Il BIM “Made in Italy” fa notizia anche all’estero

Con l’entrata in vigore del “Decreto BIM“, che a partire dal 2019 obbligherà le stazioni appaltanti di prevedere l’utilizzo del Building Information Modeling per tutti i lavori di importo superiore a cento milioni e, entro il 2025, anche agli appalti di scaglioni di importo inferiori fino a introdurre tale modalità in tutto il sistema dei lavori pubblici, l’Italia ha compiuto un importante balzo in avanti sulla frontiera del BIM. Un balzo che non è passato inosservato anche nel paese indubbiamente più all’avanguardia a livello europeo nell’adozione di tale metodologia, il Regno Unito. A testimoniarlo è la pubblicazione da parte del prestigioso portale www.bimplus.co.uk di un intervento a firma di Angelo Ciribini, Professore Ordinario presso il Dipartimento di Ingegneria Civile, Architettura, Territorio, Ambiente e di Matematica dell’Università di Brescia, Giuseppe Martino Di Giuda, professore associato presso il Dipartimento di Architettura, Ingegneria delle Costruzioni e Ambiente Costruito del Politecnico di Milano, e Sara Valaguzza, Professore associato di diritto amministrativo presso l’Università degli Studi di Milano, dedicato all’adozione del Building Information Modeling nel sistema degli appalti italiano. “L’adozione di questo provvedimento“, si legge in particolare nella nota, “rende ufficialmente il BIM un tema chiave per la  committenza pubblica italiana, imponendo un salto di qualità culturale e la messa a punto di schemi e meccanismi adeguati all’adozione di tale metodologia. In questa ottica il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, nell’emanazione del decreto, ha fatto espresso riferimento alle disposizioni contenute nella direttiva UE sugli appalti pubblici e alle ipotesi contenute nell’EU BIM Task Group Handbook, e accanto agli aspetti metodologici sarà necessaria una più precisa definizione del quadro normativo e disciplinare della materia. In questa direzione sta lavorando il CCLM – Construction Centre for Law and Management, un centro di competenza istituito congiuntamente da Politecnico di Milano, Università di Brescia e Università degli Studi di Milano, utilizzando come punto di riferimento la trasposizione dello schema FAC-1 di derivazione britannica messo a punto dal Professor David Mosey del King’s College di Londra. Un’esperienza, questa“, conclude la nota, “che potrebbe fungere da punto di riferimento anche per altri Stati membri dell’Unione Europea“.

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Il BIM "Made in Italy" fa notizia anche all'estero
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Lo scorso 14 febbraio è stato presentato a Roma il Report OICE sui bandi BIM indetti nel 2017. 560/2017.
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Giornalista professionista della redazione di BIMportale, specializzato nel settore delle costruzioni, si occupa dai primi anni ’90 di tecnologie applicate alla progettazione e al cantiere. Ha all’attivo numerose pubblicazioni e collaborazioni con le principali testate di settore relative a tecniche costruttive, progettazione 3D, organizzazione e gestione dei processi di cantiere.