Michelangelo Geraci, Ance: necessaria una strategia nazionale per la digitalizzazione

BIMportale ha intervistato Michelangelo Geraci, vicepresidente Ance con delega a Tecnologia, Innovazione e Ambiente, per parlare di BIM e dell’impatto che sta avendo questa nuova metodologia nel mondo delle imprese di costruzioni nel nostro Paese alla luce delle nuove normative e dell’entrata in vigore del Decreto 560/2017.

Qual è il punto di vista dell’Ance sulla trasformazione digitale in atto nel mondo delle costruzioni? Si tratta di un cambiamento netto rispetto al passato?
L’Ance è da sempre impegnata sul tema dell’innovazione nelle costruzioni, nella consapevolezza che anche un settore fortemente tradizionale come il nostro deve aprire le porte alla digitalizzazione e all’utilizzo dei più moderni strumenti tecnologici. Una sensibilità che ci ha portato, oltre dieci anni fa, a farci promotori di un progetto di ricerca basato su una piattaforma collaborativa di gestione delle informazioni e denominato InnovAnce. Negli ultimi anni, poi, abbiamo sostenuto con forza la necessità di una vera e propria strategia nazionale per la digitalizzazione da adottare a livello governativo, seguendo l’esempio di altri Paesi europei come la Gran Bretagna, la Germania o la Francia, dove il BIM è al centro delle policy di innovazione del settore edile. Tutto ciò accanto a un’azione concreta di promozione e sostegno alla diffusione di questo strumento presso le imprese e gli operatori della filiera, con tavoli, incontri, convegni e studi dedicati.

Il BIM apre orizzonti nuovi nella cantierizzazione del progetto. Quali sono i principali vantaggi per il lavoro delle imprese e per la filiera delle costruzioni e quali, invece, i problemi ancora da risolvere?
Il BIM rappresenta una grande opportunità in termini di qualità e efficienza, grazie allo scambio virtuoso di dati, esperienze e Know how tra gli operatori. Non stiamo parlando, infatti, solo di progettazione tridimensionale: il punto di forza del Bim sta nel creare un nuovo rapporto tra i protagonisti del processo produttivo, che possono dialogare su un’unica piattaforma condivisa. Questo significa più collaborazione, fiducia, e soprattutto la possibilità di individuare e correggere sin da subito le incongruenze, modellare il progetto, gestire tempi e costi del cantiere, pianificare la vita e la manutenzione del manufatto. Potenzialmente, insomma, una grande rivoluzione. Il BIM è uno strumento di grande utilità per tutti gli operatori della filiera dell’edilizia, ciascuno ovviamente per la sua parte di competenza. Inoltre è adatto non solo per le imprese di dimensioni medio-grandi. Certo le più grandi realtà aziendali hanno maggiore facilità a recepirlo nella propria cassetta degli attrezzi, ma anche le pmi possono giovarsene per ottimizzare i loro processi realizzativi e conseguire risultati importanti in termini di crescita e competitività. Come tutti gli investimenti produttivi anche il Bim ha dei costi iniziali in termini sia monetari che di risorse umane da formare, per questo sarebbe opportuno promuovere questa nuova cultura attraverso azioni di formazione e incentivi finanziari.

Ci può descrivere il progetto Digiplace a cui partecipate?
Il progetto punta alla creazione di una piattaforma sovrannazionale che consentirebbe al settore delle costruzioni di superare le barriere di lingua, conoscenza e regolamentazioni, nazionali e locali, permettendo anche la definizione e l’organizzazione delle informazioni comuni per i prodotti da costruzione.
Una piattaforma digitale continentale favorirebbe inoltre gli operatori comunitari nel mercato interno e nella competizione sui mercati internazionali – Asia e Africa in testa-  come sistema europeo delle costruzioni, nei confronti di colossi quali Russia, Stati Uniti, Canada, Cina, Giappone, Australia.
Questo strumento può fornire, insomma, agli stati membri una infrastruttura aperta e controllata, fonte di dati indispensabili anche  per il mercato pubblico senza supportarne i costi di avvio e soprattutto di manutenzione e aggiornamento. Infine non deve essere trascurato, ai fini della qualità delle opere e della competitività del settore, l’impatto del regolamento europeo 305/2011 che prevede che tutti i produttori dichiarino le caratteristiche tecniche dei prodotti da costruzione prima della loro commercializzazione. Con Digiplace questi dati e informazioni sui prodotti potranno essere resi disponibili in forma aperta, garantendo la trasparenza delle informazioni.

Da quasi un anno è entrato in vigore il del Decreto 560/2017, le amministrazioni pubbliche si devo gradualmente attrezzare per l’introduzione del BIM negli appalti. Ancora non molto è stato fatto, in Italia i cantieri sopra i 100 milioni di euro sono pochi. Secondo lei il decreto potrà comunque essere una leva fondamentale per un concreto sviluppo del BIM in Italia?
Trattandosi di una rivoluzione importante la previsione di un obbligo graduale di introduzione del BIM negli appalti appare corretta. La portata del nuovo strumento e il suo impatto sul mercato non saranno quindi valutabili subito, ma nel corso del tempo. L’avvio del primo scaglione del decreto è comunque importante per preparare il terreno al cambiamento, soprattutto sul fronte della formazione dei soggetti coinvolti, non solo imprese e progettisti. Una parte rilevante della norme riguarda, infatti, la formazione delle stazioni appaltanti: queste dovranno adottare un piano di digitalizzazione dei loro processi, fare aggiornamento del personale e mettere a punto un programma di acquisto e manutenzione dei necessari strumenti hardware e software per gestire al meglio il BIM.

 

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Giornalista della redazione di BIMportale, professionista della comunicazione e del marketing per il settore AEC – Architetture Engineering & Construction. Ha lavorato per molti anni nell’editoria B2B dirigendo una delle principali testate specializzate per l’industria delle costruzioni, per la quale è stato autore di numerosi articoli, inchieste e speciali. Durante questa lunga esperienza editoriale ha avuto modo di vivere e monitorare direttamente l’evoluzione del settore e la sua continua trasformazione, lavorando a stretto contatto con i principali protagonisti del mercato: imprese edili, progettisti, committenti, produttori. Su tali premesse nel 2007 ha fondato l’agenzia di comunicazione e marketing Sillabario, che si occupa delle attività di comunicazione e ufficio stampa di importanti marchi industriali del settore delle costruzioni.