Lelde Savoni, Vittorio Grassi Architetto & Partners: BIM o NOT BIM non è più opzione

L’architetto Lelde Savoni, ha cominciato a usare un software di authoring dieci anni fa quando stava completando i suoi studi in Danimarca oggi e BIM Manager dello studio Vittorio Grassi Architetto & Partners.

Quale è stato il suo percorso professionale fino a diventare BIM Manager?
Direi che la mia relazione con il BIM (o l’idea di cercare modi per essere più produttiva, lavorare in modo efficace e “intelligente” durante la progettazione e la costruzione di un nuovo progetto) è iniziata mentre studiavo in Danimarca nel corso della mia doppia laurea. In quell’anno fu la prima volta in cui ho iniziato a usare Revit (che ovviamente non è il BIM, un argomento che è ancora non è compreso a pieno, ma prende una parte importante nel processo di un progetto). Questo accadeva quasi dieci anni fa quando il BIM non era qualcosa di noto e approfondito. Credo avessi solo avuto un impulso a essere più produttiva e migliorare il mio lavoro di architetto ottimizzando i flussi di lavoro.
Due anni fa ho frequentato il corso Master di BIM manager al Scuola Master Fratelli Pesenti – Master Ingegneria e Architettura Politecnico Milano. E direi che da quell’istante in poi, sono stata finalmente coinvolta in un vero processo/percorso BIM.

Quali sono le caratteristiche principali della sua figura professionale?
BIM Manager, BIM Coordinator e BIM Specialist: tutte queste figure hanno i loro compiti nell’intero processo BIM, che si estende dalla modellazione, preparazione del BIM execution plan, responsabilità degli standard interni dell’ufficio, controllo dei modelli, gestione dei processi lavorativi e del team di progetto.
Attualmente, dato che la mio carriera è nella fase iniziale, i diversi compiti professionali per la progettazione in BIM sono svolti da me, negli studi in cui offro i miei servizi, il quale rispecchia anche una realtà attuale dei progetti BIM – una sola persona per la maggior parte del tempo copre tutti gli aspetti a seconda delle dimensioni del progetto.
La parte importante è la conoscenza del software, in quanto aiuta molto a pianificare il progetto BIM e a prevedere problemi e risolverli prima che si verifichino durante il progetto.

Come opera quotidianamente con quali strumenti e con quali obiettivi?
La mia giornata lavorativa consiste nel lavorare su progetti, il che significa tanta modellazione. Una parte della giornata è dedicata ad aiutare i miei colleghi nell’utilizzo dei software come Revit (ho un certificato professionale di Autodesk Revit, quindi sono un utente di alto livello). Spesso sono coinvolta in situazioni di problem solving per trovare i modi più efficaci per risolvere alcuni problemi relativi allo scambio di dati o all’evoluzione del progetto in chiave BIM. Per quanto riguarda i software utilizzo principalmente Revit per la modellazione, Navisworks per il controllo del modello e il rilevamento della clash detection e Dynamo per migliorare di determinati flussi di lavoro.

Mi può parlare di un suo progetto, di recente realizzazione, progettato con metodologia BIM?
Il progetto che vorrei evidenziare è un edificio residenziale di circa 6000 m². Questo progetto è iniziato alcuni anni fa e non era destinato a diventare un progetto BIM. Ma affrontando molte difficoltà con il coordinamento dei disegni bidimensionali e la complessità del progetto, si è deciso di trasformarlo in un progetto a base BIM. Grazie ai modelli digitali di ogni disciplina, siamo riusciti a evidenziare diverse problematiche prima della costruzione, evitando così le modifiche in opera, evitando costi extra che potevano pesare sul budget del progetto. Attualmente siamo in fase di interior design e il modello tridimensionale è di grande aiuto, in quanto è possibile estrarre tutte le quantità di materiale direttamente dal modello.

Quali sono secondo lei le prospettive future del BIM in Italia?
Penso che l’Italia stia adottando in maniera efficace il BIM, e questo probabilmente anche per l’entrata in vigore del decreto DM560 / 2017 che introduce l’obbligo dell’implementazione del BIM negli appalti pubblici prima del 2025. Inoltre penso che la scelta BIM o NOT BIM non è più una opzione, è ben dimostrato che il progetti BIM hanno molto più successo e controllabilità di quanto non sia mai stato. Naturalmente l’implementazione non è qualcosa che accadrà dall’oggi al domani, ma è un percorso in salita che diventerà uno standard nel mondo dell’edilizia. I clienti sono sempre più informati nella metodologia BIM, e comprendono i benefici che ne derivano dall’uso, tra cui una maggiore trasparenza e coinvolgimento nel processo nella gestione dell’edificio per tutto il ciclo di vita. Quindi tutti coloro che sono coinvolti nel processo di costruzione devono adattarsi a questo metodo per non rimanere indietro.

mm

Giornalista professionista della redazione di BIMportale, dopo i primi anni a rincorrere notizie di cronaca e attualità ha deciso di fermarsi per seguire più da vicino il mondo dell’architettura e del design. Collabora con diverse testate di questo settore alla ricerca di progetti e nuove iniziative da raccontare e descrivere con una particolare attenzione alle idee più innovative approfondendo anche tematiche legante al rispetto dell’ambiente e alle fonti rinnovabili.