EUBIM Task Group pubblica il Manuale per l’introduzione del BIM da parte della domanda pubblica in Europa

Nella via della progressiva introduzione della digitalizzazione delle opere pubbliche secondo l’articolato del D.M. 560/2017, dal 2 marzo all’indirizzo http://www.eubim.eu/handbook-selection/italian-handbook/ è disponibile la versione italiana del EUBIM Taskgroup Handbook del luglio 2017.

Nel “Manuale per l’introduzione del BIM da parte della domanda pubblica in Europa. Un’azione strategica a sostegno della produttività del settore delle costruzioni: un fattore trainante per l’incremento del valore, l’innovazione e la crescita”  al quale ha contributo anche la rappresentanza italiana costituita da – ministero delle Infrastrutture e dei trasporti ANAS ed Italferr , si ritrovano alcuni punti cardine già cardine del succitato DM.

Il documento che ribadisce quanto Il settore pubblico possa esser un fattore trainante per l’innovazione, può costituire una ulteriore tappa nella via che porta alla disambiguazione del termine BIM affetto, al momento, da una cronica molteplicità di interpretazioni in dipendenza del ruolo svolto dall’osservatore nella catena di fornitura dele settore delle costruzioni.

  • Stabilire la leadership pubblica;
  • Comunicare la visione e coinvolgere il settore delle costruzioni;
  • Sviluppare un quadro collaborativo;
  • Far crescere l’adozione da parte del settore e la capacità dello stesso,

costituiscono le raccomandazioni strategiche di EUBIM Taskgroup ai Paesi membri, che vanno però ad inserirsi in quadri nazionali diversificati e che anche al loro interno fanno registrare eterogenee reazioni agli auspici comunitari.

Nel rimandare alla lettura integrale, tra le parti maggiormente significative del documento si segnalano:

  • la opportunità di far riferimento, negli appalti pubblici, a norme tecniche e di processo, senza le quali la catena di approvvigionamento e il committente ricreeranno una serie diversa di approcci proprietari che potenzialmente aggiungeranno un onere, in termini di costi, a ciascun intervento;
  • la necessità di sviluppare approcci comuni al tema BIM tra gli operatori della formazione ed il mondo accademico al fine di poter disporre poter disporre di una definizione comune in grado di sviluppare una capacità sufficiente in termini di professionisti qualificati e capaci.

Ad una prima comparazione tra i contenuti del DM 560/2017 e le raccomandazioni operative europee si rinvengono diversi punti di coerenza come appresso specificati:

Decreto Ministero Infrastrutture e Trasporti n. 560 del 1 dicembre 2017

In attuazione dell’articolo 23, comma 13, del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50,  definisce le modalità e i tempi di progressiva introduzione, da parte delle stazioni appaltanti, delle amministrazioni concedenti e degli operatori economici, dell’obbligatorietà dei metodi e degli strumenti elettronici specifici, quali quelli di modellazione per l’edilizia e le infrastrutture, nelle fasi di progettazione, costruzione e gestione delle opere e relative verifiche.

EUBIM Taskgroup

Manuale per l’introduzione del BIM da parte della domanda pubblica in Europa. Un’azione strategica a sostegno della produttività del settore delle costruzioni: un fattore trainante per l’incremento del valore, l’innovazione e la crescita

AMBIENTE di CONDIVISIONE dei DATI (art.2)

Ambiente digitale di raccolta organizzata e  condivisione di dati relativi ad un opera e strutturati in informazioni relative a modelli  ed elaborati digitali prevalentemente riconducibili ad essi; basato su un’infrastruttura informatica la cui condivisione è regolata da precisi sistemi: di sicurezza per l’accesso; di  tracciabilità e successione storica delle variazioni apportate ai contenuti informativi; di conservazione nel tempo e relativa accessibilità del patrimonio informativo contenuto; di definizione delle responsabilità nell’elaborazione dei contenuti informativi; di tutela della proprietà intellettuale.

AMBIENTE DI CONDIVISIONE DEI DATI (p.3.2.3)

Un ambiente di condivisione dei dati (ACDat – in inglese, Common Data Environment, CDE) è un sistema per la gestione di dati e informazioni. L’ACDat non è soltanto una “data room” basata sul web o sul cloud. Include i processi e le regole necessari a garantire che le persone lavorino o utilizzino la versione corrente di un file o di un modello, nonché a far loro sapere quali sono gli scopi per i quali li possono utilizzare. Questi processi sono stati ben definiti e gestiti nel contesto di un sistema di archiviazione cartaceo, tuttavia, con l’adozione di nuove tecnologie elettroniche e l’enorme aumento dei dati prodotti in merito a un tipico progetto di costruzione, la necessità di una buona gestione è stata trascurata e i vecchi sistemi non sono stati sostituiti….

ADEMPIMENTI PRELIMINARI delle STAZIONI APPALTANTI
(art.3)

L’utilizzo dei metodi e strumenti di cui all’articolo 23, comma 13, del codice dei contratti pubblici è subordinato all’adozione, anche a titolo non oneroso, da parte delle stazioni appaltanti, di:

  • un piano di formazione del personale in relazione al ruolo ricoperto, con particolare riferimento ai metodi e strumenti elettronici specifici, quali quelli di modellazione per l’edilizia e le infrastrutture, anche al fine di acquisire competenze riferibili alla gestione informativa ed alle attività di verifica utilizzando tali metodi;
  • un piano di acquisizione o di manutenzione degli strumenti hardware e software di gestione digitale dei processi decisionali e informativi, adeguati alla natura dell’opera, alla fase di processo ed al tipo di procedura in cui sono adottati;
  • un atto organizzativo che espliciti il processo di controllo e gestione, i gestori dei dati e la gestione dei conflitti.

ATTRIBUIRE LE COMPETENZE PER LA GESTIONE DI DATI E DI INFORMAZIONI
(p.3.2.4)

La chiarezza dei ruoli, delle competenze, dell’autorità e della portata di ciascun compito è un aspetto essenziale della gestione efficace delle informazioni. Per interventi di minori dimensioni o meno complessi, i ruoli di gestione delle informazioni possono essere svolti in concomitanza con altri ruoli (gestore dei beni, responsabile di progetto, capo del gruppo di progettazione, committente principale, ecc.). Un aspetto fondamentale nell’assegnazione di ruoli, competenze e autorità è l’adeguatezza e la capacità dell’organizzazione di poter soddisfare i requisiti del ruolo

INTEROPERABILITA’
(art. 4 c.1)

Le stazioni appaltanti utilizzano piattaforme interoperabili a mezzo di formati aperti non proprietari. I dati sono connessi a modelli multidimensionali orientati a oggetti secondo le modalità indicate nei requisiti informativi di cui all’articolo 7 e devono essere richiamabili in qualunque fase e da ogni attore durante il processo di progettazione, costruzione e gestione dell’intervento secondo formati digitali aperti e non proprietari,. normati, fatto salvo quanto previsto all’articolo 68 del codice dei contratti pubblici, a livello nazionale o internazionale e controllati nella loro evoluzione tecnica da organismi indipendenti. Le informazioni prodotte e condivise tra tutti i partecipanti al progetto, alla costruzione e alla gestione dell’intervento, sono fruibili senza che ciò comporti l’utilizzo esclusivo di applicazioni tecnologiche commerciali individuali specifiche.

SCAMBIO DI DATI NON LEGATO A UN PARTICOLARE FORNITORE
(p. 3.2.2)

I dati possono essere scambiati in formati di file aperti, neutri per le piattaforme, che non sono controllati da un unico fornitore o gruppo di fornitori. Un formato di collaborazione di uso comune nel contesto del Building Information Modelling (BIM) è l’IFC (Industry Foundation Class). La specifica del modello IFC è aperta e disponibile. È un formato registrato dall’ISO ed è una norma ISO ufficiale. I formati di scambio dei dati non proprietari, non legati a un particolare fornitore, aumentano l’interoperabilità e facilitano lo scambio, lungo tutta la catena di approvvigionamento e con il committente, di dati prodotti ricorrendo a pacchetti software diversi.

Inoltre, ciò sostiene la diversità della catena dei fornitori e dell’ambiente software, evita i monopoli e contribuisce a incoraggiare la concorrenza…..

CAPITOLATO INFORMATIVO
(art. 7)

c.1. Ai fini dell’introduzione dei metodi e degli  trumenti elettronici di cui all’articolo 23, comma 1, lettera h), del codice dei contratti pubblici, il  capitolato, allegato alla documentazione di gara per l’espletamento di servizi di progettazione o per l’esecuzione di lavori o della gestione delle opere, deve contenere :

  • i requisiti informativi strategici generali e specifici, compresi i livelli di definizione dei contenuti informativi, tenuto conto della natura dell’opera, della fase di processo e del tipo di appalto;
  • tutti gli elementi utili alla individuazione dei requisiti di produzione, di gestione e di trasmissione ed archiviazione dei contenuti informativi, in stretta connessione con gli obiettivi decisionali e con quelli gestionali. In particolare, deve includere il modello informativo relativo allo stato iniziale dei luoghi e delle eventuali opere preesistenti.

c.2. Il capitolato è comunicato anche ai subappaltatori e ai subfornitori cui è fatto obbligo di concorrere con l’aggiudicatario, con riferimento alle diverse fasi del processo di realizzazione o gestione dell’opera, nella proposizione delle modalità operative di produzione, di gestione e di trasmissione dei contenuti informativi attraverso il piano di gestione informativa

CAPITOLATO INFORMATIVO
(p.3.2.1)

Tutte le informazioni relative al bene e al progetto che devono essere fornite nell’ambito della gestione di detto bene o della consegna del progetto devono essere specificate dalla parte che effettua la nomina tramite una serie di requisiti del datore di lavoro in materia di informazioni (EIR, Employer’s Information Requirements, in italiano, Requisiti Informativi o “Capitolato Informativo”, CI). Tali requisiti dovrebbero essere espressi in maniera tale da poter essere integrati nelle nomine o nelle istruzioni relative al progetto ed essere trasmesse lungo tutta la catena di approvvigionamento…

…. I capitolati informativi costituiscono un elemento importante dell’attuazione del programma BIM in quanto vengono utilizzati per definire con chiarezza all’offerente quali modelli e quali strutture di dati sono richiesti e per quali fini essi saranno utilizzati. L’obiettivo di tali capitolati è quello di limitare la produzione e la trasmissione di informazioni a ciò che è realmente necessario in un determinato momento, nonché di rendere la produzione di informazioni un processo effettivamente ottimizzato. Il capitolato informativo consente alle parti contraenti di pianificare la fornitura delle informazioni richieste. Se esiste una catena di fornitura, i requisiti informativi dovrebbero essere trasmessi lungo la stessa fino al livello in cui tali informazioni possono essere fornite più facilmente…

Francesco Ruperto è Architetto laureato alla Facoltà di Architettura di Sapienza Università di Roma e Dottore di Ricerca in Rappresentazione e Rilievo dell’Architettura e dell’Ambiente Università “G.D’Annunzio di Chieti-Pescara” , iscritto all’ Ordine degli Architetti di Roma e Provincia. Profilo Linkedin



  • Supporto al Commissario connesse all’applicazione ed all’utilizzo del metodo e delle tecnologie BIM-building information modeling nella realizzazione degli interventi ricompresi nel Piano degli interventi per il progetto sportivo dei Mondiali di sci Cortina 2021;

  • Supporto al RUP per la progettazione e verifica della Pianificazione Informativa del Concessionario Opera Strategica Provincia Autonoma Bolzano;

  • Supporto al RUP per:redazione di capitolato informativo, criteri a base di gara, validazione, verifica e coordinamento dei modelli BIM, per Presidenza del Consiglio dei Ministri, Struttura di Missione per gli Anniversari di Interesse Nazionale;

  • Coordinatore Scientifico del Master BIM Facoltà di Architettura Sapienza Università di Roma;

  • Coordinatore Scientifico del Workshop 3D Modeling&BIM organizzato dalla Facoltà di Architettura Sapienza Università di Roma;

  • Ha svolto attività di Ricerca presso Consiglio Nazionale delle Ricerche – Istituto di Tecnologie Applicate ai Beni Culturali ed Istituto Applicazioni per il Calcolo;

  • Ha supportato Stazioni Appaltanti e Amministrazioni Concedenti, quali la Presidenza del Consiglio dei Ministri e la Provincia Autonoma di Bolzano nella definizione delle azioni necessarie alla adozione di metodi e strumenti BIM negli Appalti di progettazione e di esecuzione lavori e nelle Concessioni;

  • Ha organizzato come Facoltà di Architettura Sapienza Università di Roma la costituzione del network accademico BIM Academic Forum Italy , con Politecnico di Milano e all’Università di Brescia;

  • E’ stato il relatore italiano per Assemblea Annuale EBC European Builders Confederation , EESC European Economic and Social Committee Bruxelles , circa gli scenari del BIM in Italia;

  • Svolge attività divulgativa e di sensibilizzazione sul tema del BIM e della digitalizzazione del settore delle costruzioni presso Imprese, Ordini Professionali e Associazioni di Categoria.