Marco Bisin: il BIM per la gestione del costruito

Dopo essersi laureato in Ingegneria nel 2014 presso il Politecnico di Milano, l’Ing. Marco Bisin entra in eFM SpA, dove si è occupato fin da subito di consulenza per la definizione di linee guida e l’implementazione della metodologia e delle tecnologie BIM per la gestione del patrimonio costruito. Oggi in qualità di BIM Manager si occupa della gestione dei progetti sul tema BIM, dello sviluppo delle integrazioni tra tecnologie e collabora con il politecnico di Milano all’interno del corso di Laurea “Management of Built Environment”, tenendo lezioni e promuovendo l’uso dei sistemi informativi intelligenti e integrati per la gestione immobiliare.

Quali sono i vantaggi dell’introduzione del BIM nella gestione dei patrimoni?
Le tradizionali procedure basate su sistemi bidimensionali hanno spesso creato, nell’industria delle costruzioni, delle lacune nella comunicazione tra i diversi attori in gioco. Queste lacune si generano durante tutte le fasi del processo di costruzione, ma diventano molto più evidenti nel momento dell’ uso e della gestione dell’immobile. Il BIM è uno strumento indispensabile per poter attivare tutte le procedure di manutenzione degli immobili avendo come obiettivo quello di garantire il trasferimento delle informazioni durante l’intero ciclo di vita di un immobile in modo corretto e preciso, generando un modello informativo dell’edificio coerente e strutturato. L’adozione del BIM per la gestione del costruito può portare a un’evoluzione sia della gestione ordinaria sia della progettazione stessa dei servizi, rappresentando la chiave di volta per l’evoluzione del settore del Real Estate.

Come opera in qualità di BIM Manager all’interno di eFM SpA?
Il nostro approccio è quello di creare modelli informativi funzionali ai processi di gestione. Il mio lavoro consiste nella progettazione parametrica, nella validazione dei modelli e nel coordinamento di queste fasi. L’attività di rappresentazione grafica e informativa del manufatto del patrimonio immobiliare è caratterizzata da complessità, varietà e abbondanza delle informazioni da gestire e rende necessaria l’attuazione di procedure informatizzate che, grazie all’impiego di strumentazioni di supervisione e controllo, consente di ridurre il rischio di errori e di svolgere le attività molto più velocemente.

Come definirebbe la sua figura professionale?
Bisogna secondo me distinguere molto questo ruolo all’interno delle realtà di riferimento, trovo, infatti, che sia molto diverso essere BIM Manager all’interno di una stazione appaltante oppure all’interno di uno studio di progettazione. Sono due figure che richiedono skill e competenze molto differenti tra loro. Per una committenza pubblica è necessario che oltre alle doti di project management abbia competenze sulla gestione dell’intero ciclo di vita di un edificio mentre all’interno di uno studio di progettazione un BIM Manager deve essere in grado non solo di utilizzare i software e gli strumenti informatici, ma deve conoscere la progettazione e avere molta esperienza di tutti i processi.

 Quali strumenti sono necessari al suo lavoro quotidiano?
Per la modellazione utilizzo il software Revit di Autodesk, mentre per la gestione e definizione delle possibili interferenze lavoro con Navisworks, sempre di Autodesk. Per quanto riguarda la parte di gestione il software ARCHIBUS rappresenta l’elemento chiave per garantire la massima disponibilità dell’immobile, è un’unica piattaforma, integrata e centralizzata, con cui si ha la possibilità di gestire tutti i processi immobiliari e di monitorarli costantemente. Inoltre fondamentale per il mio lavoro è l’utilizzo di software che hanno la possibilità di scambiare dati in formato IFC questo per permettere una reale interoperabilità e condivisione.

Qual è lo stato di fatto dell’applicazione del BIM per il patrimonio immobiliare?
Solamente negli ultimi anni l’attenzione si è spostata sull’analisi dei benefici che il BIM può garantire alla fase successiva alla progettazione e costruzione, , ovvero quella di utilizzo e gestione che è la più lunga e onerosa – rappresenta tra il 75% e l’80% dei costi totali dell’immobile nel suo intero ciclo di vita.
Ma solo clienti che hanno implementato processi gestionali più avanzati riescono a vedere un reale vantaggio;molti purtroppo nella filiera lo vedono ancora esclusivamente come un costo senza capirne il reale potenziale. La direzione è quella giusta, ma c’è ancora molto da fare soprattutto a livello culturale, noi, come uno dei principali operatori del settore, siamo pienamente coinvolti in questa sfida, che non è soltanto economica, ma soprattutto qualitativa per l’immobile e per le persone che lo dovranno occupare: con il BIM – applicato in tutto il ciclo di vita-  si aumenta la disponibilità dell’immobile e quindi il benessere delle persone che lo occuperanno.

 

 

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Giornalista professionista della redazione di BIMportale, dopo i primi anni a rincorrere notizie di cronaca e attualità ha deciso di fermarsi per seguire più da vicino il mondo dell’architettura e del design. Collabora con diverse testate di questo settore alla ricerca di progetti e nuove iniziative da raccontare e descrivere con una particolare attenzione alle idee più innovative approfondendo anche tematiche legante al rispetto dell’ambiente e alle fonti rinnovabili.


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