Simone Cerrato, MSC Associati: il futuro è adesso

Una passione per la tecnologia e i nuovi software hanno portato l’Ing. Simone Cerrato a fare del Building Information Modeling la sua professione diventando BIM Manager di MSC Associati.

Come è arrivato professionalmente al mondo del BIM?
La svolta determinante è stata la scelta di proseguire gli studi con un corso di specializzazione post-laurea in modellazione IMM del processo edilizio e BIM dell’edificio. Ricordo il momento in cui mi sono lanciato nel buio scegliendo il BIM, momento in cui ero entusiasta ma non sapevo dove mi avrebbe portato. Così il mio percorso è cominciato dagli insegnamenti di alcuni professori dell’Università, dal polo territoriale di Lecco del Politecnico di Milano, e dai suggerimenti di mio padre, che ha sempre avuto una visione lungimirante sul futuro, che mi hanno indirizzato e in parte accompagnato su quella che poi sarebbe diventata la mia professione. Oggi sono BIM Manager di MSC Associati, uno degli studi più attivi nel campo della progettazione di strutture del nord Italia.

Quali sono le principali caratteristiche della sua figura professionale?
Interpreto il ruolo del BIM Manager applicando alcune delle caratteristiche appartenenti al mondo del BIM e della digitalizzazione, senza però trascurare i requisiti di competenza e professionalità dell’ingegnere. La caratteristica che reputo più importante per la mia figura professionale è sicuramente riferita alla capacità di creare interconnessione. Il BIM Team Building risulta fondamentale sia dentro che fuori l’ufficio, soprattutto quando più Società partecipano a uno stesso progetto. Interconnessione e integrazione dei processi a partire dalla modellazione informativa attraverso procedure create ad hoc per l’intero ufficio e che fanno parte del Sistema di Gestione Qualità aziendale. Posso dire che sicuramente chi si occupa di digitalizzazione deve essere curioso, legato al mondo Digital ed entusiasta dell’innovazione, ma anche coraggioso nel provare nuovi processi e strumenti per cercare di ottimizzare o di migliorare quanto gli sta attorno.

Con quali tipologie di clienti lavora principalmente?
In qualità di responsabile del settore BIM dello studio, ho lavorato a progetti per società di sviluppo e gestione di patrimoni immobiliari, studi di progettazione attraverso join venture in progetti internazionali e imprese di costruzione di elevato profilo. Oltre a questi, la libera professione mi ha offerto la possibilità di interagire anche con clienti e Società che hanno iniziato a implementare la metodologia BIM per le proprie commesse, organizzando e conducendo specifici interventi di formazione, di base e specialistici, secondo le esigenze del cliente. Anche questa è un’occasione per crescere nel campo comunicativo e nell’affrontare e gestire problemi in settori diversi da quelli delle costruzioni edilizie.

Può segnalare qualche progetto su cui sta lavorando?
Attualmente, nella collaborazione con MSC Associati, affronto diverse tipologie di progetti: si passa dalla progettazione preliminare, definitiva ed esecutiva strutturale fino ad arrivare alla progettazione costruttiva edile e strutturale, con attività di coordinamento dei modelli informativi tra le diverse discipline. Tra questi posso citare i seguenti.
Il progetto della nuova sede di Luxottica a Milano, realizzato con Park Associati come progettista architettonico e coordinatore di progetto, avendo come risultato edifici di alto design con tecnologie e materiali all’avanguardia sia in termini di progettazione che di costruzione.
Il grattacielo di Gioia 22 per COIMA, attualmente in fase di costruzione, alla quale siamo attivi nell’assistenza alla direzione lavori strutturale e per il quale il 17 dicembre scorso, alla Casa dell’Architettura di Roma, nell’ambito di una conferenza, ho avuto l’opportunità di presentare il lavoro fatto con i miei colleghi nella fase di digitalizzazione BIM della disciplina strutturale dell’edificio;
Il progetto del complesso di Edifici Garibaldi Executive (ED.G.E.). Situati nel cuore di Milano che completano la zona di Garibaldi. Il progetto è di elevata complessità e soddisfazione, dove MSC Associati ricopre il ruolo di progettista costruttivo per l’architettura, per le opere strutturali e per il coordinamento BIM, progetto al quale partecipo in prima persona, attraverso l’affiancamento tecnico a Italiana Costruzioni, una delle più grandi e importanti imprese di costruzioni del panorama italiano. L’area dove sorge questo progetto è ricca di storia per MSC, che in passato ha progettato le strutture del complesso di torri in piazza Gae Aulenti e ha in attivo l’attività di collaudo per l’ex-torre Unilever di Corso Como Place.
ED.G.E. include richieste all’avanguardia da parte del cliente; tra queste, l’esigenza di utilizzare la modellazione informativa BIM per la futura manutenzione dell’edificio in termini di Facility e Property management, attraverso piattaforme di gestione evolute che al momento della costruzione sono utilizzate come ambiente di condivisione dati.  In questo contesto, il coordinamento dei modelli in fase costruttiva presenta complessità che stiamo risolvendo utilizzando  software come Navisworks, applicativi per file BCF e IFC, software di computo integrati, software di gestione dati, senza dimenticare Revit con i suoi applicativi esterni.

Quali sono secondo lei le prospettive future del BIM in Italia?
Il futuro è adesso. Si sente sempre più parlare del BIM e da poco anche in relazione alla Industria 4. 0.
Riprendo il tema dell’interconnessione ribadendo che questo vale sia per le persone sia per la modellazione informativa con i Sistemi di Gestione, fino ad arrivare all’integrazione di Industria 4.0. Si pensi ad applicativi che interconnettono il modello informativo al mondo reale per una migliore gestione e controllo degli edifici e delle infrastrutture. Modelli informativi come database dell’esistente, o che addirittura riportino dati in Real Time tramite sensori integrati al costruito, o ancora sistemi di controllo legati all’automazione di elementi facenti parte l’edificio, come alcuni impianti. Un altro termine che mi fa venire in mente il BIM oltre a “interconnessione” è sicuramente “unione”, e concludo dicendo che sicuramente il BIM fa una cosa: unisce. Unisce le persone, anche di Società diverse, unisce le cose, fisiche e digitali per arrivare a un obiettivo che è sempre stato comune, solo che in passato non è stato valorizzato adeguatamente. Tra non molto potremmo parlare di BIM “in the Internet Of Things” ovvero del Building Information Modelling nell’era dell’Interconnessione, e di certo siamo ben consapevoli delle potenzialità e della necessità di seguire, e, se possibile, anticipare le direzioni di sviluppo prossime che proseguiranno sicuramente con il mio contributo e quello di collaboratori e partner della società.

 

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Giornalista professionista della redazione di BIMportale, dopo i primi anni a rincorrere notizie di cronaca e attualità ha deciso di fermarsi per seguire più da vicino il mondo dell’architettura e del design. Collabora con diverse testate di questo settore alla ricerca di progetti e realtà da raccontare e descrivere con una particolare attenzione alle idee più innovative approfondendo anche tematiche legante al rispetto dell’ambiente e alle fonti rinnovabili.