Giovani esperti di BIM crescono al Politecnico di Torino

Si chiama “Drawing To the Future Lab” il laboratorio di ricerca BIM del Politecnico di Torino. L’obiettivo del gruppo è quello di indagare il “futuro” del BIM , ma per farlo al meglio è stato necessario cominciare in tempi non sospetti. Era il 2005 infatti quando la professoressa Anna Osello ha inaugurato il primo laboratorio didattico  sperimentale che negli anni è diventato un vero e proprio punto di riferimento di settore, con 20 ricercatori e una trentina di tesisti. Le parole chiave sono ovviamente BIM, inteso però nella doppia accezione di Building Information Model e Modeling, e poi: interoperabilità, Facility Management, stampa 3D, video editing, Realtà Virtuale e Realtà Aumentata. Aspetti diversi che rientrano tutti in un unico metodo di insegnamento consolidato che oggi offre ai ragazzi ottime possibilità di carriera. Per cercare di conoscere più da vicino questa esperienza abbiamo intervistato la direttrice del gruppo di ricerca Anna Osello.

Qual è l’intento del laboratorio di ricerca?
L’intento del “Drawing To the Future Lab” è quello di trasformare studenti laureati al Politecnico in esperti BIM. Il campo di ricerca è molto ampio: si indaga l’ambiente costruito partendo dal concetto che “conoscere è la premessa per gestire”. E in quest’ottica ci concentriamo sia sulla teoria, sia sulla pratica. C’è infatti una parte di ricerca applicata sul nostro territorio dove si analizzano casi studio significativi. E poi gli studenti hanno la possibilità di lavorare su progetti finanziati dalla Commissione Europea e di collaborare direttamente con i nostri partner, che comprendono enti pubblici e aziende private. In questo modo gli studenti si preparano al mondo del lavoro e nel contempo portano le conoscenze acquisite in giro per l’Europa.

Ci parli dell’approccio al BIM che insegna ai suoi studenti…
E’ molto importante che gli studenti acquisiscano una “metodologia BIM”, prima di imparare a utilizzare gli strumenti. Devono apprendere a pensare in tre dimensioni, e fissarsi un obbiettivo che contempli la condivisione dei dati. Una delle prime cose che spiego ai miei studenti è infatti l’equazione: BIM = BIM+ Interoperabilità, ossia la conoscenza del BIM unita allo scambio dei dati sia tra i diversi applicativi, sia tra i professionisti coinvolti nel processo progettuale. Un approccio multiplo che porta gli studenti alla conoscenza dell’intero processo progettuale.

Quanto conta conoscere il processo progettuale nel BIM?
E’ assolutamente fondamentale. Per fare un esempio, se si vuole diventare BIM Manager è necessario avere una conoscenza perfetta del processo prima ancora di utilizzare gli strumenti. E’ pericoloso invece l’approccio contrario: un giovane che si avvicina agli strumenti senza conoscere prima il processo progettuale difficilmente riuscirà ad emergere. In questo gruppo di ricerca, che dura dai 2 ai 4 anni, si punta molto su questo aspetto.

Perché consiglierebbe ai giovani di formarsi nel suo gruppo di ricerca?
Per prima cosa se vuole trovare lavoro. C’è un incremento costante di richiesta di esperti di BIM da parte di aziende ed enti pubblici, e posso dire con orgoglio che tutti gli studenti che hanno fatto parte di questo gruppo di ricerca hanno subito trovato un impiego in Italia o all’estero, e addirittura contattati dalle aziende prima ancora di finire l’assegno di ricerca. Inoltre consiglio anche a tutti i professionisti di prendersi un periodo di tempo per aprirsi al BIM, che in futuro diventerà sempre più indispensabile.

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Giovani esperti di BIM crescono al Politecnico di Torino
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Si chiama “Drawing To the Future Lab” il laboratorio di ricerca BIM del Politecnico di Torino.
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Laureato in Architettura al Politecnico di Torino nel 2011, giornalista della redazione di BIMportale, lavora come freelance presso il quotidiano torinese CronacaQui e il Giornale dell’Architettura. Si è formato nello studio dell’architetto Ricardo Bofill a Barcellona partecipando alla realizzazione di progetti internazionali. Si è occupato di progettazione esecutiva, pianificazione urbana, comunicazione grafica ed editoriale e della realizzazione di comunicati stampa presso lo studio Rolla di Torino e ha lavorato come designer, project manager e tecnico commerciale.