Lean Construction: ottimizzare il BIM

C’è un termine che sempre più spesso si vede oggi associato al BIM, ed è Lean Construction. Non una novità in assoluto, in quanto il concetto di produzione Lean o Lean Manufacturing è nato e si è diffuso già anni or sono nell’ambito dell’industria automobilistica, in cui è stato declinato come approccio gestionale finalizzato all’eliminazione di sprechi e diseconomie come attività che non producono valore, inefficienze logistiche, eccesso di scarti e rilavorazioni, tempi morti e eccessi di stock e produzione.

A guidare questo approccio sono quelli che oggi sono considerati capisaldi della produzione Lean, vale a dire definizione del valore per il cliente, eliminazione degli sprechi, flusso ininterrotto delle attività, loro esecuzione solo quando richieste dal processo e miglioramento continuo di processi/prodotti. Concetti che, a ben vedere, sono direttamente sovrapponibili anche al settore delle costruzioni, dove hanno infatti trovato applicazione con la cosiddetta Lean Construction, che anche in questo caso persegue lo scopo di superare le tradizionali logiche di management, sempre meno efficaci nella gestione di processi costruttivi divenuti sempre più complessi e articolati.

L’obiettivo principale consiste nell’ottimizzazione dei processi edilizi attraverso la collaborazione fra gli attori, la massimizzazione del rapporto fra costi e risultati, la riduzione di sprechi e attività improduttive e la massima congruenza con le richieste del cliente/committente, principi che hanno trovato una formalizzazione definita in ambito teorico attraverso l’individuazione di una serie di obiettivi centrali della Lean Construction. I maggiori esperti in materia hanno riassunto sinteticamente tali scopi nell’identificazione delle necessità e conseguente soddisfacimento delle aspettative di committenti e utilizzatori; nell’eliminazione di sprechi e inefficienze nell’utilizzo di risorse umane e materiali; nella costanza delle caratteristiche dei prodotti; nella standardizzazione di prodotti e processi, che a sua volta permette una riduzione di tempi e cicli di lavorazione; nella collaborazione nella fase di progettazione, anche come presupposto per la creazione di valore aggiunto del progetto; nel coordinamento fra progettazione e costruzione, anche attraverso il coinvolgimento di costruttori e fornitori già in fase di sviluppo del progetto; nella puntuale e costante verifica del progetto, dell’avanzamento dei lavori e delle eventuali varianti, da ridurre al minimo attraverso un controllo puntuale di tutte le fasi del ciclo.

Dalla lettura di tali obiettivi emergono con chiarezza i punti di contatto e soprattutto la funzionalità e compatibilità dei cardini dell’approccio BIM con gli obiettivi della Lean Construction. Per quanto riguarda in particolare la relazione con il cliente/committente, la visualizzazione tridimensionale del modello e la sua facile navigazione ne permettono una comunicazione e comprensione immediata, oltre alla possibilità di accogliere osservazioni ed esplorare eventuali alternative progettuali e costruttive che possono migliorare l’opera sotto ogni aspetto. A questo si aggiunge la possibilità di generare computi metrici, analizzare fabbisogni, creare modelli energetici che possono supportare con efficacia il controllo di budget e costi.

Un altro punto di forza del BIM, vale a dire la possibilità di eliminare sprechi e attività duplicate, ad esempio la possibilità di generare molteplici documenti di progetto dal dal singolo modello senza necessità di produrre singoli elaborati, e di automatizzare l’aggiornamento degli stessi in funzione delle modifiche apportate senza necessità di ulteriori controlli, risulta in tutta evidenza perfettamente in linea con l’approccio Lean. In più, il tempo così risparmiato può essere utilizzato per analizzare in modo più puntuale e dettagliato il comportamento e le prestazioni di ciò che è stato progettato, ottimizzarne le performance e generare ulteriori valori aggiunti del progetto, oltre naturalmente ad eliminare la possibilità di errori e incongruenze in fase esecutiva e le conseguenti costose varianti. Allo stesso modo, anche la possibilità offerta dal BIM di generare computi estremamente precisi utilizzando la base di dati del modello senza dover procedere manualmente a misure e conteggi va in direzione di una sensibile riduzione degli sprechi.

In questo senso il BIM offre strumenti molto efficaci come il model checking e la clash detection, che sono in grado di incidere in misura importante in un’ottica di eliminazione di sprechi, riduzione di tempi e costi e ottimizzazione dei flussi operativi di cantiere, richiedendo peraltro sforzi minimi e garantendo un grado di accuratezza e completezza difficilmente ottenibile manualmente. Sempre nell’ambito dei processi di cantiere la generazione automatica di cronoprogrammi è da un lato un eccellente strumento di programmazione, dall’altro aiuta soprattutto a rendere più efficiente la progressione delle attività eliminando tempi morti e ottimizzando l’impiego di risorse umane e materiali. Ultimo ma non meno importante elemento in comune fra BIM e Lean Construction è l’ottimizzazione delle attività tramite la collaborazione, strettamente legata alla condivisione e coordinamento del lavoro tra i progettisti specializzati nelle diverse aree disciplinari in ogni stadio del processo progettuale.

Giornalista professionista della redazione di BIMportale, specializzato nel settore delle costruzioni, si occupa dai primi anni ’90 di tecnologie applicate alla progettazione e al cantiere. Ha all’attivo numerose pubblicazioni e collaborazioni con le principali testate di settore relative a tecniche costruttive, progettazione 3D, organizzazione e gestione dei processi di cantiere.