Maffeis Engineering: nel BIM la chiave del successo internazionale

Maffeis Engineering è una società internazionale specializzata in design e ingegneria strutturale, con sede a Solagna (VI). Lo studio, che oggi conta oltre 100 dipendenti, e con alcune succursali in Europa. La società è nata nel 2000 a casa dell’ingegner Massimo Maffeis; nel tempo, il piccolo studio si è evoluto fino a diventare una società per azioni nel 2012. Negli ultimi tre anni si è orientato alla tecnologia BIM. Grazie all’approccio integrato, Maffeis Engineering progetta tensostrutture, rivestimenti, ponti in acciaio e strutture speciali, fornendo i suoi servizi ad architetti, committenti privati, appaltatori, comuni e autorità governative.
Il team, fondato sulla multidisciplinarietà, è costituito da ingegneri strutturali, architetti, progettisti, ingegneri meccanici e tecnici specialisti, e grazie anche al supporto di sviluppatori e disegnatori software interni, Maffeis Engineering ha sviluppato negli anni un metodo di progettazione BIM che consente di modellare le geometrie complesse, simulare condizioni ambientali ed esaminare più soluzioni di progettazione. Il dipartimento di Building Information Modeling della società è gestito dal BIM Manager Fabio De Agostini che abbiamo intervistato.

Perchè scegliere il BIM e quali vantaggi offre?
La metodologia BIM rappresenta il futuro del mondo delle costruzioni e la scelta di tale tecnologia è stata necessaria per essere competitivi a livello globale. Utilizziamo il BIM da oltre tre anni soprattutto perché offre notevoli vantaggi in ottica di efficienza e di metodo.
Lavorando in ambiente BIM è possibile realizzare elaborati molto più precisi in tempi rapidi, e poi è possibile coordinarsi con le altre discipline coinvolte nella progettazione. Si lavora in modo integrato e i vantaggi si riscontrano in fase progettuale, perché i modelli sono sempre disponibili, e in fase di cantiere, perché il risultato finale è assolutamente perfetto e non ci sono sorprese.

Come organizzate il lavoro all’interno dello studio?
Siamo divisi in dipartimenti: concept design, BIM design, detailing, visual programming e costruction. Per quanto riguarda la progettazione Building Information Modeling, il BIM Manager stabilisce le linee guida da seguire ma i ruoli del BIM Coordinator e del BIM Specialist sono abbastanza interscambiabili, perché crediamo che tutti debbano avere una visione complessiva del progetto per poter lavorare al meglio in modo sinergico.

Come avete organizzato l’interazioni tra software?
Abbiamo strutturato una rete di programmi che interagiscono tra loro. Attraverso speciali tools facciamo dialogare Revit e Dynamo con Rhinoceros, Grasshopper, e i software SAP strutturali. Per effettuare tale trasferimento di dati utilizziamo Spyder, un apposito software realizzato internamente allo studio.

Qual è stata la maggiore difficoltà che avete affrontato nel passaggio al BIM?
Certamente la formazione è stato un impegno notevole che ci siamo trovati di fronte, ma siamo riusciti a superarlo attraverso una grande collaborazione tra le diverse figure professionali. Per fare un esempio, i progettisti BIM hanno appreso come sviluppare alcuni software, e gli sviluppatori hanno imparato a progettare in BIM. E poi è necessaria tanta pratica e formazione continua.

In quali progetti in particolare il BIM si è dimostrato determinante?
Noi realizziamo progetti in tutti i continenti, e il BIM è lo standard. Per restringere il campo alla realtà italiana, posso citare il rivestimento in alluminio del Podium Zaha Hadid di CityLife a Milano, realizzato nel 2015. In quel caso l’utilizzo del BIM ci ha permesso di abbassare notevolmente i costi di realizzazione. Altrettanto rimarcabile sono la copertura dell’Expo di Milano, il centro commerciale Ikea di Brescia, lo shopping centre ScaloMilano e infine la passerella di San Donnino vicino a Firenze. In questo, anche se il bando non chiedeva l’utilizzo del BIM, il nostro progetto ha permesso al Comune di Firenze di apprezzare l’approccio integrato da noi proposto.

Come vede lo sviluppo del BIM in Italia?
Purtroppo l’Italia è molto restia alle novità e il nuovo regolamento sul BIM non è abbastanza vincolante da mettere in moto un vero e proprio cambiamento. Ci sono molti buchi e non è stata presa in considerazione la norma UNI. In questo modo l’ente pubblico può appaltare i progetti esternamente, ed è quello che penso accadrà. Gli uffici pubblici faticano ancora a utilizzare software di ultima generazione, e secondo me dovrà passare ancora una generazione perché il BIM possa davvero svilupparsi in Italia; ma il cambiamento, presto o tardi, è inevitabile.

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Maffeis Engineering: all'insegna della multidisciplinarietà
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Maffeis Engineering è una società internazionale specializzata in design e ingegneria strutturale, con sede a Solagna in provincia di Vicenza.

Laureato in Architettura al Politecnico di Torino nel 2011, giornalista della redazione di BIMportale, lavora come freelance presso il quotidiano torinese CronacaQui e il Giornale dell’Architettura. Si è formato nello studio dell’architetto Ricardo Bofill a Barcellona partecipando alla realizzazione di progetti internazionali. Si è occupato di progettazione esecutiva, pianificazione urbana, comunicazione grafica ed editoriale e della realizzazione di comunicati stampa presso lo studio Rolla di Torino e ha lavorato come designer, project manager e tecnico commerciale.