Fabrica: maggiore competitività con il BIM

Fabrica è una società di ingegneria in forma cooperativa che nasce nel 2019 come risultato di un più ampio e complesso rapporto di collaborazioni tra diverse realtà e professionisti. La società è organizzata in vari gruppi di lavoro: architettura, strutture, impianti e sicurezza in cantiere. Dal 2015 è iniziato un percorso dello studio verso la metodologia BIM che ha portato alla creazione di un gruppo di lavoro specifico. Fabrica, che oggi conta oltre venti professionisti specializzati, si rivolge a committenze pubbliche e private per offrire un servizio e supporto tecnico completo, integrato e multidisciplinare, valorizzato da un utilizzo sempre maggiore della metodologia BIM soprattutto per attività di progettazione e computazione. Come ci racconta l’Ing. Michele Codeglia socio di Fabrica Scrl.

Qual è stata la motivazione principale che vi ha spinto a implementare il BIM nei vostri processi lavorativi?
Il BIM nasce da una richiesta pratica. Nel 2015 ci è stato chiesto di occuparci della progettazione degli impianti di un terminal portuale utilizzando il BIM. Per noi è stata una sfida. Abbiamo quindi seguiti alcuni corsi di formazione, ci siamo, infatti, resi conto che a differenza del CAD, dove molti progettisti erano totalmente autodidatti con uno strumento di progettazione tridimensionale come il software di authoring Revit non era possibile improvvisare e avevamo bisogno di una completa formazione per poterlo utilizzare al meglio in tutte le sue funzionalità.

Quali sono stati i progetti che in qualche modo hanno segnato il vostro percorso di implementazione del BIM?
Sicuramente il primo è stato il Terminal portuale, vero primo progetto seguito in BIM. Successivamente ci hanno chiesto di realizzare il progetto di restyling di Spezia Risorse, la società incaricata della gestione e della riscossione delle entrate del Comune della Spezia. Grazie alla metodologia BIM ci è stato possibile realizzare questo progetto in soli due mesi controllando costantemente interazioni e interferenze in relazione alle varie discipline trattate: restauro architettonico, progettazione impiantistica e calcolo strutturale. Il progetto è stato suddiviso in due ambiti principali: progettazione architettonica e progettazione impiantistica. Due modelli separati che hanno contribuito a costruire in modo coordinato il modello finale dell’intero intervento. Adesso stiamo portando avanti diversi progetti in collaborazione con società esterne, dove ci occupiamo dell’approccio BIM alla commessa. Stiamo anche sperimentando nuove tecnologie come il laser scan o l’utilizzo di droni per le rilevazioni degli edifici.

Quali sono i principali vantaggi che ha portato il BIM nel vostro lavoro?
L’innovazione degli strumenti e del metodo BIM unita alla gestione di modelli e di informazioni correlate permette di elevare la qualità dei nostri progetti. La possibilità di lavorare in cloud si rivela inoltre ogni giorno particolarmente utile. Quindi abbiamo vantaggi prima di tutto organizzativi e sicuramente anche di tipo operativo con migliori flussi di lavoro. Questo ci permette anche di avere una maggiore competitività sul mercato. Il BIM risulta anche dal punto di vista della gestione e ottimizzazione dei dati che possono essere utilizzati e analizzati in tutto il ciclo di vita di un edificio.

Quali sono state le maggiori difficoltà che avete dovuto affrontare?
Sicuramente la difficoltà principale è la consapevolezza, stiamo andando contro la nostra naturale resistenza al cambiamento abbandonando una strada conosciuta per metterci in gioco in qualcosa di nuovo e totalmente diverso. Siamo però consapevoli che sia una scelta giusta perché il BIM e la digitalizzazione dei processi porta a lavorare meglio con notevoli risparmi di tempi e di costi.

Che cosa ne pensate dello sviluppo del BIM in Italia?
Credo che al momento sia molto difficile il reale sviluppo del BIM nel nostro Paese, le committenze soprattutto quelle pubbliche non sono pronte ad accogliere le innovazioni che questa metodologia richiede. Dovrebbero acquisire competenze diverse, formando il personale e sperimentando quotidianamente i diversi processi necessari per trovare uno standard di lavoro condiviso e condivisibile. Su questo siamo un po’ in ritardo rispetto ai paesi anglosassoni che sono in grado oggi non solo di operare in BIM nel loro paese ma anche di esportare la loro esperienza e professionalità.

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Giornalista professionista della redazione di BIMportale, dopo i primi anni a rincorrere notizie di cronaca e attualità ha deciso di fermarsi per seguire più da vicino il mondo dell’architettura e del design. Collabora con diverse testate di questo settore alla ricerca di progetti e realtà da raccontare e descrivere con una particolare attenzione alle idee più innovative approfondendo anche tematiche legante al rispetto dell’ambiente e alle fonti rinnovabili.