Angelo Ciribini: la digitalizzazione nel nuovo Regolamento Appalti

Proseguiamo con lo speciale sul tema della bozza di Regolamento di Esecuzione del Codice dei Contratti Pubblici del 13/05/2020. BIMportale ha intervistato Angelo L.C. Ciribini, Professore ordinario in Produzione Edilizia all’Università di Brescia.

Il Prof. Ciribini accoglie positivamente il nuovo testo, e sottolinea come il documento non aggiunga e non tolga nulla rispetto al passato, riprendendo concetti già espressi: “La bozza del nuovo Regolamento Appalti non introduce nulla di inedito, conferma quanto previsto dal Decreto 560/2017. Questo regolamento ha in parte demonizzato il codice dei Contratti Pubblici e ha messo sotto tiro la soft law, ma nella pratica non introduce nulla di inedito, non genera un mercato confermando le scadenze dell’obbligatorietà, lascia le cose immutate, non le fa regredire ma non le fa neanche progredire. Probabilmente non è nella legge che il mercato troverà lo stimolo per trasformarsi e abbracciare la digitalizzazione”.

Secondo il Professore, questo nuovo Regolamento si trova “tra due fuochi”, tra il passato della Soft Law e il futuro del cosiddetto “modello Genova” secondo il quale anche per l’edilizia leggera saranno affidati poteri commissariali ai sindaci e ai presidenti delle province.

Il percorso di trasformazione digitale del mercato delle costruzioni è ancora lungo: “La transizione dal documento al dato è molto lunga e richiederebbe la riformulazione del quadro giuridico complessivo. La digitalizzazione impone una logica che è ancora tutta da inventare, operativamente da definire”.

Accanto al nuovo Regolamento Appalti avrebbe dovuto esserci il tanto atteso Dpcm sulla qualificazione delle stazioni appaltanti: “La qualificazione delle stazioni appaltanti contribuirebbe a rendere credibile la digitalizzazione della domanda pubblica: solo così potremo dire di aver iniziato un percorso significativo” commenta Ciribini.

Il ruolo della stazione appaltante s’inserisce nel contesto generale della digitalizzazione dell’amministrazione pubblica, che sta trasformando in primis il rapporto coi cittadini (attraverso lo Spid, ad esempio). Per via della pandemia, la digitalizzazione della PA ha subito un forte processo di accelerazione: l’adozione del Cloud e il lavoro a distanza hanno consentito di gestire da remoto questioni importanti. La PA, anche se in un contesto emergenziale, ha subito una trasformazione digitale di cui si vedranno gli esiti in un prossimo futuro. Concepire digitalmente tutta la gestione patrimoniale delle amministrazioni è un tema che non si risolve legislativamente ma con investimenti e provvedimenti, nel medio-lungo periodo”.

Guardando invece al settore privato, permane la dicotomia del mercato: da una parte c’è un numero esiguo di organizzazioni “di fascia alta” che hanno abbracciato la digitalizzazione ottenendo dei buoni risultati. Dall’altra parte, ci sono la maggior parte delle piccole e medie imprese, ancora indietro nel processo di trasformazione digitale. “Non bisogna stupirsi, è una situazione diffusa in tutto il mondo, il tema della maturità digitale riguarda tutti. La situazione è migliore solo in paesi e mercati molto piccoli. Ad esempio Singapore, Norvegia, Estonia, Hong Kong sono mercati più avanzati, ma sono casi isolati e molto specifici. Ma non c’è da preoccuparsi, bisogna evitare il pregiudizio negativo e le accuse di arretratezza, è logico che i tempi del cambiamento siano medio-lunghi” commenta il Prof. Ciribini, che conclude: “La pandemia ha accelerato la digitalizzazione, legandola al contesto emergenziale. Ora serve una politica industriale e una progettualità forte”.

SPECIALE “NUOVO REGOLAMENTO CODICE APPALTI”

Articolo precedente – Il BIM e il cambiamento dei contratti pubblici

Adriano Castagnone, ASSOBIM: il BIM nel nuovo Regolamento Appalti

 

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Giornalista della redazione di BIMportale, professionista della comunicazione e del marketing per il settore AEC – Architetture Engineering & Construction. Ha lavorato per molti anni nell’editoria B2B dirigendo una delle principali testate specializzate per l’industria delle costruzioni, per la quale è stato autore di numerosi articoli, inchieste e speciali. Durante questa lunga esperienza editoriale ha avuto modo di vivere e monitorare direttamente l’evoluzione del settore e la sua continua trasformazione, lavorando a stretto contatto con i principali protagonisti del mercato: imprese edili, progettisti, committenti, produttori. Su tali premesse nel 2007 ha fondato l’agenzia di comunicazione e marketing Sillabario, che si occupa delle attività di comunicazione e ufficio stampa di importanti marchi industriali del settore delle costruzioni.