ACMAR, il BIM per realizzare opere nei tempi, nei modi e nei costi previsti

Dal 2015 l’impresa di costruzioni ACMAR approccia in maniera sempre più approfondita il tema del BIM, grazie soprattutto al rapporto con RFI (Rete Ferroviaria Italiana) che ha portato allo sviluppo di importanti progetti pilota per il settore ferroviario, come racconta l’Ing. Matteo Camprini, Direttore Tecnico di ACMAR.

Può tracciare un breve profilo dell’impresa?
L’ACMAR, Associazione Cooperativa Muratori & Affini Ravenna, fu fondata nel 1951 su iniziativa di un piccolo gruppo di operai per fronteggiare gli effetti della grave crisi economica e sociale del territorio ravennate. Ben presto, grazie anche al costante potenziamento delle sue strutture, ACMAR varca i confini della provincia e della regione sull’esempio delle più importanti imprese concorrenti, acquisendo significative commesse in tutta Italia e successivamente anche all’estero.
Nel corso degli anni ACMAR entra progressivamente a far parte dell’albo di fiducia di molti enti locali e nazionali, ministeri, grandi aziende pubbliche e a partecipazione statale realizzando opere sempre più significative nei settori dell’acquedottistica, delle grandi infrastrutture, dell’edilizia ospedaliera, universitaria e residenziale, della grande viabilità, e del risanamento ambientale.
L’ACMAR di oggi conta di un organico di circa 140 dipendenti, sviluppa un fatturato annuo di circa 50 milioni di euro e opera quale impresa generale di costruzioni sviluppando, progettando e realizzando interventi di edilizia civile, industriale e infrastrutturale, di ristrutturazione e restauro, di manutenzione e servizi, su tutto il territorio nazionale con committenti pubblici e privati. L’azienda trova la sua forza sia nell’elevata professionalità ed esperienza del proprio personale in tutti i settori, sia nella sua organizzazione estremamente flessibile, nell’impiego di avanzati strumenti e tecniche gestionali di project management.

In tema di digitalizzazione, il BIM è la “rivoluzione” forse più drastica. Come avete approcciato il tema BIM e come lo avete implementato nella vostra realtà?
Già dai primi anni del 2000 ACMAR si è dotata al suo interno di software per la progettazione architettonica tridimensionale utilizzati dal personale dell’Ufficio Tecnico. La trasformazione digitale è quindi già presente da quasi 20 anni all’interno dell’azienda e grazie a ciò anche il resto della struttura tecnica si è man mano adeguata alla gestione dei progetti in forma digitale. È stato poi a partire dal 2005 che, con il progressivo aggiornamento dei sistemi informatici aziendali sia in termini di infrastruttura tecnologica che di procedure applicative e gestionali informatiche, è stato possibile cominciare a supportare il controllo di gestione e operativo delle commesse di produzione con strumenti e soluzioni tecnologiche e funzionali via via sempre più integrate fra loro e performanti. L’evoluzione dei sistemi informatici aziendali ha portato a una progressiva integrazione e sostituzione della piattaforma AS400 con un sistema gestionale informatico sviluppato dal servizio EDP aziendale. Questo è stato l’ulteriore passaggio che ha permesso ad ACMAR di adottare strumenti gestionali creati ad hoc in base alle specifiche esigenze aziendali e quindi maggiormente flessibili sia dal punto di vista operativo che gestionale, in grado di supportare con maggior efficacia sia i processi operativi che quelli decisionali a tutti i livelli aziendali. La condivisione e l’interscambio di dati e informazioni non solo all’interno di ogni singolo settore/servizio aziendale, ma anche a livello interfunzionale e il conseguente sviluppo di applicazioni informatiche “orizzontali” (commerciale – produzione – acquisti – ufficio tecnico – magazzino – amministrazione) ha permesso, infatti, di implementare procedure e sistemi di controllo e gestione delle commesse di produzione più sofisticati ed evoluti.
A partire dal 2010, con l’implementazione e la successiva certificazione dei Sistemi di Gestione Ambientale (UNI EN ISO 14001) e della Salute e Sicurezza sul Lavoro (BS OHSAS 18001) da una parte, lo sviluppo e la diffusione di applicazioni e procedure informatiche su piattaforma internet dall’altra, l’azienda ha compiuto un ulteriore passo in avanti nel miglioramento dei propri strumenti di gestione e controllo delle commesse. Dal 2015 l’azienda ha iniziato ad approcciare in maniera sempre più approfondita il tema del BIM. Grazie soprattutto a un contratto acquisito con RFI (Rete Ferroviaria Italiana) – Accordo quadro di Manutenzione dei fabbricati RFI Regione Campania – ha avuto la grande opportunità di sviluppare e dare corso ad alcuni progetti pilota con tecnologia BIM.
Non ci siamo lasciati sfuggire l’opportunità e abbiamo avviato un intenso processo di formazione interno alla struttura tecnica, ci siamo dotatati di pacchetti software per la gestione dei progetti anche in ambito 4D e 5D, abbiamo cercato le collaborazioni esterne che meglio ci consentivano di supportare la nostra struttura tecnica interna e abbiamo dato corso e sviluppato i progetti pilota che via via ci venivano commissionati da RFI.

Avete riorganizzato l’organico inserendo personale formato per il BIM?
ACMAR storicamente ha sempre mantenuto nel suo assetto organizzativo interno un Ufficio Tecnico per lo sviluppo della propria progettazione e per il supporto tecnico ai cantieri. La scelta fatta è stata dunque quella di implementare la formazione del proprio personale, attraverso appositi corsi, l’acquisto di pacchetti software per la gestione dei progetti ma soprattutto grazie alla possibilità di applicare direttamente in campo lo sviluppo della progettazione.
Si è individuata nell’organizzazione interna della produzione una figura che, in collaborazione con l’Ufficio Tecnico e con le strutture di cantiere, ha assunto il ruolo di BIM Manager, al quale è stato affidato il coordinamento, la gestione e la realizzazione di alcuni importanti progetti pilota commissionati da Rete Ferroviaria Italiana. Così facendo ACMAR ha progressivamente formato al suo interno una serie di figure professionali in grado oggi di gestire e coordinare un progetto in BIM in tutte le sue diverse fasi.

Quali vantaggi ritenete possa apportare il BIM alla gestione di commessa e alla qualità in generale del vostro lavoro?
Personalmente ritengo che uno dei maggiori problemi che affligge il settore delle costruzioni sia proprio quello della mancanza di progetti esecutivi che consentano alle imprese di realizzare le opere nei tempi, nei modi e nei costi previsti. Troppo spesso si vedono opere incompiute, oppure realizzate ma con tempi e costi enormemente lievitati rispetto a quelli originariamente previsti.
Sono certo che una buona progettazione condotta in BIM ridurrebbe al minimo questo problema, poiché committenti e imprese sarebbero nelle condizioni di gestire in anticipo i problemi, grazie alla capacità di evidenziare le interferenze tra i vari aspetti progettuali (architettonico, strutturale e impiantistico). Questo ridurrebbe drasticamente la necessità di apportare varianti in corso d’opera consentendo alle imprese una migliore gestione del cantiere, rendendo la realizzazione più rapida e conseguentemente meno onerosa. Anche qualora si ritenesse comunque necessario apportare modifiche e/o migliorie, il modello digitale dell’immobile consentirebbe di fornire una solida base per qualunque decisione da prendere. Non dimentichiamo, infine, il grande vantaggio che si avrebbe nel disporre di un modello digitale implementato con tutte le scelte effettivamente fatte in corso d’opera nella gestione di tutto il ciclo di vita dell’opera.

Come cambia il rapporto con il progettista dovendo gestire un progetto BIM? Ci sono delle criticità ancora da superare?
Per la nostra esperienza le criticità da superare sono ancora tante. Il modello virtuale non è ancora facilmente gestibile perché i formati d’interscambio (file IFC) non sono facili da compilare. I progettisti devono essere estremamente specializzati. Inoltre deve esserci una guida ben chiara all’inizio del lavoro di progettazione che stabilisca il modus operandi: i rapporti tra le varie figure progettuali, le modalità di redazione e revisione del progetto, lo scambio dei dati, la definizione delle informazioni minime che devono essere inserite nel modello, ecc. Deve quindi necessariamente cambiare la mentalità dei nostri professionisti, spesso ancora eccessivamente gelosi del proprio lavoro. Progettare in BIM significa condividere le scelte, collaborare, scambiarsi continuamente informazioni, in modo che il risultato finale sia quello di elaborare un modello virtuale dell’opera da realizzare, che non deve essere una semplice rappresentazione tridimensionale, ma un modello dinamico che permetta la condivisione, lungo tutto il ciclo di vita dell’immobile, di una serie di informazioni su dati di design, materiali, informazioni geospaziali, dati legali e finanziari, impianti meccanici, elettrici, tubazioni, ventilazioni, caratteristiche termiche e prestazioni energetiche ecc.

Quali progetti significativi avete già realizzato in BIM?
È nell’ambito dell’Accordo Quadro Nazionale di Manutenzione dei fabbricati di RFI (Rete Ferroviaria Italiana) delle Regione Campania che ACMAR ha avuto l’opportunità di sviluppare alcuni importanti progetti pilota che di seguito vado brevemente a illustrare.
Per il Museo Ferroviario di Pietrarsa abbiamo costruito il modello virtuale, restituito da nuvola di punti ottenute tramite laser scanner dello stato dei luoghi, al fine di realizzare l’involucro edilizio su cui valutare nuovi interventi di recupero/ristrutturazione e in cui inserire gli elementi, da manutenere e pianificare per la gestione della fase 6D dell’intero complesso.
Abbiamo seguito il progetto esecutivo relativo alla ristrutturazione della Stazione di Napoli “Leopardi” finalizzata alla realizzazione di un nuovo percorso pedonale in sostituzione del sovrappasso esistente. ACMAR si è occupata della predisposizione del modello virtuale per la gestione diretta di tutte le fasi del cantiere (fasi 3D e 4D) nonché per l’estrapolazione diretta dal modello di tutti i dati relativi all’analisi dei costi (fase 5D).
Il progetto esecutivo della Stazione Ferroviaria di Aversa ha comportato la predisposizione del modello virtuale per la gestione diretta di tutte le fasi del cantiere. In particolare, l’estrapolazione diretta dal modello di tutti i dati relativi all’associazione di ogni singolo elemento del modello 3D con le righe del Programma Lavori di Gantt ha consentito di simulare nel tempo l’effettiva costruzione dei singoli elementi e di estrapolare direttamente dal modello una dettagliata analisi dei costi.
Nel caso specifico della Stazione di Napoli Centrale, il nostro Committente Grandi Stazioni (Gruppo RFI) si è posto come scopo principale la comprensione delle potenzialità del BIM, in modo da valutarne le possibili applicazioni nel sistema di gestione della manutenzione ordinaria e della gestione delle emergenze. A tale fine si è proceduto alla costruzione del modello virtuale restituito da nuvola di punti ottenute tramite laser scanner dello stato dei luoghi, andando a realizzare l’involucro edilizio in cui poi sono stati inseriti gli elementi, da manutenere e pianificare per la gestione della fase 6D dell’intero complesso attraverso l’utilizzo delle procedure e metodologie BIM nella progettazione edile. A conclusione di tale progetto, Grandi Stazioni disporrà di un modello dello stato di fatto (aspetti edilizi e parte degli impianti) navigabile e interrogabile su cui basare, gestire e programmare tutti gli interventi di manutenzione ordinaria, straordinaria e di emergenza.
Mediante metodologia BIM ci siamo occupati anche della modellazione di pensiline standard a protezione delle banchine ferroviarie, sulla base di tipologici preliminari già progettati.
I progetti sono stati ingegnerizzati fino al Lod (level of development) 400, realizzando un totale di 27 modelli IFC, relativi a 3 diverse tipologie di pensilina, ognuna in tre diverse configurazioni: standard, con presenza di accesso a sottopasso in banchina e con presenza di struttura di trazione elettrica, a loro volta definite per tre differenti larghezze di banchina.

E la committenza privata è sensibile alla novità BIM?
Al momento ACMAR non ha avuto esperienze dirette con Committenti privati ma personalmente ritengo che una progettazione in BIM abbia una potenzialità talmente elevata che non appena ben compresa verrà ampiamente e diffusamente utilizzata. Proviamo a pensare a chi deve gestire e manutenere grandi proprietà immobiliari: quanto potrebbe essere utile disporre di un modello tridimensionale dello stato di fatto navigabile, interoperabile contenente tutte le informazioni relative all’edificio e a tutte le sue specifiche componenti?

Qual è secondo voi lo scenario BIM in Italia? Quali prospettive, quali sviluppi?
Sappiamo che la normativa italiana, tramite il Codice degli appalti e il Decreto BIM, rende progressivamente obbligatorio il BIM per tutti gli appalti pubblici entro il 2025. Si tratta di un processo che interesserà Pubbliche Amministrazioni, tecnici, imprese e che cambierà il modo di lavorare di tutti gli operatori del settore. Sappiamo, per contro, però che tra i fattori che in Italia impediscono la diffusione del BIM su larga scala c’è una generalizzata resistenza al cambiamento, maggiormente presente nelle piccole imprese e negli Enti e Amministratori pubblici, dovuta anche alla mancanza di risorse economiche da investire nello sviluppo e ricerca.
Altro aspetto molto importante che deve necessariamente cambiare nella mentalità dei committenti è quello di concepire il progetto come elemento essenziale e centrale di tutto il processo nel quale investire di più, per poi risparmiare nella fase di esecuzione ma ancora di più nella fase di gestione e manutenzione dell’opera.
Infine, ritengo che un altro elemento di resistenza nell’adozione diffusa del BIM è relativo alle problematiche di ‘Legal BIM‘, e nello specifico alla proprietà intellettuale, alla gestione dei dati e al modo in cui i protocolli BIM devono essere incorporati nei contratti.
Per tutto quanto sopra ritengo che lo sviluppo del BIM in Italia stia avvenendo in modo sicuramente più lento e più complesso di quello che si era ipotizzato, ma sono altrettanto convinto che progressivamente il suo utilizzo sarà sempre maggiore grazie all’alto valore aggiunto che può dare.

mm

Giornalista professionista della redazione di BIMportale, lavora da molti anni nell’editoria B2B per la stampa tecnica e specializzata. Ha scritto a lungo di tecnologia, business e innovazione. Oggi collabora con diverse testate, riviste specializzate e di cronaca locale, sempre alla ricerca di progetti e realtà da raccontare, da descrivere con curiosità e una particolare attenzione per le idee più innovative.