Marcello Imperore: formazione e strumenti digitali elementi necessari per il BIM

L’arch. Marcello Imperore è BIM Specialist certificato ICMQ titolo che ha deciso di conseguire dopo aver seguito il Masterkeen BIM Specialist presso il centro di formazione AM4.

Quale è stato il suo percorso professionale che l’ha portata al BIM?
Architetto, da oltre 16 anni, mi occupo prevalentemente di progettazione, direzione dei lavori, sicurezza, per lavori pubblici e privati. Ho collaborato con aziende di settore per l’allestimento di mostre in Italia (Marmomac di Verona), in Azerbaijan (Baku) e negli USA (New York), disegnando forme e sculture, realizzate con macchine a controllo numerico. Ho fatto parte della Commissione Urbanistica di Campobasso e Provincia, sono CTU del Tribunale di Campobasso e membro della Commissione Paesaggistica del Comune di Sepino. Nel 2015 inizio ad avvicinarmi al Building Information Modeling, ma con un approccio sperimentale e sicuramente poco consapevole. Tutto cambia nell’Ottobre 2018 quando decido di iscrivermi al Masterkeen BIM Specialist presso il centro di formazione AM4 (ora Volcano High) di Lecco, dove eccellenti professionisti del settore, mi hanno permesso di comprendere e utilizzare pienamente, le potenzialità del Building Information Modeling. Successivamente conseguo il titolo ICMQ BIM Specialist. Attualmente ricopro il ruolo di BIM Specialist e BIM Coordinator per alcune commesse private e fornisco assistenza a studi ed imprese come BIM Consultant.

Quali sono le caratteristiche principali della sua figura professionale?
Prima di tutto sono un architetto, che pratica la professione occupandosi di progettazione e direzione dei lavori. Il processo creativo e produttivo avviene mediante il Building Information Modeling. Per cui mi piace definirmi un architetto BIM. Attualmente, in base alla mia esperienza, ho visto presso importanti studi professionali e società di ingegneria, gruppi di progettazione supportati da team, che sviluppano il progetto seguendo flussi BIM. Credo che nei prossimi anni si avranno sempre più architetti o ingegneri nativi BIM, capaci di operare seguendo la nuova metodologia.

Con quali principali tipologie di clienti lavora?
Prevalentemente con privati ed imprese, a cui fornisco servizi di progettazione, direzione dei lavori e negli ultimi anni, consulenza di Building Information Modeling. Infatti la necessità di adottare la nuova metodologia, richiede sempre maggior tempo da dedicare all’affiancamento e alla formazione del personale di diversi studi professionali.

Mi può parlare di qualche commessa realizzata con metodologia BIM?
Attualmente faccio parte di un gruppo di lavoro (in collaborazione con BIM Manager arch. Bruno Grossi, BIM Specialist arch. Pasquale Baranello, Rilievi Laser Scanner geom. Mario Govoni) a cui è stato commissionato un Cloud (Scan) to BIM di un edificio storico.  Lo stesso lavoro è stato eseguito sul Castello di Varese Ligure, edificato nel medioevo, dalla famiglia Fieschi. Questa premessa è necessaria per evidenziare come la maggior parte dei lavori più significativi in ambito BIM, che attualmente mi vedono coinvolto, si occupano del patrimonio edilizio esistente. Al di là della restituzione geometrica, che per strutture di questo genere, è quasi sempre molto complessa, è rilevante la modellazione informativa degli elementi. Uno dei temi più rilevanti, che riguardano il patrimonio edilizio esistente, è lo stato di conservazione. Attribuendo agli “oggetti”, parametri che ci informano delle cause e descrivono le manifestazioni di degrado o dissesto di una struttura, in un determinato periodo di vita della stessa, è possibile pianificare ed ottimizzare, la manutenzione, la gestione e la tutela del patrimonio architettonico del nostro territorio. Dal punto di vista meramente operativo, si è utilizzata la nuvola di punti, che ha consentito un rilievo quasi totale delle strutture. La modellazione geometrica informativa è stata eseguita con Autodek Revit, Bim 360, ReCap, Naviswork e Dynamo. Il lavoro è stato effettuato attraverso il coordinamento e l’organizzazione di professionisti distanti circa 600 km.

Quali sono secondo lei le prospettive future del BIM in Italia?
Tra meno di sei mesi, dal primo Gennaio 2021, per importi superiori ai 15 milioni di euro, sarà necessario ricorrere a metodologie ed a strumenti elettronici di modellazione per l’­edilizia e le infrastrutture. Dal primo Gennaio 2022, i riferimenti saranno le soglie di rilevanza comunitaria, quindi poco più di 5 milioni di euro per appalti pubblici di lavori. Attualmente, l’Agenzia del Demanio attraverso procedure negoziate, affida servizi di verifica di modelli digitali eseguiti in modalità BIM o direttamente la modellazione informativa e geometrica di beni di sua proprietà. Recentemente, ho preso parte a gare di appalto, dove si indicava fra le offerte migliorative, la redazione di un progetto in modalità BIM. Credo che sia inevitabile l’adozione del Building Information Modeling, da parte di imprese, studi professionali, società di ingegneria e stazioni appaltanti. Riguardo a questi ultimi, per esperienza maturata sul territorio, ritengo che ad oggi, siano in ritardo sia sulla formazione del personale e sia sull’adozione di strumentazione, elementi necessari ad allinearsi a questo processo innovativo.

 

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Giornalista professionista della redazione di BIMportale, dopo i primi anni a rincorrere notizie di cronaca e attualità ha deciso di fermarsi per seguire più da vicino il mondo dell’architettura e del design. Collabora con diverse testate di questo settore alla ricerca di progetti e nuove iniziative da raccontare e descrivere con una particolare attenzione alle idee più innovative approfondendo anche tematiche legante al rispetto dell’ambiente e alle fonti rinnovabili.