora molto da fare. Per quanto riguarda le imprese di costruzione, notiamo che la maggior parte delle piccole realtà lavora ancora in modo tradizionale, noi abbiamo cominciato a sensibilizzare le organizzazioni più strutturate. Quando seguiamo la Direzione Lavori di un progetto utilizziamo molto il BIM, di conseguenza le imprese che si trovano a lavorare con noi cominciano ad avvicinarsi a questa metodologia. Ma il processo sarà ancora lungo.
Anche la committenza non è ancora sensibile al BIM. Le stazioni appaltanti non sono ancora formate, immaginano le potenzialità del BIM ma non le conoscono appieno e non le sanno sfruttare.
La committenza privata, invece, il più delle volte non entra nel merito, il BIM non è obbligatorio nei bandi di gara. Noi lo proponiamo e generalmente abbiamo un riscontro positivo.

 

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Giornalista della redazione di BIMportale, professionista della comunicazione e del marketing per il settore AEC – Architetture Engineering & Construction. Ha lavorato per molti anni nell’editoria B2B dirigendo una delle principali testate specializzate per l’industria delle costruzioni, per la quale è stato autore di numerosi articoli, inchieste e speciali. Durante questa lunga esperienza editoriale ha avuto modo di vivere e monitorare direttamente l’evoluzione del settore e la sua continua trasformazione, lavorando a stretto contatto con i principali protagonisti del mercato: imprese edili, progettisti, committenti, produttori. Su tali premesse nel 2007 ha fondato l’agenzia di comunicazione e marketing Sillabario, che si occupa delle attività di comunicazione e ufficio stampa di importanti marchi industriali del settore delle costruzioni.