La nuova figura del CDE Manager

Si discute da oltre un anno sulla figura del CDE Manager, gestore dell’ambiente di condivisione dei dati, introdotta dalla norma UNI 11337-7. I motivi del dibattito sono dovuti alla sua natura ibrida: si è definita una professionalità del tutto nuova, che raggruppa le competenze del mondo dell’informatica e della progettazione come ci ha spiegato l’arch. Gaia Romeo, Technical Director BIM Manager di Isegno che ha dato vita alla piattaforma C-BIM nata proprio per fare chiarezza sulla qualifica delle competenze delle professionalità che ruotano intorno al mondo del BIM e che intende rispondere alle principali domande sulla certificazione e i corsi specifici necessari per sostenere la prova scritta. In più offre anche la possibilità di acquistare e sostenere i corsi e gli esami in modalità live learning e online.

 Ma perché si è creato una un profilo con competenze così diverse?
La motivazione nasce dall’esigenza di utilizzare le competenze di Data Science, indispensabili nella gestione della grande mole di dati che deriva dall’uso del BIM, e quelle prettamente legate al contesto in cui si opera, ovvero di “Construction Project Management”. Ovvio che un mix di competenze tali, non essendo stato sperimentato in passato, fa sorgere alcune di difficoltà nell’individuare la risorsa aziendale che sia oggi veramente in grado di ricoprire questo ruolo.

Definiamo bene il termine Common Data Environment…
Prima di entrare nel merito del profilo, è opportuno spiegare il significato di CDE (acronimo inglese che sta per Common Data Environment) o ACDat (acronimo italiano che significa Ambiente di Condivisione dei Dati). Il CDE Può definirsi come un raccoglitore organizzato di informazioni (per ora file quali modelli, elaborati e documenti, ma presto uno o più database interoperabili) condivisi, consultabili e modificabili dalle parti coinvolte nel processo di progettazione, realizzazione o manutenzione di un’opera. La definizione di CDE legata al BIM è quella introdotta per la prima volta dalla norma inglese BS 1192-1:2007, ed ora aggiornata nella ISO 19650-2:2018. Ricordiamo che il CDE esisteva già prima del BIM ed esistono oggi molte piattaforme dedicate alla collaborazione su progetti che non sono legati ai modelli informativi.

Ma quali caratteristiche deve avere una piattaforma per essere definita un CDE/ACDat?
Visto che parliamo della certificazione di conformità del profilo “CDE Manager” alla UNI 11337-7, riportiamo l’attenzione sui requisiti previsti dalla norma UNI per l’ACDat.

  • Accessibilità, secondo prestabilite regole, da parte di tutti gli attori coinvolti nel processo;
  • Tracciabilità e successione storica delle revisioni apportate ai dati contenuti;
  • Supporto di una vasta gamma di tipologie e di formati e di loro elaborazioni;
  • Alti flussi di interrogazione e facilità di accesso, ricovero ed estrapolazione di dati (protocolli aperti di scambio dati);
  • Conservazione e aggiornamento nel tempo;
  • Garanzia di riservatezza e sicurezza.

Oltre all’ACDat, che contiene le informazioni relative alla singola commessa, la UNI 11337 prevede anche la c.d. piattaforma collaborativa aziendale. Tale piattaforma in realtà non è altro che un contenitore delle librerie, dei template e degli altri standard che costituiscono appunto il know how aziendale. Importante notare che la figura responsabile della gestione di tale piattaforma è sempre il CDE Manager

Inoltre, l’ACDat è definito dalla UNI 11337 come un ambiente dedicato alla singola commessa, a differenza della piattaforma collaborativa aziendale, che contiene anche le librerie, i template ed altri standard aziendali che costituiscono il suo “know-how”. Ma chi gestisce allora la piattaforma collaborativa? Secondo la norma, è sempre il CDE Manager. Questa figura gestisce dunque sia il CDE di commessa che quello aziendale.

Quali sono i compiti del CDE Manager secondo la UNI 11337-7?

Considerando anche l’esperienza dei nostri clienti che ricoprono da tempo questo ruolo all’interno di un’azienda che lavora in BIM, possiamo elencarne i principali.

  • Gestire l’ACDat significa essere il referente delle altre figure che hanno accesso all’ACDat, per gli interventi straordinari: creazione delle utenze, personalizzazione delle cartelle / aree di lavoro, attivazione plugin, impostazione calendario e notifiche, settaggio e assegnazione dei workflow approvativi, etc. (su indicazione del BIM Coordinator / Manager), ma anche risoluzione di problematiche tecniche.
  • Relazionare i contenuti dei modelli con altri dati presenti in piattaforma. Qui si tratta di verificare i link tra modelli ed elaborati o documenti. Tuttavia è bene sottolineare che se l’ACDat contiene i dati della commessa, questi dovranno partire da una copia dei dati già presenti in altro CDE e dagli standard presenti nella piattaforma collaborativa del committente.
  • Controllare il processo interoperabile delle informazioni. L’interoperabilità può essere considerato un problema temporaneo, visto che si tratta di far transitare le informazioni da un modello all’atro (import/export di file per capirci) ma sappiamo che questo tema, attualmente legato all’IFC ed alla corretta classificazione delle informazioni, è destinato a sciogliersi come neve al sole non appena la tecnologia del CDE consentirà di imputare direttamente i dati.
  • Controlla la correttezza e tempestività del flusso informativo. È un lavoro continuo di verifica dei file e delle informazioni presenti sul CDE, di controllo che siano stati correttamente caricati i modelli nella giusta cartella/sezione e con i metadati appropriati (ad es. cambio di stato, revisione, etc.)
  • Applica tecniche di protezione dei dati à sicuramente deve essere un hacker medio/bravo, per scovare e riparare le eventuali falle nel sistema informativo… ma potrebbe lavorare in un’azienda con un sistema di Cyber Security molto avanzato, che ha delle figure specifiche preposte alla salvaguardia dei dati sensibili.
  • Utilizza tecniche di Data Analytics… a mio avviso la parte più interessante! Potrebbe sviluppare o customizzare degli strumenti di Business Intelligence per estrarre dei report sulle informazioni presenti sul CDE, creare dei cruscotti per il monitoraggio costante ed alert, o addirittura collegarli a dispositivi fisici, in ottica Digital Twin.

Sicuramente risiede in quest’ultima competenza il grande valore aggiunto che un CDE manager esperto può dare alla propria organizzazione. Si tratta infatti di competenze che varcano i limiti tecnologici, perchè, oltre alla creazione di output di analisi dei dati correlati al processo BIM, dimostra di conoscere i KPI strategici da misurare.

Cosa ci aspetta per il prossimo futuro?
La sfida è riuscire da un lato a intercettare le esigenze dell’azienda durante l’evoluzione del BIM dei prossimi anni, astraendosi dal contesto, e dall’altro garantire su un piano pragmatico il monitoraggio tempestivo dei dati continuando a testare le nuove soluzioni che il mercato offre.

Quale è la differenza tra CDE Manager e un BIM Coordinator?
Personalmente sono due figure ai poli opposti che dirigono il flusso informativo sul CDE, come complementarietà dei ruoli ma soprattutto per le soft skill: per un Coordinator sono imprescindibili quelle relazionali, di team building e leading, la diplomazia, la flessibilità (ed agilità di saltare da una riunione all’altra), essendo il ponte fra il committente/fornitore, il management (in collaborazione col BIM Manager), le risorse operative ed il CDE Manager. L’altro lo immagino molto più solitario, quasi ascetico con grande capacità di concentrazione e orientamento al risultato, magari con la maglietta di Iron Man e le cuffiette nelle orecchie.

 

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Giornalista professionista della redazione di BIMportale, dopo i primi anni a rincorrere notizie di cronaca e attualità ha deciso di fermarsi per seguire più da vicino il mondo dell’architettura e del design. Collabora con diverse testate di questo settore alla ricerca di progetti e nuove iniziative da raccontare e descrivere con una particolare attenzione alle idee più innovative approfondendo anche tematiche legante al rispetto dell’ambiente e alle fonti rinnovabili.